Veneto

Sacramundi alfiere dei Lessini

di Il Merlo Parlante
Set. 12, 2017

L'ambizione del Durello Sacramundi spalanca le porte del mondo delle bollicine di gran caratura

In quel del territorio vicentino in vista dei Lessini

Solitamente quando il “bravo” cronista enogastronomo scrive di un azienda agricola o meglio, nello specifico, di una cantina, tenta subito di individuarne l'anima e da li cominciare il suo racconto. In questo caso, occupandoci dell'azienda agricola Sacramundi, l'anima non è una sola ma tre. Ognuna dalla propria specifica rilevanza a cominciare da quella che forse è quella più essenziale per queste righe che vogliono parlare del vino firmato Sacramundi, ed è rappresentata dalla Durella. Uvaggio autoctono che i vignaioli del veronese e del vicentino conoscono fin dai tempi in ci veniva chiamato “Dursena” o “ Duron” per via dello spessore della buccia di quest'uva, nota anche ai romani come Durus Acinus. Termini tanto antichi e arcaici quanto moderni e giovani sono invece le altre due anime della cantina Sacramundi di via Lago di Alleghe 2/C in quel della Località Pieve nel comune vicentino di Chiampo.

 

In quel del territorio vicentino in vista dei Lessini

Durella come passione per i vini di qualità

Quella dell'imprenditore dell'imprenditore Giantonio Brandellero che sul finire del 2010 decise di
dare una nuova vita ai suoi vigneti in quei territori del comprensorio a ridosso delle vulcaniche gibbosità che dalle colline del Soave fino ai monti Lessini salgono verso le Alpi del Nordest d'Italia. Aree palesemente vocate alla viticoltura che temono ben pochi confronti grazie alla crescente professionalità enologica acquisita da vignaioli appassionati e innamorati del proprio lavoro ma soprattutto, del proprio territorio e dell'ampiezza di opportunità che questi declivi sanno offrire quando si abbia come obiettivo la qualità dei prodotti del proprio lavoro: i vini a base di Durella. 

 

Durella come passione per i vini di qualità

Innata e nobile eleganza pur se di rustiche origini

Ed è qui che entra in gioco la terza anima della Sacramundi che per quanti conoscono questa giovane e dinamica azienda, che ha fatto del vino dei Lessini,  il  Durello Doc,  la sua bandiera. Si chiama Giorgia Mettifogo. Una donna del vino dalle origini indiscutibilmente riconducibili ai vini Sacramundi fatti con la miglior Durella, visto il logo dei suoi natali a Roncà. Località altrettanto vocata alla produzione del Durello e della Garganega che sono le due varietà autoctone fra le più coltivate in questa parte del Veneto.
Vitigni del territorio allevati da sempre sia per la loro generosità nella produzione di grappoli che ben si adattano e resistono anche nelle condizioni più avverse sia per la loro robusta acidità e rustica origine , sinonimio di genuina salubrità, ma che tuttavia non riescono a celare un'elegante nobiltà che traspare non appena il vignaiolo che se ne occupa mette in campo tutta la sua competente passionalità e amore per  vini che sono davvero unici,  sotto ogni punto di vista. Per la freschezza, soprattutto quando sono vinificati come spumati di alta qualità sia con il metodo Martinotti che classico. Per le caleidoscopiche espressioni organolettiche che sanno trasmettere e per l'estremo piacere che procurano alla beva. Mai difficili e capacie di conquistare al primo sorso al punto da rimanerne per sempre innamorati. Come è accaduto per la vulcanica Giorgia Mettifogo ( nella foto sotto ) che è diventata la paladina dei  vini Sacramundi  con tutta la vulcanica vitalità di una donna che si è impegnata nel rendere grande il brand Sacramundi  e le uve che già hanno cambiato il mondo di intendere i bianchi fermi e le bollicine di alta caratura.


 

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