Veneto

Una Storia Che Parte Dalla Garganega Del Runcata

di Il Merlo Parlante
Feb. 16, 2016

Una storia che parte dalla Garganega del Runcata ,I Dal Cero di Roncà

Le soavità dai sedimenti di antichi vulcani

Gli emblemi enologici di casa Dal Cero sono più d’uno ma a ben ricordare il vigneto Runcata è quello che forse esprime in maniera più marcata e sintetica la passione perseguita da questa famiglia di vignaioli da oltre tre generazioni. Un progetto, quello di allevare uva Garganega sopra i 450 metri di altezza sul livello del mare che in quei tempi, era da poco finita la guerra d’Africa, aveva dell’ardimentoso. Ma la posizione scelta per le vigne di quell'uva che sarebbe divenuta Soave non tradì l’intuizione di Augusto Dal Cero. E proprio sulla cresta che divide due vulcani spenti, Calvarina e Crocetta e poggia su uno strato-vulcano antichissimo, costituito da lave grigie e nere e da tufi, le vigne cominciarono a dare il loro frutto. Che una volta vinificato con sapiente passione, assume oggi come ieri  un bel color giallo paglierino con riflessi dorati che la luce attraversa trascinando vibrazioni di un verde brillante verso gli occhi di chi guarda, che ricorda quello dei paesaggi che avvolgono questa parte di territorio veronese. Qui, dove la parola che si pronuncia prima ancora di mamma è Soave.

Le soavità dai sedimenti di antichi vulcani

Soave docg a pieno titolo

Ed è Soave docg a pieno titolo questo Runcata che ancora oggi, e più di ieri, Alberto, Davide, Francesca e Nico Dal Cero, figli dei figli Dario e Giuseppe che ereditarono le vigne in tenera età dal compianto Augusto, possono vantare quale ottima espressione fra i loro migliori gioielli enologici. Intenso, persistente e floreale all’olfatto, non smentisce la sua inclinazione ai profumi di frutta matura e secca. Buono il profumo di mandorla e di acacia che accompagna l’ingresso in bocca. Che risulta caldo, morbido e corposamente strutturato non lasciando fughe al piacere del palato. Un vino decisamente da segnare e che aiuta non poco a comprendere la filosofia di questa vecchia e giovane azienda che con Alberto, Davide, Francesca e Nico Dal Cero, ribadisce anche ai nostri giorni la volontà di non accontentarsi mai e di non rimanere nella mediocrità.

Soave docg a pieno titolo

Ben oltre i primi tre ettari di vigne di nonno Augusto

Anzi , essere nella media sembra proprio lontano dalle idee di questi giovani vignaioli che dai loro padri hanno imparato che solo nel perseguire progetti ambiziosi si può alimentare la passione per il proprio lavoro e determinarne meritato successo. Motivazioni che nel giro di qualche decennio hanno confermato la Dal Cero come una ambiziosa realtà del mondo vinicolo veronese e del Soave ma anche ben oltre i confini dei primi tre ettari originari di quella che oggi si chiama Tenuta Corte di Giacobbe con i suoi oltre 15 ettari di superficie vitata che la circondano e che sono il cuore per gli altri ettari in conduzione. Non lontani e che collina dopo collina si spingono dal Soave ai Lessini e fino alla Valpolicella dove l'ultima generazione dei Dal Cero sta lavorando da qualche anno ad un altro ambizioso progetto che già ha visto mettere nei vetri il primo Amarone e il Ripasso.

Ben oltre i primi tre ettari di vigne di nonno Augusto

Couveè Augusto con l'autoctona Durella e il suo bagaglio di terroir

Due e novità che i Dal Cero presenteranno al Vinitaly a corollario degli altri storici vini e la pregiata linea che porta il nome del nonno . Vera punta di diamante che include una delle migliori espressioni dei Dal Cero: il Couveè Augusto, metodo classico non dosato, vinificato con Chardonnay e l'autoctona Durella, ma anche quel rosso Klanis ottenuto da uve Syrah coltivate e vinificate in Toscana, nella Tenuta Montecchiesi a Cortona. Altro dominio dei Dal Cero che insieme alle vigne del Soave e della Valpolicella costituisce l'ulteriore tassello del puzzle enologico instillato dai loro padri nella mente dei quattro giovani Alberto, Davide, Francesca e Nico Dal Cero. Che hanno fatto tesoro degli insegnamenti ricevuti: proiettarsi nel futuro con la passione di chi ama la terra e la rispetta coltivandola a vigna. Come ben sa fare questa famiglia da tre generazioni.

Couveè Augusto con l'autoctona Durella e il suo bagaglio di terroir