Equipe 5 cambia d’abito

di Giuseppe Casagrande
Luglio 10, 2020

Lo storico spumante metodo classico millesimato della Cantina di Soave si veste di nuovo 

The historic classic method sparkling wine from the Cantina di Soave gets dressed again

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English text follows

Equipe 5 cambia d’abito. Una nuova veste grafica, moderna ed elegante in grado di conferire al marchio forza comunicativa e grande appeal grazie, accompagnerà l’estate degli estimatori di questo storico spumante metodo classico millesimato della Cantina di Soave. Nato nel lontano 1964 grazie a cinque talentuosi enologi trentini uniti dalla voglia di creare qualcosa di grande, Equipe 5 ha fatto la storia della spumantistica italiana ed è entrato nel novero delle bollicine più celebri e blasonate del BelPaese. Marchio prestigioso acquistato negli anni Novanta dalla cantina di Soave dopo l'arrivo dal Trentino del Direttore generale, l'enologo, trentinissimo di nome e di fatto, Bruno Trentini). A distanza di oltre 50 anni, grazie a questo restyling, Equipe 5 guarda al futuro con lo stesso charme e con uno sguardo sempre più internazionale. 

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Alla basedi Equipe 5 c’è una rigorosa selezione di uve Chardonnay (80% )  e Pinot Nero (20%) che provengono da vigneti selezionati posizionati tra i 400 e i 600 metri, in terreni d’alta collina dove l'escursione termica tra il giorno e la notte guida la maturazione dei grappoli e li arricchisce di profumi. I migliori grappoli vengono raccolti a mano per preservarne l’integrità fino alla pressatura soffice. Specificità territoriale e rispetto delle uve entrano così di diritto nel carattere esclusivo di questo storico spumante italiano. Il metodo di produzione prevede l’utilizzo di nobili vitigni e la rifermentazione in bottiglia. Dopo la prima fermentazione si procede all’imbottigliamento in caratteristiche bottiglie champagnotte di colore verde scuro, sistemate nelle grotte sotterranee delle cantine,dove iniziano una lenta rifermentazione. Equipe5 millesimato affina in bottiglia per oltre 36 mesi con remuage manuale, secondo tradizione. Dopo la sboccatura si procede al dosaggio della liqueur d’expedition.

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Equipe 5 - dicevamo  - ha fatto la storia della spumantistica italiana. Una storia che prende le mosse in Trentino. L'idea di creare queste bollicine - racconta Nereo Pederzolli - nacque durante un tour didattico in Francia, protagonisti cinque allievi dell'Istituto Agrario di San Michele all'Adige: Bepi Andreaus, Riccardo Zanetti, Pietro Tura, Ferdinando "Mario" Tonon e Leonello Letrari. Cinque pionieri. A Trento - siamo negli anni Sessanta - operava già Giulio Ferrari, poche migliaia di bottiglie "sboccate" ogni anno, per un mito già allora, riservato quanto inimitabile. Bisognava fare qualcosa di simile, ma autonomo e altrettanto competitivo. Mirando solo ed esclusivamente alla qualità. La comitiva tornava a casa in treno dopo un lungo itinerario tra Spagna, Portogallo e Francia. Avevano visto i templi del vino d’allora, specialmente le aziende della Champagne. Non era la prima volta, ma erano euforici, ammaliati dalla bellezza esteriore delle cantine, molto di più della suadenza delle bollicine. Discussioni a non finire, parlando di tutto e su tutto. I cinque si scambiano le loro impressioni sul viaggio che volge al termine. Bepi Andreaus fa notare un particolare che lo aveva particolarmente colpito. Solo le "celliere" dello spumante avevano i vigneti attigui disseminati di rose, splendidi giardini fioriti, con piante rigogliose fin sulla porta d’ingresso, sale accoglienti, ariose, bicchieri di cristallo, personale cortese, ben predisposto, competente, pure entusiasta del proprio lavoro. Ambiente ideale, pulito, pregiato. Molto diverso dall’impatto con le tinaie tradizionali, quelle che producevano vini "tranquilli", anche se molto buoni. Si chiedeva e domandava agli amici: chissà perché quando entri in una cantina di Bordeaux o della Borgogna devi stare attento dove metti i piedi, per non inciampare in qualche ciottolo o attrezzo abbandonato mentre quando imbocchi l’entrata di un’azienda dello Champagne calpesti un prato d’erba appena rasata, ti senti subito importante, ben disposto a pagare l’esclusività della situazione? Champagne, insomma, un mito, un businnes. Facciamolo anche noi, in Trentino.

