A Montorso La Prima Dei“ Picai Del Recioto”, Il Vino Conosciuto Da Virgilio E Plinio Il Vecchio

di Donato Sinigaglia
Gen. 24, 2012

A Montorso la prima dei“ picai del Recioto”, il vino conosciuto da Virgilio e Plinio il Vecchio

A Montorso la prima dei“ picai del Recioto”, il vino conosciuto da Virgilio e Plinio il Vecchio

È stata la scuola primaria "G. Cederle" di Montebello Vicentino ad aggiudicarsi la gara di spremitura fra studenti della quinta classe all'ottava edizione de " I Picai del Recioto".







Una formula innovativa per la manifestazione che ogni anno dal 2004 porta in piazza i produttori del Recioto Docg di Gambellara  per la spremitura pubblica delle uve lasciate appassire appese al soffitto dei fruttai aziendali sotto forma di Picai. Ospitata dal comune di Montorso Vicentino all'interno di Villa Da Porto, la manifestazione è stata infatti anticipata al mattino e rivoluzionata nella sua formula: ci si è infatti affidati alla simpatia del gruppo vicentino di folkcabaret Anonima Magnagati per iniziare la giornata, per poi dare spazio al rito della spremitura vero e proprio, quest'anno affidato ai bambini delle scuole primarie presenti sul territorio della Doc Gambellara. Quasi 50 i figuranti che, vestiti con costumi contadini caratteristici e a bordo di trattori d'epoca, hanno portato i picai delle migliori uve dei produttori della Doc Gambellara sul palco.  "L'appuntamento ci è sembrato un'ottima occasione - ha detto Antonio Tonello, presidente della Strada del Reciotto e dei vini Gambellara Doc - per coinvolgere i bambini, cercando di far recuperare il contatto con la terra e con i prodotti agricoli che le nuove generazioni sembrano aver smarrito...

Tradizioni come quella del nome: di un vino passito detto retico scrissero sia Virgilio che Plinio il Vecchio, ma altre ipotesi fanno risalire il nome al verbo dialettale "reciotare", ovvero spigolare e qui il termine contadino "rajoto". Un'altra versione parla che per la produzione di questo vino vengono usare solo le "recie" dei grappolo, termine veneto utilizzato per indicare le orecchie, cioè la parta più alta del grappolo, quella meglio esposta. Fatto sta che da una Doc con quarant'anni di storia si è arrivati, nel 2008, all'esclusiva Docg che comprende anche la versione tradizione e spumante del Recioto. Un vino che si ricava da un'accurata selezione dei grappoli più belli, sani e maturi di Garganega. Questi vengono fatti appassire appesi alle travi (picài) o nei granai dove restano un mese e mezzo prima di essere pigiati. Il mosto fiore sarà poi lasciato fermentare fino alla primavera diventando poi un vino dal colore giallo dorato chiaro, con note olfattive intense e fruttate, preludio di un sapore vellutato e armonico, con un fondo gradevolmente amarognolo, con sentore di mandorla.

Rigoroso il disciplinare della produzione che delimita l'area ai soli comuni di Gambellara, Montebello Vicentino, Zermeghedo e Montorso Vicentino. Il vino sta conoscendo un crescente successo, nonostante la produzione volutamente limitata d bottiglie: 255.000, pari a circa 1.400 ettolitri.

 Sempre più diffuso è l'abbinamento con i formaggi stagionali, con il fegato d'oca e con dolci, tra cui il "brasadelo", fotto con ingredienti molto semplici: fior di farina, latte, uova e mandorle; come guarnizione granella di zucchero. Il nome deriva, probabilmente, dalla tecnica di cottura che veniva praticata nel forno a legna con le braci (brasa nel dialetto locale). Un'altra versione vuole che derivi dalla forma stessa del dolce che è un filone chiuso a ciambella e che ricorda, quindi un'abbraccio.