Gianni Tessari, la Durella e il concetto di Tempo

di Giovanna Romeo
Gen. 27, 2019

Serata in Hosteria del Durello con i “Classici senza Tempo”

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“Classici senza Tempo” è il momento di confronto che Gianni Tessari ha voluto realizzare con la partecipazione di Nicola Frasson, collaboratore del Gambero Rosso, e alcuni giornalisti del settore per raccontare di un vino, il metodo classico, che più di ogni altro è in grado di sfidare il tempo. Ma qual’è il potenziale di invecchiamento di bottiglie che affinano molti mesi sui propri lieviti? È davvero il momento della sboccatura quello in cui l’ossigeno azzera il tempo di maturazione dando l’avvio ad un piacevole lento declino?

 

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Otto calici rigorosamente alla cieca intorno ai quali ragionare di vitigni, senza pregiudizi e condizionamenti. Sette Blanc de Blancs e un solo Blanc de Noir, divisi in due batterie. Tra calici, più o meno noti, è presente anche il vitigno del territorio, la Durella, sul quale si sta concentrando da tempo il lavoro dell’Azienda giannitessari. Con grande capacità Gianni sta lavorando per elevare lo spumante a bollicina fine ed elegante che ben è si comportata al confronto con vere “chicche” enologiche già affermate sul mercato: Blanc de Blancs Cavalleri ExtraBrut, Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2009, Bruno Paillard Champagne Blanc de Blancs e Heymann Löwenstein Blanc de Noir.

 

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Poche parole servono invece per raccontare il produttore, lo rappresentano i suoi vini che si dagli anni ’80 sono stati insigniti di premi e riconoscimenti. Inizia giovanissimo il lavoro nei vigneti di famiglia: firma la sua prima bottiglia nel 1978, dal 2013 si confronta con tre terroir tra loro diversi e complementari, Colli Berici, Soave e Monti Lessini. Grazie al bagaglio di conoscenze maturate ha imparato a cogliere i segnali che caratterizzano un territorio, ad intuirne le potenzialità, a creare la giusta espressione enologica. Oggi è considerato uno dei nomi più importanti del vino a Verona, così come sono diventati vini di grande caratura i suoi Durello Spumante Metodo Classico che realizza con 36, 60 e 120 mesi di affinamento

 

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Un’eccellenza che trova conferma nella degustazione alla cieca e che vede questa denominazione sempre più in crescita. Parlano chiaro le cifre del Consorzio: in aumento la superficie vitata a Durella pari a 475 ettari sulle colline tra le province di Verona e Vincenza (il 73% nella sola provincia di Verona). Nel 2018 sono state imbottigliate un 1 milione di bottiglie, di cui circa 300 mila di Metodo Classico. Sull’intera produzione il 30% è ancora sur lattes. Trentadue le cantine che costituiscono il Consorzio.

 

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La degustazione conferma la vocazione della Durella a poter entrare nell’olimpo della spumantistica italiana tanto è ricca di nerbo e freschezza e con un potenziale di longevità importante. I calici di Lessini Durello Metodo Classico giannitessari 60 e 120 mesi (millesimo 2010 e 2008) sono davvero senza tempo.

 

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