La Xylella Non Si Eradica Con Gli Olivi

di Il Merlo Parlante
Nov. 22, 2015

La solidarietà con i produttori del Salento si manifesta a Verona ,La xylella non si eradica con gli olivi, banche, UE , finanziaria

L'associazione Sogno Salentino contro il barbaro abbattimento delle piante

Non è un tema squisitamente in linea con le righe pubblicate solitamente da Vinoecibo ma visto che il risultato finale potrebbe essere quello di rimanere senza olio buono sulla tavola, pubblichiamo volentieri ciò che è previsto per domenica 29 in piazza Bra a Verona contro la xylella. Una manifetsazione organizzata dall'Associazione regionale pugliesi Sogno Salentino, presieduto da Diego de Carlo con le altre associazioni pugliesi di Nord per dimostrare la propria solidarietà ai contadini del Salento contro l'abbattimento selvaggio degli alberi di ulivo.
Va ricordato che il Salento non solo sta vivendo uno dei peggiori momenti della sua storiasocio-economica ma viene dipinto confusamente come luogo focolaio per un contagio che ha origini tutt'altro che pugliesi. Si tratta di una vicenda dai contorni imprecisabili che oltre a mettere in serio pericolo l'economia del territorio pare voglia cancellare millenni di storia salentina. Funesto protagonista di quetsa vicenda la XYLELLA. Che da micidiale agente patogeno, proveniente dal continente americano dove lo si trova assai comunemente, porta all'essiccazione degli ulivi e che per essere sconfitto, ad oggi, e secondo le decisioni univoche e imperanti della UE, prevede solo la distruzione delle piante colpite.

L'associazione Sogno Salentino contro il barbaro abbattimento delle piante

Una cura da banchieri

Una “cura” fatta assumere dalla Comunità Europea, la stessa che legifera sui fallimenti delle banche riversando sugli azionisti e sui clienti la mala gestione di improvvidi amministratori, a riprova che se si tratta di salvare potenti banchieri si può scavalcare qualsiasi regola mentre se si tratta di aiutare semplici agricoltori, che coltivano gli olivi, come è stato loro insegnato da secoli, il rimedio è distruggere proprio questa loro storia, la loro economia e le radici della tradizione. Va Infatti precisato che con il piano di intervento Silletti, che prende il nome dal commissario nominato dal governo italiano, è fatto obbligo di eradicare tutte le piante nel raggio di 100 metri da quelle risultate infette con il risultato che centinaia di ulivi centenari sono stati abbattuti ed altri lo saranno se non verrà fermata questa azione senza appello. Una vera e propria condanna a morte che oltre tutto sarebbe assolutamente inutle visto che secondo quanto affermato da autorevoli scienziati, all'eradicazione e alla distruzione dell'olivo non corrisponde la soppressione dell'invasione batterica di xylella. ( Marcello Nicoletti, dell' università Sapienza di Roma Maurizio Calvitti entomologo dell' Enea )

Una cura da banchieri

La voce dei coltivatori ma anche di allevatori e quella auspicata dei cittadini e dei gourmet

Numerosi sono stati i ricorsi, tuttora sono pendenti dinanzi al TAR del Lazio,dei coltivatori contro le eradicazioni. La popolazione salentina si èschierata al fianco dei coltivatori chiedendo che vengano sospesi gli abbattimenti e si dia inizio ad un serio studio scientifico cheindividui buone pratiche agricole nella prevenzione e nelcontenimento dei danni. I salentini che vivono lontano dalla loro terra vogliono far sentire la loro vicinanza ed il loro sostegno ai coltivatori in questa lotta volta alla salvaguardiadi un patrimonio storico che da sempre è colonna portantedell'economia  locale.

Per questo, l' associazione SOGNO SALENTINO di Verona ha organizzato per DOMENICA 29 NOVEMBRE 2015 dalle ore 9,00alle 13,30 in piazza Bra a Verona, una manifestazione di sostegno cui parteciperanno delegazioni provenienti da alcune città del NordItalia ed anche dal Salento. Male infine non sarebbe che a manifestare Verona non ci fossero solo i cosiddetti operatori del settore ma anche il resto dei cittadini italiani e quindi europei. Definiti tali solo quando è ora di essere munti e spremuti come le mucche allevate dagli altri operatori agricoli del settore zootecnico che, per bere e pagare un "caffè macchiato" al bar, devono conferire all'industria di trasformazione almeno tre litri di latte prodotto dalle loro vacche. Con buonissima pace della UE e delle multinazionali che reinvestono in quei giochini finanziari, ora legalmente senza rischio, propinati dalle banche.

Nelle foto: i primi paesaggi di morte, negli oliveti le guardie armate delle forestali al posto di agronomi e ricercatori, l'insetto vettore responsabile della patologia definita xylella

La voce dei coltivatori ma anche di allevatori e quella auspicata dei cittadini e dei gourmet