Abruzzo

Montepulciano Sì, Ma D'Abruzzo

di Miriam Quartesan
Gen. 17, 2016

Montepulciano sì, ma d'Abruzzo ,Classico pugno di ferro in guanto di velluto

Fra le uve più importanti del centro Italia

Interessante è conoscere la storia dei vitigni, ancora più curioso, essere a conoscenza che un vino, da vitigni autoctoni a bacca rossa, che ha trasformato, un territorio e ha dato un nuovo impulso ad una denominazione già esistente , è il Montepulciano. Il “ classico pugno di ferro in guanto di velluto” come lo ha definito il giornalista degustatore Daniel Thomases. Non solo, il termine Montepulciano indica un vitigno a bacca nera coltivato in prevalenza in Abruzzo, Marche, Umbria, Puglia. Da qui è palesemente assodato che il Montepulciano è una delle uve più importanti del centro Italia assieme al Sangiovese. Probabilmente la terra nativa del Montepulciano d'Abruzzo è Torre de' Passeri in provincia di Pescara. Nel 1875 si documenta una esatta descrizione ampelografica della bacca. Il Montepulciano, assieme al Sangiovese, rappresenta al meglio la tradizione "rossa" dell'Italia centrale e il successo che questo vino sta incontrando, anche all’estero, è sicuramente dovuto alla ottime caratteristiche qualitative di base, alla ricerca costante della qualità che le numerose aziende vitivinicole hanno intrapreso negli ultimi venti anni. Il Montepulciano si presta bene all’invecchiamento, che se attuato per almeno due anni in botti di legno, può fregiarsi della menzione “Riserva". Tale vitigno, ha un grappolo di grandezza e compattezza media, quasi sempre alato, di forma piramidale o conica. L’uva ha un ciclo vegetativo lungo e maturazione tardiva. Si adatta alle varie condizioni ambientali,prediligendo le zone siccitose e terreni molto compatti, e denota una ricchezza in polifenoli.

Fra le uve più importanti del centro Italia

La sua versione rosa è il Cerasuolo

Circa la metà del terreno coltivato a vite in Abruzzo è Montepulciano ed è la base di quasi tutti i rossi a doc della regione. L'area di produzione è estremamente vasta e comprende siti collinari o altopiani in tutte le quattro province. Il paesaggio vitato va dai picchi nevosi del Gran Sasso per scendere attraverso le colline fino alle coste del Mare Adriatico. Nella zona montagnosa il suolo è per lo più di roccia calcarea, mentre in quella collinare è invece argilloso-calcareo e sabbioso. Il clima è generalmente mite, con dolci brezze che arrivano dal mare. Il Montepulciano d'Abruzzo è fatto con almeno l'85% del vitigno omonimo, ha una gradazione minima di 11,5° e deve essere invecchiato per almeno cinque mesi. Quando raggiunge i due anni d'invecchiamento e con una gradazione alcolica minima di 12°, il vino può essere etichettato riserva. Anche grazie all’elevato contenuto di sostanze polifenoliche che garantisce sicuramente un buon invecchiamento. La versione rosé di questo vino è chiamata Cerasuolo. Va precisato che il Vino Nobile di Montepulciano non ha legami con questo vitigno, ma è vinificato con un clone di Sangiovese e prende il proprio nome dalla città toscana di Montepulciano, in provincia di Siena, dov'è prodotto. Da notare, infatti che nei secoli passati, ma ancora oggi, tra gli abruzzesi e i viticoltori di Montepulciano ci sono sempre stati litigi e confusioni dovute ad alcune caratteristiche ampelografiche e alla produzione di vini simili.

La sua versione rosa è il Cerasuolo

Niente in comune on il Nobile

Il Montepulciano d’Abruzzo e il Nobile di Montepulciano non hanno niente in comune o che li lega tra loro, se non il nome. Il primo prende il nome dal vitigno che ne caratterizza l’uvaggio, mentre il secondo trae il nome dalla città toscana in cui è prodotto, Montepulciano. Nella Baronia di Carapelle, tenuta de’Medici in Abruzzo, s’importarono le prime tecniche viticole ed enologiche evolute dalla Toscana in Abruzzo. Verso la metà del 1700 si possono trovare le prime testimonianze scritte sulla presenza del vitigno Montepulciano in Abruzzo e fin dal 1821 nella vallata Pescara (presumibilmente nella zona di Tocco da Casauria – Bolognano dove risiedeva la famiglia Guelfi) si trovano notizie di produzione e commercializzazione di “vino Montepulciano”. Tale affermazione è documentata da un rarissimo documento manoscritto di proprietà dell’arch. Tommaso Camplone di Pescara. Da diversi archivi risulta anche che alcuni cloni scampati alla devastazione della fine dell’800, vennero reperiti nella Marsica, su suoli nei quali la fillossera non riesce a diffondersi, situati probabilmente a Gioia dei Marsi, Aielli o San Pelino-Paterno. Attualmente il Montepulciano può essere coltivato ovunque grazie alle nuove tecniche viticole ed enologiche,anche se la Valle Peligna sembra essere la zona più ideale e adatta, anche per il clima stesso…

