Merlara, la storia di una DOC che anticipa il futuro

di Vinoecibo
Aprile 8, 2019

A sud delle provincie di Padova e di Verona in un territorio operoso da sempre vocato alla ruralità e ad una vitivinicoltura sempre più consapevole del suo ruolo di tutore dell'ambiente e forza attrattiva per un turismo slow wine&food

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Nel panorama vitivinicolo italiano che annovera oltre 400 denominazioni, sono molte quelle che non godono della notorietà di altre loro consorelle, più blasonate e sotto i riflettori delle cronache. Sono denominazioni di origine che verrebbe da definire come DOC di campagna, ruspanti e magari non vestite elegantemente da loghi pensati e studiati dai guru del marketing per dare vesti altisonanti. Insomma delle modeste ancelle delle più aristocratiche e storiche produzioni enologiche d'Italia che tuttavia presidiano con grande forza e caparbietà ogni ettaro di vigna lasciato alle cure dei loro disciplinari, oltretutto, non meno ferrei di quelli che regolano le produzioni più blasonate.

 

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E' una Italia del vino più discreta che però costituisce quell'indispensabile tessuto vitivinicolo minore, su cui poggia la maggior parte del reddito delle migliaia di vignaioli, che molto spesso fungono da semplici conferitori d'uva a cantine sociali o aziende dalle dimensioni strutturalmente competitive. Sia a livello nazionale che europeo, e più ancora nel mercato mondiale, dove l'Italia, dopo la Francia, gareggia per la supremazia, forte di un fatturato di oltre 6 miliardi euro.

 

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Numero che seppur ancora ben lontano dal colmare il divario con la Francia, che vince anche in termini di minori quantitativi esportati, ha permesso nel corso dell'ultimo decennio di garantire dignità e decoro a vaste zone rurali della nostro Paese. Soprattutto laddove queste DOC dalle dimensioni modeste hanno avuto la buona sorte di trovare imprenditori agricoli lungimiranti che grazie anche alle associazioni di categoria, hanno compreso il valore di dare struttura e forma commerciale creando specifici consorzi di tutela.

 

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E' questo, per esempio, il caso di una denominazione di origine controllata della pianura padana, a sud delle provincie di Padova e di Verona nata dal progredire nel tempo della cantina cooperativa che si era costituita fin dagli anni 50 del secolo scorso in quel della cittadina di Merlara. Destinata a dare il nome alla successiva zona della denominazione e diventare sede del dinamico Consorzio.

Il quale non ha mai smesso di essere il volano perpetuo di una frenetica attività produttiva connotata da un'altrettanta operosità all'insegna della ricerca e dell'innovazione, Specie sotto la guida dell'ultimo presidente in carica e del direttore, rispettivamente Luigi De Togni e Aldo Lorenzoni. Uomini di ampia esperienza, ognuno per i loro ruoli, che proprio in questi ultimi due anni hanno anticipato una delle più pressanti istanze proveniente sia dal mondo: il rispetto dell'ambiente non disgiunto dalla funzionalità produttiva qualitativamente sicura e certa.

 

 

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Distacco dalla farmacopea agraria e da tutte le possibili conseguenze derivanti dall'uso di fitofarmaci dunque ma decisa e convinta comunione di buone pratiche agrarie a cominciare dai progetti destinati ad implementare la biodiversita in vigneto agli innovativi sistemi volti a preservare uno dei beni più preziosi del pianeta: l'acqua. Dal progetto denominato Green Vision al planning definito Risorsa Rete dunque per due linee conduttrici del Consorzio volte a dare ancora più slancio e orgoglio alle decine di famiglie di vignaioli di questa parte del Veneto che, e va ricordato, possono contare anche sul prezioso affiancamento del Gal Patavino ( nella foto sopra il direttore Aldo Lorenzoni con Giuseppina Botti direttrice del Gal ) e della sua dirigenza per lo sviluppo dei due importanti progetti.

 

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Il primo che vede il Consorzio tutela Vini Merlara, in sinergia con Collis Veneto Wine Group , il coinvolgimento di Agrea SRL, WBA Project e l’Università di Padova, impegnato nel dar vita ad un gruppo operativo con l'obiettivo di fornire al territorio gli strumenti necessari per innovare la viticoltura per una gestione sostenibile del vigneto, studiandone la biodiversità funzionale, i modi per preservarla e infine aumentarne l’attrattività anche dal punto di vista del turismo rurale. Per far poi tesoro dei rilievi effettuati come base di uno studio sulla gestione del vigneto dal punto di vista ambientale, favorendo mantenimento della flora e fauna locale e guardando inoltre al cambiamento climatico, consentendo alle aziende di fronteggiare alcune emergenze con nuovi strumenti a basso impatto ambientale ed economico.

 

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Il secondo, invece che traduce l'acronimo Risorsa in Rete Innovativa per lo Sostenibilità Rurale e Sensibile alla salute e nutrizione del vigneto. Progetto messo in atto dal Consorzio Tutela vino DOC Merlara in collaborazione con Cantina Colli Euganei, Conselve vigneti e cantine società cooperativa agricola e il Consorzio padovano per la difesa. Il progetto prevede l’installazione di centraline che hanno la funzione di raccogliere tutti quei dati fondamentali per l’impostazione di una difesa fitosanitaria a 360°, in particolare per la gestione della risorsa acqua, bene sempre più prezioso che negli ultimi anni ha subito sia momenti di mancanza che di abbondanza. Il tutto avverrà grazie all’adeguamento di VITE.NET, un sistema di centraline della società Horta SRL, con l’inserimento della rilevazione di dati concernenti appunto la risorsa idrica, fondamentale sia per l’irrigazione della pianta, sia per la quantificazione e il controllo dei trattamenti fitosanitari con l’ottica di ridurli il più possibile. Ovvero dar vita ad un ecosistema dove il lavoro del vignaiolo proceda di pari passo con il piacere del turista di gustarsi un territorio che prima di tutto rispetta proprio se stesso e chi è suo ospite.

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Un visitatore ancora più attratto se poi le tipicità di questo territorio sanno confermarsi, come da secoli a questa parte, irresistibili tentazioni per il palato. Con un chiaro riferimento all'altra DOP che con la denominazione Berico Euganea sintetizza l'altra storica vocazione di questo territorio nell'arte sapiente di far prosciutti. Compagni di viaggio ideali per scoprire anche tutti gli altri ghiotti salumi, il tipico pane  “ Schissotto” e gli ortaggi prodotti con tecniche sempre più biologiche.

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Insomma una DOC, questa di Merlara e il suo territorio. che vale la notazione. Non fosse altro per la piacevolissima Malvasia DOC , il beverino Marzemino frizzantte DOC, il Merlara Merlot DOC, il Cabernet, il Merlara Refosco e il Merlara Raboso, come ha ricordato il presidente del Consorzio di Tutela Luigino De Togni ( nella foto sotto mentre illustra alcune fasi dei progetti al pubblico del Vinitaly e nella foto sopra, accanto al sindaco della città medievale di Montagnana, Loredana Borgesan e il direttore del Consorzio, Aldo Lorenzoni ).

 

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