Sicilia

La Frontiera Insulare Del Vino D'Altura

di Orfeo Meneghetti
Ott. 31, 2013

La frontiera insulare del vino d'altura

La lavorazione è fatta quasi tutta dalle donne

Sull’Etna, la famiglia Cambria ha creato un presidio di viticultura moderna e innovativa, che mira alla qualità nell'ambito del vigneto. La filosofia produttiva mira a ottenere, già in vigna, uve di grande equilibro, ridotte nella quantità, dalle quali potere ricavare la complessità aromatica che contraddistingue questi terreni Nei 55 ettari di vigneto, che si trovano a Castiglione di Sicilia (Ct), a 700 metri di altitudine, lungo le pendici del vulcano, quasi tutti gli interventi sono fatti a mano. La manodopera è principalmente femminile, come detta la tradizione.
Sono state sempre le donne sull’Etna a coltivare la vite, a tramandare una manualità che l’azienda intende tutelare Non, è casuale allora che il vigneto sia identificato con specifiche denominazioni: Solicchiata, Iannuzzo, Fiume, Case e Coste. E’ definita in questo modo una toponomastica ideale specifica di vigneti e vini: dei veri e propri cru inimitabili. Le tecniche culturali sono le più appropriate. I vigneti sono allevati tutti col sistema di controspalliera. I sesti d’impianto sono di 2,2 metri di distanza tra le file e 0,8 tra le piante. Le piante per ettaro sono 5.700. Il sistema di potatura è a cordone speronato unilaterale o bilaterale con una media di 3-4 speroni e una resa di 1-2 gemme per ognuno. I contesti produttivi sono talmente differenziati che i periodi di vendemmia variano anche per lo stesso vitigno. La struttura di trasformazione è organizzata in modo da preservare quei valori organolettici delle uve, ricercando quei caratteri di finezza, equilibrio e delicatezza tipici dei vini Cottanera.
Il vitigno a bacca rossa, coltivati dall’azienda, è l'autoctono Nerello Mascalese. La coltivazione si estende agli internazionali: Merlot, Cabernet Savignon, Cabernet Franc e Mondeuse. I vitigni a bacca bianca sono gli autoctoni Inzolia e Carricante e l’internazionale Viogner. Molta attenzione c’è per l’equilibrio vegeto-produttivo. Si stabiliscono preventivamente, in relazione alle annate, i carichi produttivi necessari per raggiungere l’optimum qualitativo, ottenuto mediante specifici diradamenti della produzione e oculate defogliazioni. 
Le cantine dell’azienda hanno una capacità di lavorazione e stoccaggio di circa quattro mila ettolitri. La struttura di trasformazione è tra le più avanzate e si avvale della tecnologia del caldo e del freddo nei processi di vinificazione e nelle successive fasi di lavorazione. Per l’affinamento dei vini rossi sono utilizzate circa 400 barriques di rovere di tipo Bordeaux e Borgogna, di diversa tostatura e stagionatura. Quasi tutti i vini rossi si affinano per un periodo di circa dodici mesi in barriques. L’affinamento prosegue in bottiglia per altri dodici mesi.
La gamma dei vini Cottanera comprende otto etichette, sette rossi e un bianco.
Rossi: Etnarosso Doc, nerello mascalese in purezza, Grammonte, un merlot in purezza; Nume, un blend ricavato da Cabernet Savignon e Cabernet Franc; Sole di Sesta, un Syrah in purezza; Ardenza, un Mondeuse in purezza; Fatagione e Barbazzale Rosso due blend ottenuti dagli autoctoni Nerello Mascalese e Nero D’Avola.
Bianco: Barbazzale Bianco, un’Inzolia in purezza.
Oggi le bottiglie prodotte da Cottanera sono circa 400 mila.
La lavorazione è fatta quasi tutta dalle donne