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 Reperire le idonee uve Chardonnay e quindi ottenere il "vino-base" da spumantizzare non è stato semplice, ma neppure troppo complicato. Tutti erano spronati dall’idea originaria, per dimostrare la validità dell’intuizione, l’oculatezza della società. Non solo. Volevano dar risposta all’interrogativo lanciato in treno da Bepi Andreaus. Vale a dire: è facile far soldi con lo spumante? Iniziano con tremila bottiglie. Coccolate, una ad una. Girate, accudite, studiate in quanto non si doveva sbagliare niente. Per non interrompere bruscamente l’avventura appena iniziata. Le analisi sono ottimali. L’autunno successivo raddoppiano il numero, Stessa dedizione, quasi maniacale. Gli assaggi tecnici promettono grande evoluzione. Rilanciano ancora: seimila bottiglie al terzo anno, il vino base ancora più selezionato. Forti, nello stesso tempo, della prima vera sboccatura, quella delle bottiglie della fondazione. Talmente convinti che stoccano ben 12 mila nuove bottiglie. Con quelle che stavano "maturando" raggiungono il massimo quantitativo che la cantina lavisana poteva contenere. L’uscita sul mercato fu… un botto festoso! Tutti parlavano di questo nuovo spumante classico, simile ad uno champagne

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Diverso dal blasonato Ferrari – in quegli anni al centro del prodigioso rilancio operato dalla famiglia Lunelli, nuovi proprietari del marchio che distingueva le bollicine ideate dal "sior Giulio" – e con un nome insolito, per certi versi impronunciabile. Equipe 5: pochi trentini capirono il significato del nome. La pronuncia, poi, era quanto di più sbagliato si potesse assemblare. Fonetica e dizione con accenti spostati a piacere, lettura "alla lettera". E-qui-pe. I più leziosi,spocchiosi declinavano "equipe" in francese, pronunciando il numero 5 addirittura in inglese. E tante altre libere, fantasiose quanto assurde interpretazioni, abbinate al gruppo pop di quel periodo, l’Equipe 84. Nonostante questo lo spumante si vendeva, eccome! Buono, nuovo, pure caro. Poteva permettersi di costare addirittura più del Ferrari. Una scelta voluta principalmente da Ferdinando "Mario" Tonon: uscire sul mercato con un prezzo 50 lire superiore a quanto si vendeva una bottiglia di Ferrari. Per stimolare il mercato, per una sfida quasi goliardica – dato il periodo e l’ambiente enologico locale. Con 10 mila lire si acquistava una cassa di Equipe 5, sei bottiglie di leggiadrìa. Vini simbolo, dunque, di persone speciali. Veri Padri Fondatori. Prosit. E lunga vita all'Equipe 5.

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Equipe 5 changes clothes. A new graphic design, modern and elegant, capable of giving the brand communicative power and great appeal thanks, will accompany the summer of fans of this historic classic method vintage sparkling wine from the Cantina di Soave. Born back in 1964 thanks to five talented Trentino winemakers united by the desire to create something great, Equipe 5 has made the history of Italian sparkling wine and has entered the ranks of the most famous and famous bubbles of the BelPaese. Prestigious brand purchased in the nineties from the Soave winery after the arrival of the Director General from Trentino, the winemaker, thirty in name and in fact, Bruno Trentini). After more than 50 years, thanks to this restyling, Equipe 5 looks to the future with the same charm and with an increasingly international look.

At the base of Equipe 5 there is a rigorous selection of Chardonnay (80%) and Pinot Noir (20%) grapes that come from selected vineyards positioned between 400 and 600 meters, in high-hill terrain where the temperature range between the day and night guides the ripening of the bunches and enriches them with perfumes. The best bunches are harvested by hand to preserve their integrity until soft pressing. Territorial specificity and respect for the grapes thus enters the exclusive character of this historic Italian sparkling wine. The production method involves the use of noble vines and refermentation in the bottle. After the first fermentation, it is bottled in characteristic dark green champagnotte bottles, arranged in the underground caves of the cellars, where they begin a slow refermentation. Equipe5 millesimato ages in bottle for over 36 months with manual remuage, according to tradition. After disgorging, the liqueur d’pedpedition is dosed.

