Veneto

Ambrosia Per Sensazioni Immortali

di Il Merlo Parlante
Nov. 11, 2013

Amarone, Ambrosia per sensazioni immortali , Tommasi

Tre uvaggi per un vino chiamato Amarone

Chi ha letto qualche mia recensione su un vino avrà ben capito che da pennuto merlo non posso certo atteggiarmi a sapiente degustatore, fatta salva la mia innata predisposizione per i rossi, come del resto dice il mio stesso nome con l'aggiunta di una T. Che molti vorrebbero discendere dalle uve merloT di cui effettivamente sono ghiotto, non sapendo però, che ho anche altri amori ai quali anche ogni altro merlo s'inchina: corvinone, rondinella e corvina. Acini succulenti, buoni anche crudi ma davvero sopra le righe se trasformarti in vino. Anzi no. Più che vino, nel caso dell'Amarone, mi vien da dire nettare. Lasciando ai sapienti umani i tannini, le mineralità , i frutti rossi, le ciliege, la marasca, il tabacco, i legni preziosi, gli incroci sapidi e le dolcezze eleganti di bouquet e aromi che, a codelli umani e sapienti recensori, sembrano non bastare mai. Quel che vi può dire il mio becco, nell'accompagnarvi virtualmente in un vostro sorso di amarone. è che state lasciando scivolare sulle vostre papille un capolavoro di genio umano.

Tre uvaggi per un vino chiamato Amarone

Il genio dell'arte

Una vera e propria espresione d'arte che viene tramandata di padre in figlio o, per fortunata sorte, anche ben oltre le due, tre o quattro generazioni. In questo caso, più che di nettare mi vien da suggerire, superato finanche il vocabolo nettare, ambrosia.

Ecco, ambrosia per l'Amarone con la A maiuscola, confidando che abbiate scelto una bottiglia Tommasi, è il termine che si attaglia par suo. Certo non tutte le annate riescono al top dei top, da qualcuno degli stessi Tommasi del resto mi è capitato di sentire la preferenza verso l'una o verso l'altra. Così pure qualche autocritica che rende più che onore a questa araldica stirpe di vignaioli e al loro Ca' Florian. Sul quale val davero la pena scrivervi queste immeritevoli righe, soprattuto per quanto riguarda il 2007. Che, sempre volando oltre alle umane recensioni, ho trovato come un vino assolutamente da bere e assolutamente intrigante nel richiamare la voglia di cibo. Non per spegnere il suo tenore alcolico o la sua forza già decisa, nonostante l'età giovincella se confrontata alle maturazioni cui si presta l'Amarone, ma proprio per accompagnare con un piatto di qualcosa, a piacere, ma sostanzioso, la sua innata capacità di conquistare il palato e renderlo pronto e malleabile ad ogni sollecitazione. Per poi proseguire alla scoperta di alre sensazioni innescate dallo stesso amarone abbinato al cibo che avrete messo sul piatto.

Il genio dell'arte

Di anno in anno e di vetro in vetro le infinite emozioni del Ca' Florian

E a tutti i termini da umani sommelier cui volete pensare, provate ad aggiungere anche quello di ambrosia. Che in verità, quando vien bruciata, da sola, non ha bisogno d'altro che l'accompagni nel suo sprigionare l'essenza profumata che gli antichi greci, prima d'altro umano, paragovano all'immortalità che rivive e si rinnova. La stessa che rende grande ogni capolavoro di voi umani. Che nel caso del Ca' Flroian, rispondono al nome dei Tommasi. Pronti a replicare, annata su annata ,bottiglia su bottiglia, l'immortalità di un  imponente vino e delle uve dei vigneti da cui discende. In una striscia di terra d'Italia che quando la si sorvola, apre il cuore. Rinnovando, al palato e ai neruoni che ne ascoltano le sollecitazioni, infinite e immortali emozioni. Sulle altre annate, degustate in quel di casa Tommasi, più che meglio. Ma da pennuto mortale, lasciate che nei miei ricordi rimanga quella del 2007. Prosit ! 

Di anno in anno e di vetro in vetro le infinite emozioni del Ca' Florian