Friuli-Venezia-Giulia

Trezzelenghe Dall'Oblio Alla Valorizzazione

di Orfeo Meneghetti
Feb. 22, 2014

Trezzelenghe dall'oblio alla valorizzazione

Il vitigno autoctono è diventato un apprezzato prodotto di nicchia. La vite cresce sui terreni di Buttrio e Cividale

“Trezzelenghe è il vino dei giornalisti – dice Andrea Jacuss – perché la curiosità degli operatori della carta stampata ha portato alla valorizzazione del prodotto”.  Il Tazzelenghe è un vitigno autoctono friulano a bacca rossa, originario della zona collinare di Buttrio, Cividale (Ud). Appartiene al gruppo delle Corbine comune, ed è associato al Refosco nostrano. Nello scorso secolo era molto apprezzato, soprattutto come varietà da botte, e largamente diffuso in Friuli. Dorigo nel 1922 così lo descrive È molto resistente alla peronospora e all’oidio e dà vino un po’ ruvido che si fa buono col caldo a fine primavera. Predilige terre di argilla, è coltivato di preferenza in località, dove la maturazione delle uve non è difficile, come nei terreni di Buttrio, Manzano, Corno di Rosazzo e San Giovanni”
Dopo un periodo di oblio che ha caratterizzato la maggior parte dei vitigni a bacca rossa friulana, è stato recuperato, una venti d’anni fa, e attualmente, è coltivato sulle colline di Buttrio. Tazzelenghe in dialetto friulano si chiama tàce-lenghe ossia taglia-lingua per l'elevata tannicità. Il germogliamento, fioritura e invaiatura sono tardive. La vendemmia si svolge nella prima decade di ottobre. La fase di macerazione dura venticinque giorni. Il vino è trasferito in vasche di cemento e l’affinamento dura un anno. La maturazione del vino si completa in barrique di secondo o terzo passaggio. Un processo che dura quattro mesi. Il vino è filtrato al momento dell’imbottigliamento.
Il Tazzelenghe vinificato in purezza dà origine a vini di alta qualità e pregio che richiedono un invecchiamento per l'elevata tannicità. E' un vitigno difficile da "domare", se lasciato macerare un po’ più a lungo si guadagna a pieno il soprannome di taglia-lingua. In ogni caso è un vino di forte che suscita forti sensazioni: ci s’innamora o si abbandona.