Live Wine Milano, tra assaggi artigianali e vignaioli autentici

di Giovanna Romeo
Marzo 7, 2019

Una manifestazione che anche quest’anno ha riempito il Palazzo del Ghiaccio di Milano

 

Il salone dei vini artigianali è approdato a Milano con un carico di vini interessanti e soprattutto autentici. Live Wine è sinonimo di almeno 150 produttori italiani ed esteri che lavorano nel rispetto della terra per creare vini che abbiano nel calice l’identità del vitigno e soprattutto siano “vivi”. Si parte dal vigneto popolato da esseri viventi, sia dentro che fuori dal suolo, per arrivare in cantina dove lieviti indigeni svolgono l’attività di fermentazione alcolica e dove quasi nient’altro è aggiunto a questi pochi momenti ed elementi. Sono poi i calici di vino con varietà di colori, di profumi e di gusti, unici e irripetibili, a raccontare la storia di ognuno di questi vignaioli. Una manifestazione che anche quest’anno ha riempito il Palazzo del Ghiaccio di Milano; un numero considerevole di appassionati tra assaggi più o meno interessanti. Ecco i calici che ci hanno colpito di più ...

 

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IN DER EBEN: Santa Anna R 2012

A Renon vicino Bolzano, Vernatsch o più semplicemente la Schiava, si chiama Santa Anna R, dove Erre sta per Riserva 2015. Frutto di un’agricoltura biodinamica è un vino caldo e rassicurante, un calice che profuma di violette e frutti di bosco, more e lamponi, e che lascia in bocca una delicata nota amaricante di mandorla amara. Un vino che non si dimentica.

 

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ZARO: Pivol Malvazija

Malvasia istriana dalle eleganti note di albicocca, frutta secca, fiori gialli, agrumi, mandorle. Ottenuta dalle vigne più alte, svolge una macerazione e fermentazione di otto giorni e affina per 12 mesi in botti grandi di rovere di Slavonia. Seducente.

 

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IL TORCHIO: Vermentino 2017

Siamo in provincia di La Spezia da Gilda e Edoardo Musetti. Qui il Vermentino assume colori e caratteristiche suggestive. Le etichette, come tele di Kandinsky, colpiscono e attirano; l’assaggio conferma la bravura di questi due giovani fratelli che hanno raccolto il lavoro del nonno, da sempre attento a valorizzare il Vermentino dei Colli di Luni. Un vino che non smetteresti più di bere.

 

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DANIELE PORTINARI: Merlot

Se il vitigno ancora non vi convince lasciatevi conquistare da questo Merlot dei Colli Berici. Frutto di suoli sedimentari-calcarei e rocce rosse è un vero e proprio assaggio di passione e di intensità emotiva. Una ventata di frutti rossi e di confettura di more, leggere speziature dolci, il cacao e piccole concessioni boisè. In bocca si distende, si allarga, si allunga in profondità, tanto da lasciar traccia di sé per un tempo infinito. Vino monumentale.

 

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ENO TRIO: Iddu, Carricante 2016

A 700 metri, nel versante nord dell’Etna, si producono bottiglie come IDDU, Carricante da vigne prefillossera, vero e proprio nettare di bellezza ed eleganza. Un lavoro superbo di questa piccola azienda che vinifica uve da vitigni autoctoni e alloctoni come Traminer e Pinot Nero. Tanta bravura e un territorio unico; la scommessa è certamente vinta.

 

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AMPELEIA: Bianco di Ampeleia 2017

Vino bianco della provincia di Grosseto a base di Trebbiano e altre varietà locali che crescono nel medesimo vigneto. Bianco intenso, frutto di una macerazione sulle bucce di circa 10 giorni. Non perde il frutto e l’identità, leggermente sapido e tannico, è una soffio di fiori di camomilla, sbuffi di mare e macchia mediterranea. Estivo.

 

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At AQUILA DEL TORRE: Friulano

Una cantina che rincorrevo da tempo e di cui finalmente posso degustare ogni calice. Per voi scelgo il vino che più rappresenta questo territorio: il Friulano. È un calice sfaccettato, fresco, floreale, mai banale e decisamente complesso. Finale amaricante di mandorla amara. Da solo o in compagnia, di grazia e di eleganza.

 

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PALAZZO TRONCONI: Fregellae

Si chiama Frusinate IGP bianco e i suoi vitigni sono Maturano bianco, Capolongo e Pampanaro. Ad Arce, alle porte di Roma, l’azienda agricola Palazzo Tronconi, lavora in modo totalmente biodinamico vitigni arcesi che resero famose queste campagne in tutto il Regno di Napoli. Vini perfetti, eleganti, precisi frutto di vinificazioni in cemento e affinamento in botti di acacia. Di rara bellezza.