Troy, lo Chardonnay di montagna

di Giovanna Romeo
Nov. 9, 2018

Ultimo nato in casa Tramin 

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Si chiama Troy ed è il nuovo Chardonnay della Cantina Tramin, ultima creatura di una cantina cooperativa di altissimo livello qualitativo che quest’anno ha avuto il più alto tra i riconoscimenti: 100 punti di Robert Parker Wine Advocate per il Gewürztraminer Epokale. Il kellermeister Willi Stürz e il direttore commerciale Wolfgang Klotz hanno scelto il Ristorante Vun di Andrea Aprea al Park Hyatt di Milano per raccontare la loro nuova sfida nel confronto con i grandi produttori del mondo di chardonnay: alla guida della degustazione c’era il vulcanico Luca Gardini.

 

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Troy è una traduzione dal linguaggio antico degli avi; significa “sentiero” ed evoca il lungo percorso che la cantina ha compiuto in 30 anni. A 550 metri d’altezza in località Sella sul Passo della Mendola, i vigneti di circa 25 anni sono esposti a sud est per coglierne il sole ed il caldo delle giornate più soleggiate, le quali godono di importanti escursioni termiche notturne dovute ai venti più freddi che provengono dalle cime montuose. Troy Riserva 2015 è figlio di un’annata che in Alto Adige è stata davvero eccellente per i vini bianchi. Uve raccolte a mano, rigorosamente selezionate, sono vinificate in barrique dove il vino, durante i dieci mesi di sosta sui lieviti, svolge anche la fermentazione malolattica prima di un affinamento in acciaio per ulteriori ventidue mesi. È uno Chardonnay di montagna, che si svela dai profumi floreali e agrumati accompagnati da calde note di frutta tropicale e zenzero. In bocca è fitto e penetrante: cristalli di sale, sbuffi di note vegetali e iodate, un uso sapiente del legno che gli dona profondità.

 

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Nasce da esperienze pregresse, a partire dal 2002, con l’avvio della produzione di Stoan: blend a base di uve Chardonnay - 65% - e con un saldo di Sauvignon, Pinot Bianco e Gewürztraminer. “Stoan ci ha permesso di capire come in quella zona lo Chardonnay cresca in modo del tutto particolare, ragion per cui nel 2014 abbiamo deciso di vinificarlo separatamente nel tentativo di valorizzarlo al massimo”. “Ritengo che sia uno dei vitigni più belli e interessanti – racconta Willi Stürz – ma bisogna saperlo interpretare nel modo corretto; questo è certamente possibile nei nostri areali caratterizzati sia da microzone sia da microclimi”. L’elaborazione del 2014 rimarrà tuttavia una sperimentazione, perché Troy sarà prodotto a partire dalla vendemmia del 2015. Troy è accompagnato dalla degustazione orizzontale di Unterbener Pinot Grigio 2016, Stoan 2016 e 2012, Nussbaumer 2016, Urban Legrein 2016, Maglen Pinot Nero 2015, sono tutti vini espressione di una filosofia in cui convivono rigore, costanza, qualità

 

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Se Stoan 2016 è il vino degli assemblaggi dove si rincorrono l’essere armonico e quello disarmonico, in cui i vitigni si amalgamano olfattivamente per poi trovare unicità e identità in bocca, il Pinot Grigio Unterbener maschera la sua precisione stilistica regalando densità e profondità, mentre al palato si coglie la grande annata: cedro e pompelmo, salvia e note mentolate, bitter e tanta salinità. Nussbaumer Gewürztraminer 2016 avanza al naso con profumi di lavanda, incenso e acqua di rose. In bocca è ricco e polposo. Lagrein Urban 2016 sa di uva e confettura di more, note di cassis e profumi di alloro. Il tannino è fresco, il sorso semplice e senza fronzoli. Maglen è invece un Pinot Nero che non vuole copiare la Borgogna, con note di geranio, tanta freschezza ed una spinta acida decisa ma elegante.

 

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“Non vogliamo che Troy Riserva Südtirol Alto Adige risulti il più buono – spiega Stürz – ma desideriamo capire in che direzione possiamo andare inserendoci nel panorama italiano e internazionale”. Il risultato di questo chardonnay è certamente molto interessante; c’è un buon equilibrio tra la parte fruttata e l’acidità, alla continua ricerca della verticalità. Interessante sarà capirne un’evoluzione che si preannuncia interessante, ma per questo è necessario attendere ancora qualche anno.

 

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