Veneto

Suadente Prosecco

di Orfeo Meneghetti
Aprile 22, 2013

Valdobbiadene, Prosecco, Bortolomio

Nelle cantine di Bortolomiol

Avrà sempre qualcosa di miracoloso un calice di spumante. E’ la magia di un gesto, che l’azienda Bortolomiol sa contenere, includere, trasformando le uve di Glera in un processo di vinificazione sapiente nel Valdobbiadene Docg superiore di Cartizze, imprigionato in un piccolo scrigno di sapore. Di quei grappoli piuttosto grandi, lunghi, spargoli e alati, con acini di un bel giallo Giuliano Bortolomiol ne ha fatto una ragione di vita, lasciando poi che tempo e natura trasformassero i chicchi in un tesoro pronto per la vinificazione. Bortolomiol fu un grande spumantista introducendo in azienda nel 1945 l’invenzione di fine Ottocento di Federico Martinotti che fu direttore dell’istituto sperimentale per l’enologia di Asti. Si tratta della tecnica che abbrevia i tempi di presa di spuma, preservando i profumi di vitigni aromatici e ne diminuisce i costi. Progetto rifinito e brevettato pochi anni dopo dal francese Eugène Charmat, il cui cognome ancor oggi identifica questo processo di vinificazione. Nel 1960 Bortolomiol fu il primo a realizzare il Prosecco brut.

Nelle cantine di Bortolomiol

Piacevolezza di bollicine dal gusto fruttato

Fino a quel momento nessuno aveva mai pesato di utilizzare le uve Glera per la produzione di uno spumante brut caratterizzato dalla piacevolezza del gusto fruttato. Le bollicine dolci e allegre sono ora sono patrimonio delle figlie di Bortolomiol: Maria Elena, Elvira, Luisa e Giuliana che operano sotto l’egida della madre Ottavia Scagliotti. La produzione va dai millesimati ai tranquilli passando per i tradizionali, versatili e frizzanti, vini che non pretendono degustazioni complicate e non accettano di essere dimenticate in cantina. Le bollicine e il poco alcol, 11, 5 gradi, che le sorregge puliscono in bocca senza coprire i sapori, il corpo magro e suadente esalta gli impasti di pane, che si fanno imbottire allegramente secondo ricetta, e gustati come antipasto o aperitivo, o la seduzione del fritto che coinvolge tutti i contenitori alimentari possibili e unifica tutti i palati del pianeta. Non volendo dimenticare gli ecologisti e quanti hanno abbracciato l’alimentazione vegana, la famiglia Bortolomiol sulla base di un progetto innovativo ha avviato un progetto pionieristico: la coltivazione biologica. La coltivazione coinvolge non solo banalmente la difesa fitosanitaria con rame e zolfo, ma le scelte d’impianto, la potatura, la lavorazione del suolo, la gestione dell’interfilare, il controllo delle malerbe fino alla vendemmia. Da questo processo è nato il Valdobbiadene Prosecco superiore brut, Ius naturae. La raccolta dell’uva è garantita da un controllo assoluto di qualità di maturazione ottimale. Il vino che si ottiene è gradevolissimo. La bollicina è persistente, il colore è giallo paglierino vivo, al naso il profumo è inteso e la dolcezza è controllata e la sapidità unita a una buona freschezza conferisce vigore gustativo al vino.
Nella foto sopra Jury Chechi ai festeggiamenti dei 40 anni della Bortolomiol