Vino di montagna secondo Reinhold Messner e Martin Aurich

di Giovanna Romeo
Dic. 30, 2018

Quattro ettari di vigna a Castel Juval

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È il momento del vino ed è il momento dell’uomo. Fu Mario Soldati che, nel 1968, raccontando di viaggi e di vino nel suo celebre libro “Vino al Vino” narrava che cosa significasse “fare sul serio la conoscenza del vino”. Secondo Soldati non bastava degustare uno o più calici: no, non era sufficiente per capirne! Significava andare sul posto, proprio là dove si pigiava il vino, e procurarsi nozioni geografiche, geologiche, storiche. Significava anche camminare nel vigneto, studiarne la tipologia di allevamento, la fisionomia del paesaggio, la luce del sole, la direzione del vento, i lineamenti delle montagne, la bellezza del luogo. “Ed è solo in quel preciso momento, quando entrando finalmente in contatto con chi il vino lo fa, che si potranno cogliere quegli aspetti e quella magia che il solo calice non saprà mai raccontarci”.

 

 

Il mio viaggio ha per destinazione Castel Juval. Luogo posto a ridosso della Val Senales, circondato da montagne imponenti, dure e spoglie, si caratterizza per i pendii ripidi e scoscesi coltivati a vite. Quattro ettari di vigna situati tra i 600 e gli 850 metri di altezza, in una posizione strategica e di rara bellezza, dove rocce di gneiss conferiscono alle uve solidità e calore. É il luogo che incanta, la solitudine di un maso ed intorno il nulla, solo il silenzio scandito per buona parte dell’anno dalla neve che scende. Qui visse Ötzi, Uomo del Similaun e qui incontro Martin Aurich. Maso Unterortl è una azienda agricola che nasce nel 1992 per volontà di Reinhold Messner che affidò a Martin la produzione di vino e distillati pregiati

 

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Un viaggio intrapreso alla scoperta di Gewürztraminer, Müller-Thurgau, Pinot bianco e Pinot Nero che questa piccola realtà produce in poche migliaia di bottiglie grazie ad un lavoro accurato e nel pieno rispetto del vitigno e dell’annata. Fiore all’occhiello della produzione è il Riesling Windbichel; fermenta in tini di acciaio e riposa sui lieviti per circa un anno, in vendita solo dopo altri dodici mesi in bottiglia. Botti grandi in legno di quercia e acacia per l’affinamento del Pinot Nero, vini pensati per mantenere identità, complessità ed eleganza.

 

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Terminata la visita percorrete la strada che dal maso porta a Castel Juval, residenza estiva della famiglia Messner, sede di uno dei diversi musei della montagna, visitabile in primavera e in autunno. 

 

 

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Qui sono custoditi reperti e cimeli delle montagne sacre dei cinque continenti che l’alpinista ebbe modo di scalare, avrete così la possibilità di realizzare un vero e proprio incontro tra spiritualità della montagna, cultura del vino e conoscenza.

 

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