Lombardia

L'Eno Artigiano Di Santa Giuletta

di Annamaria Farina
Nov. 22, 2015

L'eno artigiano di Santa Giuletta ,Stefano Milanesi e il vino per sè,Oltrepo Pavese ,

Figlio di vigna

L’Oltrepo Pavese non è un territorio che mi è particolarmente lontano, ma nonostante questo non mi è nemmeno particolarmente noto: forse sarà proprio per questo secondo motivo che fino ad ora non mi ero mai spinta in una conoscenza più approfondita di Stefano Milanesi e della sua azienda che sta proprio nel centro dell’Oltrepò. Siamo nella frazione Castello del comune di Santa Giuletta (a circa 200 mt sul livello del mare) dove si alternano la pianura con i campi e la collina con i vigneti e in una zona nel quale la vendemmia avviene prima rispetto alle altre regioni settentrionali. Di che si occupa Stefano: di vino, vino biologico! Produttore, enologo, e soprattutto “figlio” come si è dilungato a raccontarci in maniera accorata e con aneddoti divertenti.

Figlio di vigna

L'importanza dei parametri

La sua conoscenza e preparazione tecnica non gli sono stati di grande aiuto quando, approdato in pianta stabile nell’azienda di famiglia dopo anni di esperienza come enologo presso altre cantine ed altri territori, si è trovato a sovrapporre il proprio operato con quello del padre che portava avanti la coltivazione delle vigne e la produzione del vino con parametri diversi dal progetto che Stefano aveva in mente e che l’aveva riportato a casa.

Dai 2 ettari iniziali di superficie della vigna, oggi l’azienda conta ben 11 ettari, variante non indifferente in termini di superficie ma non di territorio, che oggi come allora si dimostra generoso, con delle sorprendenti condizioni e un microclima che ha permesso ad entrambi e ai loro avi di distinguersi in tempi differenti con una produzione di qualità. Inizialmente il vino veniva venduto ad altre aziende della zona che lo utilizzavano puro o tagliato per ottenere maggiori rendimenti e guadagni. Siamo intorno al 2008 quando il cambiare delle richieste e delle dinamiche economiche porta Stefano a decidere di produrre per sè.

L'importanza dei parametri

Meno quantià più soddisfazione

La produzione avviene con metodo biologico a discapito della quantità e redditività numerica, ma traendo ancor più giovamento da un punto di vista qualitativo: non utilizza diserbanti, nè fertilizzanti di alcun tipo, non c'è chiarificazione escludendo completamente l’uso di prodotti di origine animale. Il sostentamento organico del territorio avviene mediante le erbe trinciate e i tralci derivanti dalla potatura, e come previsto dalle norme che regolano la viticoltura biologica le malattie vengono combattute esclusivamente con prodotti naturali.
Il rispetto per la natura, per la terra, per i cicli naturali: questi sono gli elementi che determinano la produzione di quante e quali etichette, tanto da avere annate in cui alcune di queste non hanno presenza nella sua cantina. Parliamo di una produzione che può oscillare dalle 18.000 alle 20.000 bottiglie: Stefano accetta nel bene e nel male ciò che può avvenire, senza pilotare forzatamente e senza mai perdere di vista il rispetto per il consumatore “ ...quando qualcuno beve il mio vino non deve stare male”

Meno quantià più soddisfazione

Vesna OPpure Smila

Non si rivolge alla grande distribuzione ma ad un cliente appassionato, attento al lungo e difficile lavoro che consente l’ottenimento di questi prodotti unici nella loro tipicità. Cerca di conquistare l’attenzione del cliente che si dimostra sensibile a tutti gli accorgimenti utilizzati a monte ancora prima di apprezzare il prodotto che trova nel calice. Il cliente che abbandona l’orologio e si lascia trasportare dallo zigzagare dei racconti di Stefano che investono il territorio in senso più ampio, la storia, le vicende che lo riguardano e quelle che riguardano i suoi vicini e confinanti. Divertente il racconto relativo alla scelta dei nomi che per ogni etichetta nasce da un episodio, da un sentimento per questa persona o quest’altro fatto. E’ difficile da seguire!! Accidenti quanto e come spazia, più di una volta mi sono ritrovata a riportarlo sull’argomento iniziato ed abbandonato perchè arricchito di particolari e sfumature che portavano con naturalezza a perdersi in un’altra storia. Ti parla del suo lavoro, ma da come lo presenta ci si rende conto che sta parlando di se stesso, è lo specchio del suo modo di essere, di intendere e pensare.

In fase di degustazione presenta due vini spumante: il Vesna –Pinot Nero- e lo Smila -Pinot Nero, Cortese, Riesling Italico- e fornisce informazioni tecniche ma anche curiose (...indovinate un po’ il nome Smila da che ha orgine), passa poi ad un Neroir –Pinot Nero- e OPpure –Croatina- per arrivare poi ad un ottimo Maderu, Elisa, ed Alessandro.

Vesna OPpure Smila

Bicchieri che parlano

Degustazione generosa di particolari e dettagli che Simona, moglie e collaboratrice attiva dell’azienda, arricchisce offrendoci assaggi di salumi e formaggi, perfetti per accompagnare il nostro viaggio nei profumi e sapori delle etichette selezionate da Stefano per noi.
Altrettanto interessante scorrere le pagine internet che ha dedicato al racconto dell’Azienda, dove descrive sì il prodotto, ma dopo cenni di storia e informazioni varie ti coinvolge attivamente nel vivo di tutte quelle operazioni manuali che i più tendono a dimenticare come la potatura, la legatura, il tranciare le erbe infestanti o addirittura come e dove zappare.
Non fa cenno dei riconoscimenti ottenuti negli anni con alcuni dei suoi vini, o comunque se lo fa dimostra modestia ma anche tanto orgoglio, senza ostentare, preferendo forse che sia il bicchiere a parlare per lui.

Stefano Milanesi -   Eno Artigiano : Az Agricola Stefano Milanesi, Strada Vecchia per il Castello 4 Fraz Castello - 27046 Santa Giuletta (Pavia)

Bicchieri che parlano