Veneto

Lugana Un Germoplasma Senza Contaminazioni

di Marco Meneghetti
Feb. 26, 2015

Lugana un germoplasma senza contaminazioni

Il ricercatore Fabio Zenato ha presentato a Peschiera del Garda i risultati sul vitigno Turbiana

Quando un vino è lo specchio del territorio, non si può esimersi dal studiarlo e migliorarlo, per offrire al consumatore finale lo spirito del territorio dentro al bicchiere. Il Lugana è il vino per antonomasia del Lago di Garda. Il 23 febbraio si è tenuta presso l'azienda agricola"Le Morette"di Peschiera del Garda (Verona) la serata L'Anima del Lugana. Un incontro nel corso del quale sono stati presentati gli studi realizzati negli ultimi anni sulla varietà Turbiana. Da Fabio Zenato, contitolare dell'azienda vinicola.
“I primi studi – ha spiegato Zenato – partono nel 2001 con la mia tesi di laurea alla facoltà di Agraria dell'Università di Milano. In quell'occasione si è dimostrato che il Trebbiano di Lugana presenta elementi di differenziazione genetica rispetto ad altri vitigni appartenenti alla famiglia dei Trebbiani e considerati fino a quel momento affini”.
Da qui si è arrivati, attraverso una serie di studi successivi, a confermare l'identità del vitigno e nel 2011 ad inserire nel disciplinare la denominazione ufficiale Turbiana.
Il Consorzio Tutela vini Lugana attualmente è impegnato in un progetto per l'individuazione e registrazione di nuovi cloni a partire da un gruppo di 60 biotipi diversi presenti sul territorio. La ricerca vede impegnata anche l'azienda agricola Le Morette nella fase vivaistica.
Un progetto che dalle prime indicazioni sta già confermando la particolarità del vitigno Lugana. Caso probabilmente unico in Italia, nell'area del Lugana la gran parte dei vigneti negli ultimi cinquant'anni deriva dallo stesso vivaio (l'azienda agricola Valerio Zenato-Le Morette) e questo ha comportato un elevato grado di conservazione del germoplasma, in altre parole ha garantito la presenza del vitigno autoctono nel territorio, senza influenze di altre varietà estranee.
“Il risultato di questo percorso storico - prosegue Zenato – è stato un migliore adattamento della vite al territorio. Il Lugana, proprio grazie a questa stabilità genetica e alle caratteristiche delle argille dell'area, ha sviluppato un'identità sempre più definita e riconoscibile. Possiamo dire che qui vino e territorio sono diventati un assioma indissolubile”.
Inoltre, i vigneti di Turbiana, anche per queste ragioni, vivono mediamente più a lungo. La media e di quarant'anni. “Non è solo un vantaggio per il viticoltore – conclude il ricercatore enologico – ma questo garantisce ai vini maggiore carattere e mineralità, che sono certamente due tra gli aspetti più apprezzati del Lugana”.
Durante la serata i vini della cantina Le Morette sono stati abbinati ai piatti proposti dallo chef Corrado Fasolato del ristorante Spinechile di Schio (Vi). L'entrée dello chef è stato un Ringo con baccalà mantecato, miele e caffè accompagnato dal Cépage Spumante brut. Un crescendo di piaceri sono stati riservati ai partecipanti con tre tipoligie di Lugana dell'azienda veronese. Il Mandolara 2014 è stato abbinato al crudo e cotto di gamberi alla melissa;il Benedictus 2012 ha impreziosito il risotto mantecato con le patate, scampi e gelato al rafano con Carpaccio di cervo, tataki di tonno, tartufo e affumicatura fatta al momento e il Riserva 2011 piacevole sorpresa gustato con l'anatra il purè alla menta leggera, rabarbaro e fegato grasso. Infine, il passito Accordo è stato un perfetto equilibrio con il dessert Dolce e salato di mascarpone, frutto della passione, olive, capperi e gelato al pistacchio.

 
 
Il ricercatore Fabio Zenato ha presentato a Peschiera del Garda i risultati sul vitigno Turbiana