Il percorso del Consorzio Laudemio

di Annamaria Farina
Maggio 14, 2017

Una gara accolta con entusiasmo dai grandi nomi della cucina italiana, un po' per sfida, un po' per divertimento

 

La preziosità del "tempo", alleato per il raggiungimento di grandi risultati, la "pazienza" nell'aspettare e rispettare i tempi della natura, la coscienza dell'uomo affinché da questa possa ricavare il meglio, il sapere tecnicamente evoluto quanto anticamente acquisito dall'esperienza: non possono esserci eccellenze senza il giusto tempo.

 

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E' questo il percorso del Consorzio Laudemio, formatosi negli anni ottanta, quando 21 aziende agricole custodi di alcuni fra i più nobili cru olivicoli del territorio toscano si unirono con un intento comune, e ancora oggi passo dopo passo formano uno dei gruppi più prestigiosi in grado di rappresentare l'eccellenza dell'arte olearia italiana.

 

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In questi mesi obiettivo del Concorso Laudemio con la sua presidentessa Diana Frescobaldi ed una giuria tecnica/golosa diretta dal già direttore della guida Michelin, Fausto Arrighi, è stato quello di diffondere e promuovere l'olio extravergine di oliva di qualità facendolo conoscere attraverso la sua espressione più pura e mediante il suo impiego nell'alta ristorazione, e quale modo migliore se non coinvolgere altrettanto prestigiosi chef in grado di interpretarlo?

 

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La gara è stata accolta con entusiasmo dai grandi nomi della cucina italiana interpellati, un po' per sfida, un po' per divertimento. Gli chef si sono cimentati nella costruzione di un menù creato per l'occasione, nel quale utilizzare e valorizzare gli oli messi a disposizione dal Consorzio.
Un gioco tra professionisti che hanno utilizzato tempo e sapere come strumenti per produrre ad oggi, giunti ormai alla 6° tappa, una sequenza incredibile di piatti di alta cucina, differenti per carattere, proposta e sapori, e tutti contraddistinti dall'utilizzo di grande materia prima.

 

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Il concorso si è aperto nel mese di gennaio con lo chef Giuseppe Di Iorio, Ristorante Aroma a Roma la città Eterna, per poi proseguire quasi giocando in casa con i piatti di Marco Stabile, Ristorante Ora d'Aria a Firenze la "Bella". Una tappa nella storicamente conosciuta "Dotta Grassa e Rossa" Bologna dello chef (per nulla bolognese) Agostino Iacobucci nella splendida sala del Ristorante I Portici, e poi un guizzo verso nord a salire fino dallo chef Marcello Trentini, Ristorante Magorabin a Torino. Sosta a Milano che, benché ambrosiana e meneghina, ha servito piatti dagli influssi orientali con Nobuya Niimori del Ristorante Sushi B, per poi cambiare drasticamente scenario con una discesa in picchiata verso sud.

 

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E si giunge all' 11 maggio, con la 6° tappa del concorso dove la cucina magica di Salvatore Bianco del Ristorante Il Comandante ha accolto la giuria con il calore e la visceralità che solo la città di Napoli sa fare, tanto discussa e contraddittoria (forse), ma altrettanto brulicante di vita ed emozionante da riuscire a mettere in secondo piano ogni altra cosa. Dopo una prima accoglienza da parte dello chef che ha introdotto al cuore del concorso anticipandolo con il suo benvenuto, a seguire la giuria ha proceduto con gli assaggi dei seguenti piatti senza nascondere le proprie preferenze.
 

 

 

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Antipasto, Rana Pescatrice Dentro e Fuori, abbinamento Laudemio Azienda Agricola Francesco Miari Fulcis Fattoria di Maiano, vino Castello di Pomino Leonia Brut
Primo, Caramella di Triglia alla Lavanda con Salsa di Piselli Menta e Lemongrass, Laudemio Azienda Agricola Casale di Falchini, vino Frescobaldi Gorgona 2015
Secondo: Assolo d'Agnello, Laudemio Marchesi Frescobaldi, vino Frescobaldi Luce Brunello 2011
Dessert: Uovo Allevato a Terra, vino Antinori Muffato della Sala
Riscontro più che positivo raccolto dai giurati partecipanti che non hanno nascosto il loro desiderio di poter vedere la finale disputarsi in questa città in grado di stregare ... come la sua cucina del resto!

 

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Attendono il loro momento gli chef Massimo Livan del Ristorante Centurion Palace a Venezia ed Andrea Aprea, Ristorante Vun a Milano che metteranno la parola fine alle performance previste e dal quale poi si potrà dare inizio ai conteggi per la selezione che permetterà agli chef di accedere alla finale nel quale verrà decretato il piatto vincitore. Resta indubbia la vittoria degli ospiti giurati, tutti dal primo all'ultimo, che durante il tour hanno goduto delle creazioni degli chef così come delle attenzioni prestate dal personale di sala, e che si è sempre dimostrato altrettanto prezioso e professionale.

 

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Info  www.laudemio.it

 

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