Piemonte

L'Anarchico Grignolino

di Orfeo Meneghetti
Feb. 28, 2014

L'anarchico Grgnolino, Asti , Monferrato, Piemonte

E' bevuto giovane ma si apprezza dopo due o tre anni di invecchiamento.

Signori il Grignolino. E’ una doverosa presentazione per un vino austero, elegante, asciutto, piuttosto tannico, gradevolmente amarognolo e nonostante queste caratteristiche è assai morbido. Le prime notizie riguardanti la produzione del Grignolino risalgono a ben prima del Settecento e tutte riconducono senza dubbi o deviazioni di sorta al territorio astigiano.
Negli anni 70 era un vezzo, anche nelle cantine di Langa, produrre il Grignolino. Nei decenni successivi i produttori lo lasciarono in custodia agli estimatori. Ora sono in tanti che lo ricercano, perché la sua tempra è di stoffa, come quel Grignolino d’Asti che il rappresentante di vini Beppe Farinasso detto Pol assaggiò esclamando: “Ma questo è di Marca Leone” A quel tempo la qualità si paragonava a quelle caramelle o si diceva “a l’è pì bon del turon d’Alba”.

E' bevuto giovane ma si apprezza dopo due o tre anni di invecchiamento.

Il testabalorda secondo Veronelli

La zona tipica di questo vitigno autoctono si trova qui ed è suddivisa tra le province di Asti e Alessandria. I comuni dove si produce sono trentacinque. La resa per ettaro è di 80 quintali. Il Grignolino è prodotto in purezze o in percentuale del 90% e con l’aggiunta di uva Freisa al massino del dieci per cento.
Il comune di Portacomaro si trova proprio al centro del territorio di produzione delle colline del Grignolino d’Asti. Declivi incantati dove la tradizione e la storia si fondono con la passione che ancora oggi i viticoltori mettono nella produzione di un vino unico nel suo genere. Un vino che Veronelli nel 1972 nella “Guida all’Italia piacevole” definiva “testabalorda, anarchico e individualista". La coltivazione diventa una scelta faticosa e temeraria. E’ un vino scomodo, che porta nella lenta maturazione dei suoi acini tutta la durezza di queste terre e conserva il sole che raccoglie durante la crescita per il momento della degustazione, quando sprigiona tutte le sue potenzialità, le stesse che la natura gli ha faticosamente concesso.

Il testabalorda secondo Veronelli

Vino che fa discutere

Proprio per questo suo carattere sopra le righe e per la forte personalità che sa imporre, la tradizione e la storia ci narrano di molti grandi personaggi del passato e del loro amore incontrastato per il Grignolino d’Asti, tra questi ci fu anche la Regina Elena.
Il Grignolino è un vino nato per far discutere e il suo nome non poteva fare eccezione in questo senso, la stessa parola “Grignolino” infatti avrebbe origini controverse; secondo alcuni deriverebbe da “grignola”, termine dialettale che indicava anticamente i semi dell’uva, che in questa varietà sono più numerosi rispetto agli altri vitigni e sono responsabili della sua spiccata tannicità. Altri fanno ricondurre il Grignolino all’espressione “grignè”, che in piemontese significa “sorridere”. Ma, da buon “anarchico”, è al palato che il Grignolino esprime tutta la sua qualità e di bontà perciò: prosit

Vino che fa discutere