Emilia-Romagna

Una Vita Tra Cultura E Coltura Del Vino

di Marco Meneghetti
Aprile 19, 2016

Una vita tra cultura e coltura del vino

Le emozioni e le sensazioni veicolate dal vino

Può il vino influire i nostri sentimenti? Può la bevanda di Dionisio sviluppare sensazioni ed emozioni secondo un processo creativo della mente? Sandro Bacchini è di questo avviso. Lui è , titolare della:"Tenuta del Monsignore", e usa dire che il vino non è solo un alimento, ma influisce sulla creatività del pensiero. Al confine tra la Romagna e le Marche, nel comune di San Giovanni Marignano, si trova la sua azienda agricola. Sono terre ereditate dal trisavolo dell'imprenditore agricolo, Monsignor Francesco Bacchini, vescovo di Terni, alla fine del 1800.
Il vino veicolo dei sentimenti? Si ma come? Per venirci incontro l'imprenditore agricolo contraddistingue ogni etichetta delle sue bottiglie con una frase. Dopo averla letta potete procedere alla stura della bottiglia o passare ad un'altra secondo il vostro stato d'animo.
Prendiamo per esempio l'etichetta del rosso Papalina, un rosso da pesce, che recita così: "Anticonformista. Induce a superare i luoghi comuni." 
Le emozioni e le sensazioni veicolate dal vino

Le etichette delle bottiglie contraddistinte da una frase

Siete un po’ pessimisti? Provate il Trebbiano doc, che si accorda i sentire dell'animo in tal maniera: "Esalta i momenti positivi della quotidianità".
Il resto lo scoprirete all'interno della cantina degustando rossi, bianchi, passiti, spumanti e grappe.
Fin qui la parte culturale ed emotiva dell'attività di Bacchini. Scopriamo la parte strutturale e organizzativa dell'azienda. Dopo la seconda guerra mondiale, l'impresa agricola assume un'impronta più tecnologica, grazie agli sforzi di Francesco padre del titolare. I figli Sandro e Leo si dividono il terreno coltivato a vigneto. Un'operazione che porta a introdurre nuove varietà nuovi vitigni sui quali maturano uve interessanti del passato, magari poco produttive, ma legate indissolubilmente alla terra romagnola.
Anche in cantina la tradizione viene rispettata intrecciandosi con la tecnologia. Il vino non aveva difetti, ma a Bacchini ciò non basta, perché per loro il vino deve avere essenzialmente dei pregi.
La Romagna è terrà d'elezione del Sangiovese per i rossi, e del Trebbiano e Albana per i bianchi, uve che crescono vigorose sui colli riminesi. Suona fuori l'espressione il Riesling, è un vino tipicamente nordico, coltivato e fermentato nell'Italia centrale. Il vostri sensi ripagheranno ampiamente l'eventuale vostro scetticismo, assaggiando il "Cupido," un blend di Pignoletto, Chardonnay e Riesling, che è di una freschezza disarmante.
Altra piacevole sorpresa è il Bombino bianco, detto:pagadebit. La varietà è stata riscoperta ed è molto apprezzata. E' un vino giovane delicato e intenso, retaggio della tradizione contadina.
Tra i rossi spicca il Dioniso, un Cabernet Souvignon affinato in botticelle di rovere.
Il Nicolò blend di sangiovese, cabernet e merlot, è dedicato all'ultimo rampollo della famiglia Bacchini. Per festeggiarlo degnamente si è voluto dedicargli un vino.
La storia di produttore enologico di Sandro Bacchini finisce qui. Ha passato la mano. L'azienda è condotta ora dalla figlia Nicoletta. Lui si dedica a tempo pieno alla sua passione che coltiva da venticinque anni: la storia della sua famiglia. Attraverso ricerche negli archivi di comuni e canoniche Bacchini è riuscito, pazientemente a ricostruire la storia dei suoi avi fino al 1300.
A noi non resta che alzare il calice e brindare ai sentimenti umani. 
Le etichette delle bottiglie contraddistinte da una frase