Piemonte

Il Bianco d'Alessandria

di Vino e Cibo
Ago. 4, 2019

Un piemontese di poca quantità ma gran qualità

50 ettari vitati per una produzione di 400 mila bottiglie

 

Un bianco piemontese. Si è il Timorasso. Un vitigno autoctono della provincia di Alessandria, con la coltivazione che si estende a quella di Asti e provvisoriamente a quella di Cuneo. Praticamente estinto, l'operazione di recupero del vitigno è iniziata nel 1980 e ha avuto come mentore Walter Massa. Questi capì ben presto che la vite aveva le potenzialità per produrre, se le uve fossero state vinificate in purezza e con particolari cure in vigna e in cantina, il grande bianco da invecchiamento che mancava nel panorama vinicolo piemontese. Un vitigno è coltivato nella valli Curone,Grue, Ossona e in Val Borbera. La vite ha facilmente attecchito sul terreno e la conformazione orografica garantisce alla vite lunghi soleggiamenti e l'ha messa al riparo dai venti. La produzione è limitata tant'è i 50 vitati consentono di mettere in commercio 400 mila bottiglie.

 

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I produttori Elisa Semino, Claudio Mariotto e Paolo Carlo Ghislandi hanno una regola aurea : non voler fare troppo. Le peculiarità del Timorasso favoriscono questa filosofia produttiva. La pianta è molto vegetativa, i grappoli sono compatti, allungati, gli acini sono di media grandezza, sferici, con buccia di colore verde giallo spessa e resistente. La polpa è carnosa e di sapore neutro. Caratteristiche queste che espongono l'uva all'attacco delle muffe.
I vignaioli danno grande importanza al lavoro in vigna per ottenere il massimo rendimento in termini qualitativi del vitigno. La vinificazione quindi è semplice e non intrusiva. Si evita l’uso di lieviti selezionati e della maturazione del vino nelle barrique.
Il vino Colli Tortonesi Timorasso è strutturato, quasi grasso, è minerale e sviluppa buoni profumi. Acidità, buona, unita a un’alcolicità, decisa, consentono al produttore di portare a invecchiamento il Timorasso. Il disciplinare stabilisce che il vino si possa vendere non prima di due anni dalla vendemmia. Vero è che il vino acquista piena struttura e se ne può apprezzare completamente la qualità dopo cinque anni dalla vendemmia. Va abbinato al formaggio Montebore e al salame nobile del Giarolo.
Appartiene, secondo la vulgata , all'ultima generazione dei bianchi della provincia di Alessandria.
 
 
 
I produttori non voler far troppo