La Storia Della Valpolicella Legata Alla Cantina Nicolis

di Donato Sinigaglia
Ott. 4, 2011

La storia della Valpolicella legata alla cantina Nicolis

La storia della Valpolicella legata alla cantina Nicolis

Nel Veneto, quello legato alla tradizione della viticoltura, la storia delle famiglie spesso s'intreccia con quella del territorio. Per alcune di queste il rapporto ancestrale con zolle e vigneti, costituisce un esempio quasi unico. Come quello della famiglia Nicolis, che ha da poco festeggiato i 60 anni di attività."Nella nostra terra l'anima del vino" : è il credo di vita e di lavoro per la famiglia Nicolis, la cui cantina ha sede a San Pietro in Cariano, nella zona più vocata della Valpolicella.ondata nel 1951 da Angelo Nicolis, che ha trasmesso agli 8 figli e alla moglie Natalia la passione per la terra e il vino, l'azienda è fra quelle al "top" del panorama enoico della Valpolicella e i suoi vini, pluripremiati, sono conosciuti ed apprezzati sia in Italia che all'estero. E così, la passione di Angelo per la campagna e la vite si è concretizzata in raffinata enologia. Il nome Nicolis racconta la storia di una famiglia, in cui ciascuno ha un compito ben definito: la cura dei vigneti è affidata a Giancarlo, la vinificazione raffinata e genuina è garantita da Giuseppe, la parte commerciale è seguita da ambedue con Massimo.La vita della nostra famiglia è legata da sempre all'arte della viticoltura; siamo nel cuore della zona classica, a San Pietro in Cariano, e la cura della terra fa parte della nostra quotidianità, sin dall'infanzia - racconta Giancarlo Nicolis - . Noi, che siamo nati qui, abbiamo con la terra un legame speciale, che deriva dalla dedizione e da un'attenta cura che si compie giorno dopo giorno. Una vite che cresce e dà frutti, che si trasformeranno poi in un vino unico e irripetibile, è per noi, ogni volta, la realizzazione di un patto: quello stretto tra noi e la terra."L'Azienda si estende per 90 ettari, di cui...








42 sono dedicati alla coltura della vite e sono differenziati per posizione e composizione morfologica, per garantire a ciascun vigneto il suolo migliore e più adatto a dar vita a vini unici ed inimitabili.E così, dal terreno della zona pedecollinare nascono i vini classici d'annata, mentre la collina, con i suoi microclimi e i suoi terrazzamenti sostenuti dalle tipiche marogne della Valpolicella, è il regno dell' Amarone e del Recioto, vini principe dell'azienda: il corpo elegante e potente dell'Amarone rivela tutta l'esuberanza del sole, le sensazioni floreali del Recioto sembrano quasi un omaggio alla rosa selvatica che adorna le colline. La punta di diamante dell'azienda è cru di Amarone che viene da un vigneto di particolare pregio.Nel 2010 la produzione è stata di 220.000 bottiglie, espressione di tutte le denominazioni di origine proprie del territorio della Valpolicella Classica.L'80 per cento della produzione è destinata all'estero, in particolare Usa, Canadà, Cina, e Sud Est Asiatico.L'Azienda è stata fra i 12 fondatori dell' Associazione Famiglie dell' Amarone d'arte. E' condotta in una forma di agricoltura eco-sostenibile seguendo normative europee sull'agricoltura integrata. L'uso di pannelli fotovoltaici la rendono autonoma dal punto di vista della produzione energetica, utilizzando fonti rinnovabili. Il fatto che sia stata fra le fra le prime in Valpolicella ad adottare questa mentalità e questo modo di agire, evidenzia la grande attenzione all'eco-sostenibilità della famiglia Nicolis e il suo legame profondo, fatto di rispetto e di cura, verso la terra.
Il 24 settembre ospiti e autorità sono stati accolti in cantina dalla signora Natalia Nicolis e dai figli. La storia della famiglia, i suoi traguardi, i suoi progetti futuri sono stati raccontati da Massimo, Giancarlo e Giuseppe Nicolis. Testimonial dell'evento è stato Luciano Onder giornalista, pioniere della comunicazione medico scientifica in Rai, che cura le trasmissioni "Medicina Trentatrè" e " Tg2 Salute": come segno di riconoscimento per il suo impegno di divulgatore nel campo della salute e dello star bene, in cui il vino assunto correttamente gioca un importante ruolo, gli è stato consegnata una scultura realizzata dall'artista Mario Quarella.