L’anima Rock e Charme dei vini DonnaLia

di Giovanna Romeo
Maggio 26, 2019

Fare quello che si desidera, fare vini che raccontino di vitigni e di identità, di legami e di opportunità

 

Fare vino è uno dei sogni più a lungo inseguiti da Silvia Bettinetti. C’è riuscita a Salussola, a Villa Cà Bianca per l’esattezza, luogo del cuore e di famiglia in un contesto paesaggistico e naturale incredibilmente affascinante come l’anfiteatro morenico che dalla Valle d’Aosta si affaccia verso la cittadina di Biella. Coadiuvata dall’enologo Donato Lanati e dal prezioso aiuto di Paolo Grimaldi, commerciale e uomo eclettico, amante della musica quanto accademicamente vicino al vino, concretizza il progetto

 

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Nasce così DonnaLia, azienda agricola costituita da soli sei ettari di vigneto collocati su pendi baciati dal sole. Un lavoro curato in ogni dettaglio, fatto di minuziose attenzioni dalla vigna alla cantina, volto alla valorizzazione della tecnica artigianale e si preclude alla convenzionalità. In queste terre dell’Alto Piemonte estremamente privilegiate per la coltivazione della vite, varietà come Erbaluce e Nebbiolo, Freisa e Barbera, assumono un’anima differente, ribelle e sincera, glamour e rock. Sei autentici gioielli prodotti da vigneti di proprietà per circa 20.000 bottiglie.

 

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“MaDama” Rosè Brut è il metodo classico affinato in bottiglia per un periodo di almeno 18 mesi. Da uve prevalentemente Nebbiolo e un saldo di Freisa ha sfumature color buccia di cipolla e profumi eleganti e floreali. Un assaggio cremoso, intrigante di grande freschezza.

 

 

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La Giasera 2018, Canavese bianco, è Erbaluce in purezza: vino rock, fresco e minerale. Un sorso di tensione e di piacevolezza, di lime e salinità. E’ l’ora in cui dalle campagne ci si ritira per il pranzo, che si apre La Mezza Canavese 2018 Rosato Doc. 100% Nebbiolo, anima rock di un vitigno che concede sempre grande eleganza. La Barbera “La Torre Canavese” 2017 stupisce per l’eleganza del tannino e per la lunghezza gustativa. Un vino affinato esclusivamente in acciaio, capace di scardinare il concetto che, vini rossi corposi come la Barbera, debbano essere necessariamente affinati in legno. Discreto e raffinato concede, concede, concede.

 

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San Siond 2016, Canavese Doc è il Nebbiolo prodotto dai vigneti in San Secondo. C’è il Piemonte, assaggio dopo assaggio, in bocca la viola e il frutto scuro di mora e mirtillo, i profumi di cipria, la polverosità del tannino. Dodici mesi di affinamento in tonneaux e barrique di secondo passaggio e un lungo periodo in bottiglia rendono questo vino di grande charme.

Un territorio come l’Alto Piemonte, una vite regina come il Nebbiolo, un grande enologo come Donato Lanati, la bravura comunicativa di Paolo Grimaldi, si fondono perfettamente tra il passato, il presente e il futuro in Silvia Bettinetti: è questa l’azienda agricola “DonnaLia”.

 

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