Veneto

La Vivacità Enologica Di Cà Basso

di Marco Meneghetti
Nov. 23, 2014

La vivacità enologica di Cà Basso

L'azienda vicentina produce vini di qualità come il Karpòs

Ci vuole poesia per fare il vino. Non basta la mera meccanizzazione per la trasformazione dell'uva. Ci vuole amore e esperienza, perché l'uva è viva con un suo carattere e umore. Come la vite anche l'Azienda Agricola Cà Basso, affonda le sue radici nel territorio calcareo dei colli Berici. Situata a Longare, in provincia di Vicenza sul versante est, è zona di antica tradizione enologica, e l'azienda coltiva da tre generazioni i vigneti e produce vini di qualità.
Nel 1966 in pieno "Boom" economico la famiglia Basso emigra verso le città, ma resta fortissimo il legame con la terra e l'uva. Dopo tre generazioni l'azienda rimane ancorata alle sue origini contadine, ma lo sguardo punta dritto al futuro.
La passione della famiglia è forte e il territorio l'aiuta nella produzione vinicola. Le condizioni micro climatiche e la particolare geologia che caratterizzano la zona dei vigneti di proprietà aziendale la rendono adatta alla produzione di vini pregiati. Si producono i Doc dei colli Berici denominati "Vini del Palladio", più altri tipi di vino derivati dal frutto di qualità locali che la lavorazione in cantina impreziosisce.
La vite è seguita con cura e sono applicati due sistemi di coltivazione: a cordone speronato e a guyot, con densità di impianti superiori a cinque mila viti per ettaro.
Tecnici esperti controllano le produzioni in funzione del rispetto della natura e della salute del consumatore, adottando mirati trattamenti antiparassitari solo in condizioni critiche.
Tra i vini Doc particolare attenzione deve essere fatta al Tai Rosso, a tal punto che il consorzio tutela vini Doc Colli Berici ha dedicato un itinerario, segno dell'importanza assunta dalla produzione particolarissima e tipica dei Berici.
Il "Monte Eremiti" è un Doc prodotto con un taglio di Cabernet Sauvignon e Carmener. Il vino matura un anno in barrique. Citazione particolare per il "Karpòs" un taglio bordolese di Cabernet Sauvignon, Merlot, Carmenère, che si struttura in barrique per un periodo di un anno. Il vino si fregia del premio di miglior rosso al concorso “Duoja D'or" a Asti.
Non solo rossi son prodotti, ma pure bianchi nelle declinazioni spumanti e fermi.
Tra i fermi ricordiamo il "Falesio" un blend di Chardonnay, Garganega e Manzoni. Il vino prende struttura in un barrique per un periodo di sette mesi. Il "Brojo" è un vino passito, nato da un mix di Garganega, Manzoni, Sauvignon e Riesling. Le uve sono raccolte a maturazione inoltrata e subiscono un affinamento in barrique per un anno.
Le bollicine, subito va ricordato il pinot bianco in purezza "San Maiolo", e il Prosecco che nella produzione aziendale esprime tutta la mineralità di un suolo benedetto.
E dulcis in fundo come in un menù collochiamo il "Luminello", un moscato interessante per valorizzare creme e dolci farciti.
Forse cercare la Francia, e non solo dentro a un bicchiere, per alcuni può essere sinonimo di qualità, ma a volte riscoprire i nostri vini, spesso ingiustamente bistrattati, non vuol dire solo fare un tuffo nei ricordi, ma scoprire vini spesso trascurati.