Umbria

Orvieto Perla Della Viticoltura Umbra

di Marco Meneghetti
Set. 19, 2015

Orvieto perla della viticoltura umbra

Un vino prodotto nelle cantine di tufo della città nota per il duomo.

Orvieto, uno dei luoghi più belli che esistano al mondo.
Mario Soldati nel libro Vino al vino la descrive così “Orvieto è costruita sulla cima piatta di un'immensa rupe bruno grigiastra di tipo vulcanico, dalle parati a picco, quasi muraglie di circa duecento metri di altezza. Questa rupe sorge come un isola sul piano del fiume Paglia”. E' lo spunto per parlare dell'Orvieto. Un vino cui la città è talmente legata da avergli dato il proprio nome. Un fatto raro riservato solo ai grandi come Barolo e Barbaresco.
Si narra che furono gli Etruschi, siano stati i primi a scavare le prime grotte di tufo per farne delle cantine e ancora oggi in queste cantine il vino si produce e si struttura. I vitigni principali che concorrono a produrre l’Orvieto sono il Trebbiano toscano, detto anche Procanico, a cui si affianca il Grechetto per un minimo del 60 per cento. Per il restante 40 si possono impiegare vitigni bianchi dell' Umbria e della provincia di Viterbo.
La versione secca dell’Orvieto è classificata tra i migliori bianchi italiani: molto sapido, ingentilito da fiori gialli, e da una conturbante rotondità che viene dal suolo ricco di tufo. L’Orvieto semplice è un vino fresco e beverino che trova nei piatti di pesce e nelle erbe aromatiche il proprio abbinamento ideale.
L’Orvieto classico superiore è più complesso e strutturato, con un sottofondo minerale dovuto alle particolarità dei suoli tufacei. È un vino grasso, ma è al contempo è un vino tenace, che offre sensazioni di una piacevole mineralità.
L'Orvieto abboccato è prodotto in quantità limitata, ed è tra le massime espressioni dei vini dell’Umbria. Ha un colore dorato è percorso da una vena sapida-acida in grado di mantenere il vino sempre vivace.
Le cantine intorno ad Orvieto sorgono in cima alle colline che circondano la città e spesso nascondono dei veri e propri labirinti scavati nel tufo. Esplorare queste grotte secolari e poi riemergere con un calice in mano e godersi il panorama sulla città in lontananza non ha prezzo. 
Un vino prodotto nelle cantine di tufo della città nota per il duomo.