Fr 240-75 chicca enoloigca firmata Gianni Tessari

di Il Merlo Parlante
Aprile 10, 2018

Fra i tanti, al Vinitaly, da merlo parlante che ama i rossi ma anche curioso di novità, suggerisco il Rebellis di uve  Solaris al padiglione 6  

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Se fra i tanti stand dei padiglioni del Vinitaly andrete cercando qualcosa di originale, ma per davvero, allora da merlo canuto che di uve e vini se ne è sorbiti un bel po' , suggerisco una visita in un padiglione dove degustare quella che che se non è una nuova perla enologica, poco ci manca. Si tratta di un vino messo in bottiglia dopo aver pigiato una varietà d'uva ottenuta nel 1975 in Germania presso l’Istituto di Friburgo, incrociando le piante a varietà Merzling (Seyve -Villard 5.276 x (Riesling x Pinot Gris) con la varietà 6.493 Gm (Severa Zarya x Muscat Ottonel). Nominata inizialmente Fr 240-75, che non è la sigla di una Ferrari è per certi aspetti riconducibile allo Chardonnay ma con una caratteristica assolutamente unica e singolare. È una sorta di prodotto autobiologico visto che sono vitigni che non hanno bisogno di cure chimiche perché sono sono ultra resistenti.

 

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Come costituzione la varietà Solaris, questo il nome della chicca enologica, è una “invenzione” risale curca all'anno 1975 e si tratta appunto di un incrocio che matura alquanto precocemente e le sue uve a bacca bianca presentano di norma un elevato grado zuccherino. Vanno benissimo poi se coltivate fra i 500 e i 1000 metri di altezza sul livello del mare e questo, cari umani, sarà ed è un grande vantaggio visto che dovrete salire sempre più in quota per non morire di botte di calore incontrollabili derivanti dei cambiamenti climatici in atto e piantare le vostre vigne in habitat dove le temperature continuino ad essere miti e mitigate. Ma soprattutto temperate da quelle ideali escursioni termiche che tanto giovano a tantissime essere vegetali, vigne comprese. Vigne di Solaris dunque, per uno dei nuovi impianti di Gianni Tessari, messi a dimora in quel di San Giovanni Ilarione a 550 metri di altitudine. Dove l'aria pizzica quasi fosse un profumo di crocifera che ti accarezza le coane quando togi i coperchio al barattolo di quell'intrigante salsa che sanno fare a Dijon. Un'ebbrezza che si deve cogliere nel complesso bouquet fruttato che ricorda anche l'ananas o le nostre italiche nocciole prima di essere tostate. Al gusto si presenta con una buona struttura armonicamente integrante nel percepibile umore alcolico. Che tuttavia non dispiace.

 

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Se volete prendervi nota del numero del padiglione e dello stand si tratta del padiglione 6 e dello stand F3 in quel del Vinitaly, naturalmente a Verona. Il giorno invece è lunedì 16 aprile alle ore 13.00 e a spiegarvi qualcosa di più autorevole delle righe scrittevi da un povero merlo, troverete l'esperto Giampaolo Giacobbo; otre che Gianni Tesssari ( nella foto con la moglieAnna Maria) e il suo orgogliosissimo staff.

 

 

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