Niente in comune on il Nobile

Dalla bellezza della Valle Peligna

Una famosa leggenda, raccontata, anche, dallo storico greco-romano Polibio, racconta che il condottiero cartaginese Annibale, faceva bere e guarire le ferite ai milites del suo esercito con questo vino prodotto in Abruzzo e con lo stesso vino lavava i suoi cavalli, facendoli guarire dalla scabbia. Un altro che scrive e fa riferimento di questo vino è Ovidio con “Le Metamorfosi”, celebrando la bellezza dei vigneti della Valle Peligna (da cui proviene storicamente il vitigno del Montepulciano). Due, sono i produttori importanti, storici di forte personalità e scelte coraggiose. Grazie al loro apporto, questa zona è cresciuta e sta avendo una forte rilevanza in tutta Italia e così, l'intero territorio, deve a questi due “ Grandi del vino”, il merito di un vino che viene molto apprezzato nel mondo per il suo carattere, unicità e territorialità. Si comincia ocn Edoardo Valentini, uno dei primi a fare vini etichettati in bottiglia, con il nome del podere, morto a 74 anni, dei quali 52 impegnato a fare il viticoltore. Un grande maestro di vigna e appassionato del suo lavoro, colui che, citava spesso i Presocratici, ovvero” filosofi greci che cercavano il principio della realtà negli elementi naturali… e il loro fascino“ ..come dire piccole imperfezioni ma grande carattere, o meglio un po’ di CO2 residua, qualche riduzione iniziale, che poi va via aprendo la bottiglia per tempo… perché appunto solo il tempo riserva sorprese, pratica ritenuta indispensabile per i suoi vini, colui che amava ripetere( Natura non facit saltus).

Dalla bellezza della Valle Peligna

Edoardo Valentini e Gianni Masciarelli gli artefici del successo

L’altro grande è Gianni Masciarelli, uno dei migliori produttori Italiani, fonda l’azienda nel 1978 sposa Marina Cvetic (che firmerà uno dei brand aziendali più importanti), in cantina acciaio termocondizionato e barrique,vinificazione tradizionale e le più moderne tecniche di estrazione,in vigna alterna impianti a cordone speronato 9.000 ceppi per ettaro alle pergole abruzzezi. Negli anni’80, prende una nuova strada e punta tutto sui due vitigni simbolo, Trebbiano e Montepulciano , rilanciandone le rispettive tipologie. Autentico ed Estremo personaggio coraggioso, capace di donare, nel 2001, una selezione speciale di 1000 bottiglie di Montepulciano d’Abruzzo al suo amato partito della Rifondazione Comunista, che in etichetta sottolinea la frase: “Un brindisi alla Rifondazione Comunista” per festeggiare il decimo anniversario della nascita del Partito. Bravo non solo a captare il fiuto del Marketing ma da astuto imprenditore, in tempi di crisi, come quelli attuali, decise di fondare una società di importazione e distribuzione dei suoi vini negli Stati Uniti; una filosofia di operazione vincente, privilegiando come Valentini, la costruzione di un mercato di solide basi,attraverso una distribuzione dettagliata di vini e conferendo un’attenzione particolare verso il cliente. Ottenuta la Docg con la vendemmia del 2003 alla sottozona “Colline Teramane”; Nel 2005 il disciplinare di produzione ha subìto alcune modifiche; è stata riconosciuta anche la menzione “Riserva”ad altre aree, e alcune IGT sono passate a sottozone DOC.

Edoardo Valentini e Gianni Masciarelli gli artefici del successo

Primo fra i primi nonostante la filossera

Va infine ricordato che anche questo vitigno subì l’attacco della fillossera negli anni ’20 e in qualche anno l’estensione e la qualità degli impianti furono ridotti drasticamente. Un' indagine svolta nel corso del 2008 (Iri Infoscan per Vinitaly 2008) ha dimostrato proprio che il Montepulciano d'Abruzzo è al secondo posto (dopo il Chianti) tra i vini a denominazione d'origine più venduti in assoluto dalla grande distribuzione (oltre il 60% della vendita globale di vino in Italia avviene attraverso questo canale di vendita) nel 2007. Il Consorzio di Tutela, organismo che mira a garantire e migliorare la qualità di questo vino, si è dotato infatti di un rigido disciplinare. Vino di consistenza fine e rotonda, scorrevole, senza asprez È un vino assolutamente straordinario, il risultato della grande passione e professionalità dei viticoltori locali ai quali vanno ampi e meritati riconoscimenti che il mondo amatoriale e quello commerciale gli attribuiscono sia in Italia che all’estero. In assoluto il primo vino rosso abruzzese a raggiungere un importante traguardo.

Primo fra i primi nonostante la filossera