Sardegna

Ledda, Il Fascino Del Vino

di Orfeo Meneghetti
Aprile 14, 2014

Ledda il fascino del vino L'imprenditore sardo dai mobili per arredamento è passato all'enologia

L'imprenditore sardo dai mobili per arredamento è passato all'enologia

Nel comune di Bonnanaro (Sassari) la cultura della vite ha subito l'innovazione. Sui declivi del Monte Pelao la viticultura torna a essere risucchiata dal tempo. Il suolo è formato dal disfacimento basaltico e il vigneto di Andrea Ledda s'inerpica sulle pendici del Pelao sino a raggiungere i 700 metri d'altezza. Il vento è il toccasana della vite che non risente di nessun attacco fungicida. Le vigne sono coltivate a spalliera sostenute da una palificazione retta da tiranti di acciaio. E qui vincono i gloriosi vitigni autoctoni, che crescono su terreni difficili da lavorare e di un microclima straordinario: le influenze delle brezze marine sono differenti da zona a zona. Notevole è il mogano, un Cannonau in purezza vinificato la vinificazione, contempla almeno ventidue giorni in botte d’acciaio e dodici mesi in grandi botti di rovere di Slaonia. L’affinamento avviene in bottiglia per sei mesi prima di essere immesso sul mercato. L’acero è un Vermentino in purezza. Tutte le fasi della lavorazione del vino avvengono in acciaio. Colpisce la fragranza, ma soprattutto l’accento minerale unito a un ché di sapido, che lo rende unico.
A differenza degli altri due vini di Ledda, l’Ebano non si fregia della Doc. Il disciplinare lo riconduce alla denominazione Igt, ma è certamente un vino dall’ottima struttura e dalla tannicità equilibrata. Il gusto rimanda la memoria a profumi di frutti del bosco di quest’angolo di Sardegna. Sarà l’incontro del Cannonau, 50 per cento, con il Muristello che in pari percentuale va a formare la composizione del vino. Il Muristello è un vitigno autoctono che produce un piccolo grappolo con una limitata e ridotta dimensione degli acini. Cresce su terreni posti a 500 metri sul livello del mare. La vite nella stagione più calda richiede interventi con l’irrigazione di soccorso. Le difficoltà di coltivarlo e raccoglierlo danno soddisfazioni a Ledda che sta pensando a coltivare la vite seguendo le dinamiche biologiche.
Eccellente è il passito Bagliori, vino che ha affascinato per la cromaticità, posto in controluce il colore del vino sfuma in tonalità che sembrano abbacinare. Il clone è isolano si tratta del Moscato sardo. I grappoli giunti a maturazione dopo la vendemmia eseguita rigorosamente a mano sono posti su graticci. La ventilazione naturale fa appassire il vino in una ventina di giorni. La spremitura è soffice e dei 30 quintali di uva, tanta è la produzione, si producono 100 litri di quest’ambrosia. A goderla sono gli amici di Andrea Ledda, dopo almeno sei mesi di affinamento in bottiglia. E' da assaggiare con la pasta Terica, la sera, in questa selvaggia e bella isola italiana.