Veneto

Fare I Conti Con Il Prosecco La Cantina Di Collalto Produce Vino Dal 1306 A Susegena

di Orfeo Meneghetti
Giugno 8, 2014

Fare i Conti con il Prosecco La cantina di Collalto produce vino dal 1306 a Susegena

La cantina di Collalto produce vino dal 1306 a Susegena

La contessa Isabella Collalto de Croy ha ben motivo di vantare che la sua famiglia da mille anni è parte della storia trevigiana. In particolare quella del vino. Dall’alto del colle su quale si erge il castello di San Salvatore domina una tenuta di 150 ettari di vigneto in larga parte vocato al Prosecco. A Susegana (Tv), il castello che domina il centro della marca è stato per anni il cuore “tecnologico” dell’azienda. Il processo di vinificazione, avveniva all’interno del maniero, con l’impiego di un numero rilevante di maestranze. Nel 1904, su progetto dell’ingegner Carpenè è stata edificata la cantina. All’atto della sua realizzazione era indicata come una struttura innovativa, è stata costruita in cemento armato, e nonostante gli anni ancor oggi è un esempio di architettura industriale ben conservata. Una parte è ancora “arredata” con le botti e attrezzature originali del primo Novecento.
La superficie vitata di Collalto è grande e produce un milione di bottiglie, due terzi dei quali è di Prosecco. “L’azienda è la principale produttrice di Prosecco Fermo – dice il Direttore commerciale della Collalto, Riccardo Isetti – e produciamo sino a trenta mila bottiglie. Il processo inizia con la raccolta delle uve. Trasportate in cantina vengono sottoposte ad una pigiatura soffice. E' poi trasferito in contenitori d’acciaio per ottenere la stabilizzazione tartarica. Il vino subisce una leggera filtrazione e poi imbottigliato. E’ di facile beva. Io lo definisco il vino da “barca” ideale da portare nei piccoli cabotaggi. E’ da consumarsi con gli appetizer o in un pranzo veloce di pesce a bordo del natante”.
Un altro fiore all’occhiello dell’azienda è il Verdisio.  Il vino è ottenuto per accurata fermentazione in bianco, sino a quasi totale esaurimento dello zucchero naturale originario. È lasciato sottostare ai freddi invernali che lo spogliano dei tartrati e ne provocano l'illimpidimento. In primavera sono aggiunti i lieviti selezionati, capaci di fermentare sotto pressione e a temperature piuttosto basse, e dello zucchero in quantità tali da ottenere, con la sua successiva fermentazione, la pressione voluta. Alla fine della fermentazione non rimane che lo zucchero voluto per garantire l'amabilità. Il vino fermenta a una temperatura sui 15 gradi dopo una quindicina di giorni. A questo punto la rifermentazione è bloccata affinché rimanga la dose desiderata di zucchero residuo, mediante la refrigerazione delle autoclavi. In tal modo il lievito cala al fondo e il vino, dopo dieci gironi a questa temperatura, il Verdisio è passato in autoclavi per l'imbottigliamento. 
Ad arricchire la gamma delle proprie etichette, Collalto produce vini quali: incrocio Manzoni, il Rambaldo VIII e il Wildbacher. Quest’ultimo, che in tedesco significa “ruscello selvaggio”, è frutto di un vitigno originario della Stiria, importato a Treviso alcuni secoli fa proprio da un Conte di Collalto. Dimenticato per alcuni decenni, il vitigno fu reintrodotto a fine ‘800, trovando nelle colline della tenuta Collalto un ambiente ideale di produzione.