Emilia-Romagna

Il Burson Veicola La Candidatura Di Ravenna

di Orfeo Meneghetti
Aprile 30, 2014

Il Burson veicola la candidatura di Ravenna,Il Consorzio il Bagnocavallo custode del vino Burson è sponsor della candidatura

Il Consorzio il Bagnocavallo custode del vino Burson è sponsor della candidatura

Architettura, musica, pittura, scultura, poesia, danza, teatro e cinema, fotografia, fumetto, radio e televisione sono le arti declinate dal primo al dodicesimo posto. Il vino è un’arte, coltivarlo e produrlo, ma non ha ancora una sua collocazione nel ristretto elenco delle arti. Il vino è cultura ed eccolo associato alla candidatura di Ravenna, città emiliana che ambisce a diventare la capitale della cultura nel 2019. Non può essere solo un azzardo pubblicitario, ma parte della cultura di popoli che nel vino hanno trovato un veicolo di alimentazione e di piacere. Ravenna è stata riconosciuta patrimonio mondiale dall’Unesco e nella sfida europea del 2019 è importante giocare bene tutte le carte. Il consorzio il Bagnocavallo ha scelto di offrire il proprio sostegno a Ravenna proponendo come soluzione il Burson.

Il Consorzio il Bagnocavallo custode del vino Burson è sponsor della candidatura

L'autoctono per antonomasia

Nella seconda metà dell’800 la fillossera mise distrusse gran parte dei vigneti dell’Europa, distruggendo la quasi totalità delle piante, e si persero le tracce dell’uva Bursona. Fu soltanto nel 1920 che Aldo Longanesi trovò una vite che non aveva mai visto. Era abbarbicata a una vecchia quercia, nel suo podere a Bagnacavallo. L’uva Longanesi tornò a essere coltivata. I produttori sono riuniti nel consorzio Il Bagnacavallo, nato nel 1999 per valorizzare e tutelare il vitigno autoctono. Gli sforzi e l’entusiasmo hanno permesso ai produttori di migliorare le tecniche di vinificazione e con il tempo e il perfezionamento dell’appassimento delle U.E., L’uva Longanesi è coltivata in duecento ettari. Poche sono le cantine che si dedicano alla coltivazione del vitigno. Fino a poco tempo fa l’uva Longanesi o Bursona era confusa con il Negretto. Nel 2000 è stata iscritta al Registro delle Varietà con il nome di uva Longanesi. Il grappolo è compatto, di media grandezza, di forma allungata, ma è soprattutto luminoso, opalescente. La buccia, infatti, è ricoperta da una spessa pruina, cosa che rende subito riconoscibile.
Il Burson etichetta Blu, che non fa appassimento, ma il processo fermentativo della macerazione carbonica è un vino molto piacevole. Il Burson etichetta Nera, è il vino più pregiato, prodotto con uve fatte appassire e poi messo ad affinare per almeno due anni in botti di legno.
Le bottiglie di Bursôn si fregiano di un collarino, che certifica la collaborazione per la presentazione di entrambi i loghi: Ravenna 2019 e consorzio Il Bagnocavallo.
 
Le cantine ove trovate il Burson sono: Poderi Morini, Daniele Longanesi, Randi e la tenuta Uccellina 

L'autoctono per antonomasia