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Team 5 - we said - made the history of Italian sparkling wine. A story that starts in Trentino. The idea of ​​creating these bubbles - says Nereo Pederzolli - was born during an educational tour in France, the protagonists were five students of the Agricultural Institute of San Michele all'Adige: Bepi Andreaus, Riccardo Zanetti, Pietro Tura, Ferdinando "Mario" Tonon and Leonello Letrari. Five pioneers. In Trento - we are in the sixties - Giulio Ferrari was already operating, a few thousand bottles "opened" every year, for a myth already then, reserved as inimitable. Something similar had to be done, but autonomous and equally competitive. Aiming only and exclusively for quality. The group returned home by train after a long itinerary between Spain, Portugal and France. They had seen the wine temples of that time, especially the Champagne companies. It was not the first time, but they were elated, enchanted by the external beauty of the cellars, much more than the persuasion of the bubbles. Endless discussions, talking about everything and everything. The five exchange their impressions on the journey that is coming to an end. Bepi Andreaus points out a detail that had particularly struck him. Only the "celliere" of sparkling wine had adjoining vineyards dotted with roses, splendid flower gardens, with luxuriant plants right up to the front door, welcoming, airy rooms, crystal glasses, courteous, well-prepared, competent staff, also enthusiastic about their own work. Ideal environment, clean, precious. Very different from the impact with traditional tinaie, those that produced "still" wines, although very good. He asked himself and asked his friends: who knows why when you enter a Bordeaux or Burgundy cellar you have to be careful where you put your feet, so as not to stumble on some pebble or abandoned tool while when you enter the entrance of a Champagne company you step on a freshly mowed lawn, do you feel immediately important, willing to pay for the exclusivity of the situation? In short, Champagne, a myth, a business. Let's do it too, in Trentino.

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Finding the suitable Chardonnay grapes and thus obtaining the "base wine" to be sparkling was not easy, but not too complicated. All were spurred on by the original idea, to demonstrate the validity of the intuition, the prudence of the company. Not only. They wanted to answer the question raised by train by Bepi Andreaus. That is to say: is it easy to make money with sparkling wine? They start with three thousand bottles. Pamper yourself, one by one. Turn around, look after, study because nothing should be wrong. In order not to abruptly interrupt the adventure that has just begun. The analyzes are optimal. The following autumn they double the number, same dedication, almost manic. The technical samples promise great evolution. They raise again: six thousand bottles in the third year, the base wine even more selected. Strong, at the same time, of the first true disgorgement, that of the bottles of the foundation. So convinced that they store 12 thousand new bottles. With those that were "maturing" they reach the maximum quantity that the Lavisan cellar could contain.

The release on the market was ... a festive bang! Everyone was talking about this new classic sparkling wine, similar to a champagne. Different from the famous Ferrari - in those years at the center of the prodigious relaunch operated by the Lunelli family, new owners of the brand that distinguished the bubbles created by the "sior Giulio" - and with an unusual, in some ways unpronounceable name. Team 5: few Trentino people understood the meaning of the name. The pronunciation, then, was the most wrong that could be assembled. Phonetics and diction with accents moved at will, reading "literally". Team. The most affected, spocchiosi declined "team" in French, even pronouncing the number 5 in English. And many other free, imaginative as absurd interpretations, combined with the pop group of that period, the Team 84. Despite this, the sparkling wine was sold, and how! Good, new, also dear. He could afford to cost even more than Ferrari. A choice mainly wanted by Ferdinando "Mario" Tonon: going out on the market with a price of 50 lire higher than a bottle of Ferrari was sold. To stimulate the market, for an almost goliardic challenge - given the period and the local wine environment. With 10 thousand lire you bought a case of Equipe 5, six bottles of leggiadrìa. Wines therefore a symbol of special people. True Founding Fathers. Prosit. And long live Team 5.

 

 

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