Bortolomiol due secoli di passione

di Donato Sinigaglia
Dic. 29, 2017

Passione per il Prosecco e il suo territorio

Un sogno, coltivato a lungo, che si è avverato. Giuliano Bortolomiol, pioniere della rinascita dei vigneti di Valdobbiadene, semiabbondonati nel dopoguerra, per tutta la vita ha avuto come mission quella di elevare il Prosecco da vino locale a spumante di prestigio. Oggi l’ intuizione, la determinazione ed il lavoro concentrico, svolto assieme ad altri viticoltori di Valdobbiadene, hanno premiato: il Prosecco Superiore ha attenuto Docg ed è conosciuto a livello internazionale. Non solo. Il territorio di Conegliano-Valdobbiademe è stato candidato dalla Commissione Unesco per entrare nella lista del siti Patromonio dell’Umanità. Le colline dai dolci pendii ed il lavoro rispettoso dell’uomo hanno plasmato un paesaggio culturale dal valore unico che ha ricevuto un importante impulso con la fondazione nel 1876 della prima Scuola Enologica Italiana.

 

Tradizione e passione stanno alla base del “credo” della famiglia Bortolomiol che da due secoli si tramanda l’amore per i vigneti ed il buon vino. Giuliano Bortolomiol, abile spumantista, intuì le potenzialità del Prosecco: nel 1946 fondò con alcuni viticoltori la Confraternita del Prosecco e nel 1949 diede vita alla sua azienda. Oggi il testimone è passato alle quattro figlie: Maria Elena, Elvira, Luisa e Giuliana, che con impegno è passione portano avanti la tradizione di famiglia senza tralasciare gli investimenti tecnologici e il controllo della qualità, con il protocollo di gestione Green Mark. Per questo affincati da un team di qualificati enologhi, le sorelle Bortolomiol puntano molto sui progetti sostenibili che salvaguardano l’uomo e la terra. Sintetizzati nel “Codice Bortolomiol” che ha come premessa: “Tutti i nostri valori sono promesse che ci impegnamo a rispettare con l’ambizioso desiderio di preservare un patrimonio ambientale e di tradizione per le generazioni future”. Da questa convizione è nato Ius Naturae, Prosecco superiore brut millesimato biologico che, oltre ad essere un ottimo vino da aperitivo, accompagna perfettamente ogni portata.

 

Fra i millesimati ecco i magnifici quattro: Bandarossa, Superiore di Cartize e le due cuvée speciali l’extra brut riserva del Governatore ed il Filanda Rosè. Ognuno con un proprio carattere, delicati profumi e una eleganza unica accumunati dal fine perlage che deriva da un affinamento sui lieviti. A proposito di Bandarossa va ricordato che originariamente la “banda rossa” era il segno che Giuliano tracciava sulle bottiglie della migliore selezione dell’anno di Prosecco extra dry. Bottiglie riservate agli amici. Oggi la qualità non è cambiata. Altro grande cru è il Superiore di Cartize, vino ricavato da uve coltivate su viti particolarmente esposte al sole e dove il terreno ha una maggiore mineralità. Il brut d’eccelenza è la Grande Couvée del Fondatore, Motus Vitae a ricordo della vita in continuo movimento di Giuliano Bortolomiol per far crescere il Prosecco.

 

Da una famiglia legata alle tradizioni non c’è da stupirsi del recupero di un’antica filanda, nel cuore di Valdobbiadene, e del suo intelligente restauro. Filande – vino è sempre stato, nel secolo scorso, un binomio legato all’economia di Valdobbiadene. La struttura si trova nel centro del paese, all’interno di uno splendido parco che ospita il vigneto biologico, centro di vinificazione delle uve, un viale di antichi carpini e alcune opere dello scultire Casellato. Oggi l’antica filanda p un contenitiore culturale dove emergono i tratti salienti della storia di un territirio legato al mondo del vino.