Lazio

L'Alfa E L'Omega Della Viticoltura Romana

di Nuovo Oplita
Aprile 6, 2014

Omina, l'azienda che prova a rilanciare i vini laziali

L'alfa e l'omega della viticoltura romana

 
I colli Albani è una zona vocata alla viticoltura. E’ stata coltivata dagli Etruschi prima e dai Romani poi. Una delle produzioni agricole di punta era il vino. La nobiltà romana acquistava il vino in questa zona, mentre ai soldati era permesso di portare barbatelle dei colli Albani da coltivare poi nelle colonie. Sulle rive del lago di Nemi fu eretto un tempio alla dea Diana per ringraziarla degli abbondanti raccolti che gli agricoltori ottenevano. I papi non resistettero ai pregi della zona e scelsero come residenza Castelgandolfo che si trova vicino al lago di Albano. Negli ultimi anni l’aria è cambiata e vignaioli degli Albani cedono le loro porzioni viticole a cooperative, prediligendo nella coltivazione varietà d’uve che consentono il massimo rendimento, a danno della qualità. La zona degli Albani è diventata un’area vinicola di qualità mediocre. 
L’azienda Omnia romana si trova a Velletri (M). La superficie vitata è a 250 metri d’altezza e a venticinque chilometri dal mare. Il terreno è vulcanico, pregno di tufo che favorisce la crescita della vigna. Da quei è cominciata la rifondazione dei vini Albani.
I proprietari dell’azienda volendo sfruttare oculatamente i preziosi minerali e l’umidità presente nel terreno hanno piantato diciotto varietà di vite: sei bianche e dodici rosse. E’ stata una scelta caleidoscopica. Il vitigno bianco Petit Manning e il rosso Tannata provengono dal Sud Este della Francia. Il bianco Vigorire è di casa lungo il Rodano. Il rosso Carignano è diffuso soprattutto in Sardegna. A fianco delle viti di specifici territori crescono i vitigni internazionali Cabernet, Sauvignon e Merlot. Non mancano gli autoctoni come il Bellone, uve a bacca bianca, mentre la rossa è rappresentata dal Cesanese.
Lavorando bene in vigna e favoriti da madre natura, i vini entrano in cantina e dopo la pigiatura inizia la fermentazione a temperatura controllata. L’affinamento avviene sulle fecce nobili per almeno sei mesi. I bianchi maturano in bottiglia. I rossi invece lo fanno in botti di rovere francese e per diciotto mesi. L’affinamento avviene per altri nove mesi in bottiglia.
Una nota a parte lo meritano i cuvée. Vini dai nomi impegnativi nella pronuncia, mentre sono graditissimi alle papille gustative. I vini della linea Diana Nemorensis sono eleganti e quelli di Janus Geminus sono abbinabili con le pietanze d’inizio e fine pasto.