I Best Wine Stars da non perdersi

di Giovanna Romeo
Maggio 8, 2019

Gustati per voi alla Rotonda della Besana nella grande Milan

 

Se volete vedere le stelle potete farlo solo qui, alla Rotonda della Besana. Il brutto tempo non concede tregua e i cieli stellati sono rimandati. A Milano, il meteo segna temperature impazzite fra sole che scotta e pioggia invernale. Non ci resta che berci su con i nostri Best Wine Stars...

 

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Intuito 1, Tenuta La Cà

Side brand e scatola di sperimentazione che nasce da un’azienda che lavora di terroir, di peculiarità ma che soprattutto ama sperimentare. Progetto “Intuito” è un’etichetta a scalare che si muove nell’ambito della numerazione, incrementando il numero, mantenendo lo stesso nome ma cambiando l’identità del vino. Da tonneaux di acacia nasce questo interessante blend di uve Traminer e Pinot Bianco. Spalla minerale e acida per un calice dai profumi intensi ed eleganti. Bottiglie numerate a significare di un lavoro misurato: 2.200 bottiglie da collezione……

Fino ad esaurimento scorte.

 

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AlterNativa 2017 Vermentino, Podere del Maro

Neanche 50 anni in due per Marco e Matilde e un’etichetta “AlterNativa” che racchiude il valore circolare del loro lavoro. Ci mettono la faccia per questa Azienda Agricola che nasce su colline terrazzate dell’entroterra di Imperia, dove il lavoro per un solo ettaro di Vermentino e 700 piante di ulivo nella Valle del Maro è di fatica e di sudore. I vigneti sono su forti pendenze, rigorosamente lavorati a mano poiché è impossibile il transito di mezzi a motore. Nasce così il Vermentino AlterNativa: non vuole rassomigliare al cugino sardo ma gode della stessa ricchezza olfattiva e gustativa. Pesca gialla, il mango maturo, freschezza e sapidità accompagnano un corpo di carattere e un finale di mandorla dolce.

Sostenibilità, pratiche biodinamiche, tanta cura e attenzione.

 

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Amarone della Valpolicella 2009, Villa San Carlo.

Se dovessimo dare un po’ i numeri diremmo 12 mila bottiglie per le cifre della loro produzione, 2008 la data di inizio attività, 270 metri l’altitudine dei vigneti, 48 g/l l’estratto secco. Si torna alle origini con questo Amarone completamente incentrato su attesa e tempo. I suoli calcarei di scaglia rossa e biancone accrescono la finezza delle uve tipiche del territorio: 45% Corvina, 35% Corvinone, 10% Rondinella e altre varietà, 120 giorni di appassimento in fruttai e lunghissimi tempi di macerazione. Un Amarone caldo e sontuoso dai profumi fruttati, le note di liquerizia e grafite, l’olfatto elegante. Da godere in queste incerte sere di Maggio in attesa dell’estate.

 

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Lupa Bianca Riesling Renano 2015, Castelsimoni.

A 800 metri di altezza, nel Parco Nazionale del Gran Sasso, Castelsimoni coltiva progetti e vitigni come il Riesling Renano, il Traminer aromatico e il Pinot nero. “È la passione per il vino che ci ha portato così in alto” raccontano, ad altitudini dove le escursioni termiche imprimono profumi decisamente caratterizzanti. Nessun prodotto di concimazione, nessuna irrigazione, nessun lievito selezionato ma vini precisi, verticali e di grande “pulizia” olfattiva. Bottiglie numerate, solo 1.748 per questo Riesling Renano 2015 dai profumi di frutta tropicale, fieno, pompelmo e idrocarburi. Dal Gran Sasso catapultati in Mosella, provare per credere!

 

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Bagghiu Passito di Pantelleria Dop, 2016 Cantina Gabriele

Un vecchio podere non più in funzione recuperato e riportato in attività per dar vita, nel 2015, all’azienda agricola Antonio Gabriele. A Pantelleria in località Cimillìa, Antonio lavora le uve Moscato di Alessandria comunemente chiamate Zibibbo, per offrire un prodotto di altissima qualità. Due anni di “garage wine” per portare a regime un procedimento totalmente artigianale, dalla vendemmia sino alla bottiglia. Sei mesi di lavoro quotidiano e manuale per un calice giallo oro dai profumi complessi di albicocca disidratata, cannella, fico secco, mandorla, zenzero, zafferano. Duemila cinquecento bottiglie: tu chiamale se vuoi, emozioni.

 

 

Anthium 2018 – Bellone - Casale del Giglio

L’autoctono laziale per eccellenza di Casale del Giglio, vitigno antichissimo citato da Plinio come un vino fantastico. Gioca sulla freschezza e sull’importante mineralità di terreni sciolti, brezze marine e un’ uva che nel calice è tutto fiori e spezie. Tanta la bravura di questa azienda storica che da sempre lavora per valorizzare il territorio Agro Pontino dove “poter tentare tutto il Nuovo possibile”. Ecco allora Petit Manseng vitigno del Jurancon trovare grandi espressioni così come la bellissima espressione di Biancolella di Ponza, vitigno la cui coltivazione è autorizzata solo sulle Isole Ponziane.

 

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