“Cupavaticale” vino da scoprire lentamente

di Angela Merolla
Nov. 1, 2018

Dalle Tenute Casole di Candida

 

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Tra le alture dell’Irpinia si rivelano paesaggi di eccezionale bellezza; terreni che allevano alberi di nocciole, uliveti con piante secolari dall’imponete tronco nodoso, filari di pregiati vitigni autoctoni a dorso di morbide colline e poi i borghi antichi, che come scrigni serbano storia e tradizioni.

Candida, comune in provincia di Avellino, porta in seno al proprio nome, il candore delle rocce su cui la parte più vecchia del borgo fu costruita.

 

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Le stradine si ramificano tra case basse e qualche palazzo d’epoca che ha visto nobili natali, per poi nel tempo cadere in rovina.

Si presentava proprio così, una decina di anni fa il palazzo nobiliare, eretto alla fine del '700 nel piccolo borgo di Candida, fino a quando l'ingegner Luigi Casoli, rapito dalla bellezza celata da quelle spoglie decadenti, lo acquistò e iniziò un accurato intervento di restauro, conservandone l’integrità materiale, diretta ad una lettura dei valori culturali e alla conservazione della testimonianza storica locale.

 

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Il palazzo della famiglia Casoli si estende su 1500 metri quadrati; appenda oltre l’ingresso accoglie la magnifica gradinata centrale, che si biforca elegantemente fino al piano superiore, dove sale, impreziosite da elementi architettonici e d’arte si prestano a eventi di classe. Ma l’antica struttura con tanto di cantine, ha ripreso quella che un tempo era una pratica consueta, ossia fare vino. Nasce Tenute Casoli azienda vitivinicola i cui vigneti si estendono su circa 13 ettari e la vinificazione è opportunamente svolta con moderne attrezzature negli spazi posteriori del palazzo, lasciando alla storica cantina di pregiarsi dell’affinamento dei vini tra le sue spesse mura.

 

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Luigi Casoli pur non tralasciando la sua passione per l’arte e l’antiquariato, oggi affiancato dai figli Archimede e Antonella e con il professionale supporto dell’enologo Luigi Picariello, vanta sette referenze, sette vini in produzione che con schiettezza raccontano del territorio irpino.

Circa 30.000 bottiglie annue, dal Greco di tufo al Fiano di Avellino, dall’Irpinia Campi Taurasini al Taurasi, vini nati da un sano lavoro proiettato all’alta qualità, alla valorizzazione e alla massima espressione delle pregiate uve.

 

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“Cupavaticale” il nome del Cru da uve Greco di Tufo del vigneto di Montefusco. Docg di Tenute Casoli attualmente in commercio con l’annata 2014, porta una gradazione alcolica di 13,50°. Di colore giallo dorato, presenta un tessuto olfattivo intrigante e di spessore, al calice palesa una piacevole mineralità arricchita da eleganti sentori terziari. Nitida la freschezza che bene si armonizza con la morbidezza acquista. Un bianco, questo, di ottima struttura che si lascia degustare anche come vino da meditazione, lungo e coinvolgente, dona il piacere di scoprirlo lentamente.