Alle radici del Brunello

di Giovanna Romeo
Dic. 10, 2018

Enzo Tiezzi e la Vigna Soccorso

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Come spesse volte accade alcuni luoghi ricevono fama e interesse grazie a lungimiranti personalità che hanno contribuito a far nascere e crescere determinati territori. Correva l’anno 1905 quando a Montalcino, comune della Provincia di Siena, Riccardo Paccagnini laureatosi a Roma alla facoltà di Agraria scrisse il “Trattato tecnico-pratico di agricoltura ed enologia”. Un manuale dove fisso tutto ciò che in trentasei anni aveva osservato in merito al Brunello, una vera e propria Bibbia enologica che racconta passo dopo passo del nobile vitigno e dei processi di vinificazione. È del 1870 il primo vino con etichetta Brunello che ottenne importanti riconoscimenti e premi a Roma, a Parigi e a Marsiglia.

 

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Se da un lato egli fu il vero e proprio pioniere che individuò l’enologia come filone importante per lo sviluppo dell’economia montalcinese, dall’altro lato la seconda importante figura di riferimento fu Tancredi Biondi Santi. Figlio di Ferruccio Biondi Santi nacque nel 1893 e si laureò in agronomia all’Università di Pisa. Nel 1926 fondò a Montalcino la cantina cooperativa "Biondi Santi & C. Cantina Sociale" esortando chiunque a piantare vitigni di Brunello e unirsi a lui. Arrivò la fillossera, la Grande Depressione del 1929 e la Seconda Guerra Mondiale, ma nonostante tutto Tancredi continuò a produrre il Brunello. Sono legate al Professor Paccagnini le lontane origini del podere Soccorso, podere storico in cui nacque la prima etichetta con il nome Brunello, oggi proprietà della Famiglia Tiezzi.

 

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Era un antenato di famiglia, racconta Enzo Tiezzi, iniziando così dopo una stretta di mano e un cordiale benvenuto, il racconto della sua Azienda. Ottant’anni l’anno venturo, è figura storica nel territorio senese. Laureato in agronomia ed enologia ha svolto per anni il consulente per importanti aziende montalcinesi fino a quando non decise negli anni '80 di mettersi in proprio. Pochi ettari di vigna, circa sei, costituiti dal celebre Cru Vigna Soccorso e dalla vigna Cerrino, di Poggio Cerrino ex Podere. Allevata ad alberello, prende il nome dell’attigua chiesa di Santa Maria del Soccorso, a pochissime centinaia di metri dal centro di Montalcino. Una produzione di circa 25mila bottiglie e un lavoro in vigna tradizionale, severo e accurato. “L’alberello è la forma di allevamento che si adatta meglio ai nostri 520 metri di altezza, favorisce la giusta maturazione delle uve, conformandosi in modo simbiotico a clima e territorio”.

 

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Un uomo che rispetta la terra senza richiederne, per questo, alcuna certificazione - “la burocrazia è già tanta” – racconta, “si fanno i trattamenti necessari con zolfo e rame, le uve fermentano sulle vinacce molto a lungo, all’incirca venticinque o trenta giorni; è un vino che si protegge da sé, ricco di acidità e di tannini, di corredo polifenolico e di estratto”. Il suo Brunello riposerà quattro anni in botte di rovere di Slavonia da 10 a 40 hl, due travasi l’anno e nessuna filtrazione, e ancora quattro mesi di bottiglia che lo completeranno organoletticamente. Il Rosso di Montalcino è per Tiezzi un vero e proprio Brunello giovane; ottenuto da vigneti di oltre 40 anni, dopo un anno di botte è pronto per il consumo. Degustazione nella sua cantina, piccola e molto accogliente, è un vero e proprio museo ricco di attestati e di memorabilia

 

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Il Rosso di Montalcino, vendemmia 2017 è la sua prima proposta di assaggio. Un Sangiovese più semplice, dal frutto croccante e dalla spiccata freschezza, regala note floreali e fruttate. Elegante ed immediato, garbatamente intenso.Brunello di Montalcino “Poggio Cerrino”, vendemmia 2013 è il Brunello di carattere; si apre ad una sequenza interminabile di profumi che vanno dal floreale secco alle dolcezze di confettura di frutti rossi e, in successione, la grafite, la menta, il cacao amaro. Un Sangiovese che gioca sulla potenza e non dimentica la finezza.

 

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La storica vigna: Brunello di Montalcino “Vigna Soccorso”, vendemmia 2013. Un’annata di grande equilibrio lo rende pressoché perfetto; un Brunello di concreta finezza e di ricercata classe. Le note floreali di rosa canina, il frutto rosso maturo, i ricordi dei profumi di fieno anticipano le piccantezze olfattive di accenni mentolati e balsamici. Longilineo ed infinito, dal tannino terroso, rimane indelebile come un calice di straordinaria seduzione.

Tra i filari ormai spogli, passeggiando nella Vigna Soccorso, si respira la cultura centenaria del Brunello di Montalcino, accompagnati dal garbo e dalla cordiale umanità di un uomo che ne raccoglie la tradizione.

 

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