Lambrusco o Pinot Nero? LINI910

di Giovanna Romeo
Aprile 21, 2019

Lambrusco Salamino e la forza di saper raccontare la storia del suo territorio dopo 100 anni

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In Correggio, nel 1910, mai si sarebbe immaginato che dopo 100 anni il Lambrusco Salamino avrebbe raccontato un territorio e soprattutto la sua grande capacità di invecchiamento. Un Lambrusco vinificato Metodo Classico con svariati anni di affinamento sui propri lieviti che anche il palato più esperto farebbe fatica ad ascrivere ai millesimi come 2005 o 2009.

 

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Il contesto in cui si presenta oggi è quello sartoriale dello Show Room Angelo Marani. A Milano il connubio tra moda e bollicine, eleganza e finezza, raccontano di un accurato lavoro di selezione, precisione e stile che accomuna la moda come il vino. Dieci calici che raccontano la vocazione di LINI910, cantina sita nel cuore dell’Emilia fondata dal bisnonno Oreste nel 1910, come si evince da ogni etichetta, al Metodo Classico. Lambrusco e Pinot Nero, vitigni decisamente distanti e incomparabili, ma uniti dalla grande passione di questa famiglia nell’elaborazione della rifermentazione in bottiglia.

 

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Oggi è tempo di raccogliere premi e importanti riconoscimenti internazionali per un vitigno che, nel corso di questo secolo, ha attraversato momenti più o meno felici, fino a vivere oggigiorno una nuova grande rinascita. Testimoniata da importanti menzioni come quella di Wine Spectator che ha inserito LINI910 nelle 100 migliori cantine premiando il loro Metodo Classico Rosso Millesimato. Un calice di puro piacere che Alessio Lini racconta catapultandoci in cantina a Correggio, tra pupitres e remuage eseguiti rigorosamente a mano.

 

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È il Millesimo 2005, sì avete capito bene, 2005: ben più di 10 anni di sosta sui lieviti ed un numero adeguato di mesi di sboccatura per un calice sensazionale. Un grande vino, intenso, vibrante, dotato di una bellissima acidità che lo rende fresco e assolutamente armonioso. Nessun segno di evoluzione, ci raggiunge solo la complessità olfattiva e gustativa: note agrumate di arancia sanguinella, i frutti di bosco, fragoline selvatiche e lamponi, radici e rabarbaro. Bello, bellissimo, così godibile, dalla bollicina cremosa, finissima e intensa. Sorso ricco e polposo, un lambrusco che perde le origini più umili fino a elevarsi a vera eccellenza.

Signore e Signori “Il Lambrusco”.