Veneto

Zuiter Una Nuovo Docg Per La Montelvini.

di Marco Meneghetti
Aprile 12, 2015

Zuiter una nuovo Docg per la Montelvini.

Un taglio bordolese ottenuto da uve di Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot.

Zuiter Montelvini, il nuovo rosso Montello Docg sbarca sul mercato. A tenere a battesimo il nuovo nato Davide Oltolini, critico e giornalista enogastronomico, volto della rubrica Saperi i Sapori, all'interno di Uno Mattina in Famiglia su Rai Uno. Per l'occasione con tanto di papillon rosso, a celebrare il gradito ritorno di un grande vino rosso tra le denominazioni di punta del territorio. “Un vino assolutamente interessante - ha detto Oltolini – per la sua ecletticità. La particolare complessità olfattiva, una piacevole acidità e una buona persistenza lo rendono adatto all'abbinamento sia a piatti semplici, come un bollito o un arrosto, quanto a piatti elaborati e complessi”.
Zuiter deve il suo nome alla Zuit, cioè civetta, animale che ancora oggi fa capolino tra i vigneti che circondano la cantina a Venegazzù (Tv) nel cuore del Montello. Un territorio da sempre celebre per i grandi vini rossi, in particolare da uve Cabernet e Merlot, oggi tutelati dalla nuova Docg Montello che Montelvini può vantare.
“La nostra - spiega Alberto Serena, vicepresidente Montelvini - è l'unica Docg italiana con vitigni di origine bordolese, segno della particolare vocazione per queste varietà delle terre rosse del Montello, così chiamate per la presenza di ferro e argilla. Una denominazione che si affianca ad un'altra Docg quella del Prosecco Superiore di Asolo”.
E' un vino tipico della collina del Montello nelle prealpi trevigiane ottenuto da uve Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot. In questo territorio la vite viene coltivata da circa un millennio, da quando i monaci Benedettini si insediarono portando le loro conoscenze agricole ed enologiche. I vini di questo territorio erano conosciuti già nel Medioevo al punto che sotto la repubblica di Venezia, a cui apparteneva la collina, venivano tassati maggiormente per il loro elevato pregio. Dopo la crisi della filossera, l’utilizzo di vitigni Francesi ha dimostrato un perfetto adattamento al punto che per eleganza dei vini che esprimeva la zona è stata definita come “Bordeaux d’Italia”, fatto riconosciuto anche dallo stesso presidente Charles De Gaulle che ebbe modo di assaggiarne una delle migliori espressioni.
In questo territorio la presenza dell’uomo è sempre stata marginale favorendo il consolidamento dei minerali e degli elementi nutritivi accumulati nei millenni dalla vicinanza del fiume Piave. L'impianto dei vigneti, la scelta di portainnesti adeguati alle caratteristiche del terreno, l'utilizzo di cloni altamente selezionati e la scrupolosa cura delle caratteristiche di ogni singolo vigneto assicurano una ridotta produzione per ceppo con uve di altissima qualità, sane, ricche di tannini. La vinificazione viene fatta in rosso. La fermentazione avviene in vasche di acciaio con controllo della temperatura, le tecniche estrattive sono i rimontaggi giornalieri e delestage per ottenere un'estrazione delicata dalle bucce dei composti di qualità: polifenoli e sostanze coloranti. La fermentazione malolattica avviene spontaneamente nel periodo successivo alla fermentazione alcolica. Il vino ancora giovane e ricco in tannini necessita di un lieve affinamento in barrique, dodici mesi per raggiungere l’obbiettivo di un delicato equilibrio organolettico. L’attesa si prolunga con un ulteriore sosta in bottiglia per favorirne l’evoluzione prima di venire messo in commercio almeno due anni dopo la vendemmia. 
Un taglio bordolese ottenuto da uve di Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot.