Marche

Il Marketing Del Bianchello Del Metauro È Un Vitigno Esclusivo

di Marco Meneghetti
Luglio 16, 2015

Il marketing del Bianchello del Metauro è un vitigno esclusivo

Il vino deliziò le truppe di Asdrubale che poi pagarono dazio.

I due corsi d'acqua che scendono dall’Appennino marchigiano: “Meta” ed “Auro” nelle vicinanze del comune di Mercatello sul Metauro vanno ad alimentare il fiume Metauro.
L’area fu oggetto d’insediamenti monastici benedettini con la creazione delle abbazie, dal 1050 al 1122. Nella zona ci fu successivamente l’espansione delle aristocrazie rurali ed il diffondersi della nobiltà rurale. Tutte componenti che trovavano nell’attività agricola e nel mondo rurale il loro sostentamento e la loro ricchezza.
Nei secoli a seguire la presenza politica del Ducato di Urbino, le ricchezze derivanti dalle condotte militari e l’economia agricola creano la capillare diffusione della vigna accanto alle altre colture: il Bianchello del Metauro.
La denominazione fa riferimento ad antiche memorie storiche che affondano le radici agli inizi del II secolo a.C. quando l’esercito Cartaginese guidato da Asdrubale nella famosa battaglia del Metauro venne sorpreso e battuto dalle legioni Romane guidate da Gaio Claudio Nerone. Già allora il vino aveva una bevibilità che deliziò gran parte della truppa che poi scontò in battaglia l’euforia della vigilia.
Il vitigno è il Bianchello o Biancame ed è ammessa nella vinificazione una piccola aggiunta di Malvasia Toscana. La zona di produzione è limitata e comprende alcuni Comuni del medio e basso Metauro.
Il vino è di colore giallo paglierino, profumo delicato, sapore asciutto, sapido, leggermente acidulo. E' un vino da pasto semplice e con piatti importanti e naturalmente si abbina molto bene con il pesce, se invecchiato almeno un anno.
La quasi esclusività del vitigno, le tecniche di produzione delle uve in un territorio omogeneo, con filari e poi vigneti specializzati, tecniche di trasformazione abbastanza semplici applicate in un tessuto sociale mezzadrile con appoderamento diffuso a conduzione diretta hanno consentito la totale partecipazione dei viticoltori allo sviluppo della denominazione. 
Il vino deliziò le truppe di Asdrubale che poi pagarono dazio.