Viaggio nei Cru di tenute Piccini

di Vinoecibo
Ott. 24, 2018

Un orgoglio tutto italiano che nasce nel Chianti Classico

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È un orgoglio tutto italiano che nasce nel 1961 nella zona del Chianti Classico e ben presto diventa una delle etichette più esportate in tutto il mondo. Si tratta delle Tenute Piccini, non solo una famiglia, ma una grande storia fatta di piccoli racconti. Un viaggio narrato da Mario Piccini, ormai la quarta generazione di questa splendida realtà, con il magistrale contributo di Daniele Cernilli, alias Doctor Wine. “Vini che si fondono sulla tradizione con uno sguardo all’innovazione, pratiche biologiche ed ecosostenibilità, nel rispetto per un territorio in cui crediamo e che vogliamo tramandare al meglio ai nostri figli, con il concetto francese di terroir come modello di riferimento”, racconta Mario. L’azienda oggi può contare su cinque tenute tra Chianti, Montalcino e Maremma oltre a due in terre “vulcaniche”, come “Torre Mora” sull’Etna, e “Regio Cantina” nel Vulture in Basilicata: “l’unico nostro obiettivo è quello di di creare vini che riflettano il territorio rispettando l’espressività delle uve”. L’occasione è particolarmente speciale anche per la possibilità di degustare in anteprima tre vini non ancora in commercio come il Torre Mora Scalunera Rosso Etna 2015, il Valiano Gran Selezione Chianti Classico DOCG 2015 e il Regio Cantina Campo al Melograno Aglianico del Vulture 2013.

 

 

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Torre Mora, Scalunera Etna Bianco, 2017 da uve Carricante 95% e Catarratto. Il termine “Scalunera” in dialetto siciliano descrive una scalinata; esattamente così appaiono i pendii del vulcano, dove i muretti di pietra lavica formano delle piccole terrazze popolate da viti ad alberello. Calice di carattere, alterna profumi di cedro e di nespola a sentori di pietra focaia e note salmastre. In bocca è sapido, mentre un’importante acidità richiama un sorso dopo l’altro.

Torre Mora, Scalunera Etna Rosato, 2017 da uve Nerello Mascalese 95% e Nerello Cappuccio.

Tre ore di contatto sulle bucce regalano un colore decisamente unico: il rosa tenue cede il passo a sfumature arancio “crodino”. Sembrano richiamare le lingue di fuoco che da Linguaglossa scorrono lentamente dalla “A Muntagna” verso il mare. Al naso è delicato, con profumi prefermentativi che si mescolano a dolci note di caramella inglese e fragolina di bosco.

Torre Mora, Scalunera Etna Rosso, 2015 da uve Nerello Mascalese 95% e Nerello Cappuccio.

Ritroviamo in questo calice tutta la finezza di un territorio come quello etneo; basse latitudini, insolazioni importanti, escursioni termiche che regalano profumi e tanta freschezza. Ricchezza olfattiva ed eleganza in bocca.

 

 

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Villa al Cortile Brunello di Montalcino Riserva 2012, uno tra i migliori areali per la produzione di Brunello nel segno dell’equilibrio e della tradizione. Un gigante con i piedi di argilla, si snoda tra profumi di frutti rossi e note di cuoio e di cacao. Sprigiona insieme potenza e seduzione!

Valiano Gran Selezione Chianti Classico 2015, 90% Sangiovese e 10% Merlot da suoli argillosi e ricchi di scheletro dell’areale della Berardenga. Vinificati separatamente, affinano in grandi legni nuovi di rovere francese e botti di barrique per il Merlot. Colore purpureo, naso intenso e deciso di frutti rossi, poi visciole, arancia candita, spezie dolci e profumi di legni orientali. Generoso!

Si rivela un’anteprima da capogiro Campo Melograno Aglianico del Vulture Riserva 2013. Dal Comune di Venosa e da un vigneto di circa 15 anni, adagiato su dolci colline, nasce questa selezione che ha letteralmente rapito il mio naso. Una passeggiata in un bosco di pini, profumi di funghi e sottobosco, bacche di ginepro e note di menta piperita, ancora grafite e cuoio, per arrivare alla fragranza balsamica dell’eucalipto. Un susseguirsi incessante di delicate armonie anticipano il piacere della degustazione. In bocca è ricchezza e volume, dal tannino deciso ma elegante.

www.tenutepiccini.it