Veneto

Alla Maeli Si Applica La Filosofia Zen

di Marco Meneghetti
Giugno 28, 2014

Alla Maeli si applica la filosofia Zen

L'azienda veneta produce ponendo attenzione gli elementi della terra

Una viticoltura progettuale, di precisione…fuori dai canoni.  Pinot nero, metodo classico, uve Carmener e Barbera. Non stiamo parlando di una cantina nel Piemonte che abbraccia la Francia, ma di un cantina dei Colli Euganei. Se ci si arrampica sopra il comune di Torreglia nella frazione di  Luvigliano (Pd), per una strada stretta e abbondante di tornanti, si incontra l'azienda Maeli. All'entrata del podere un cartello recita la scritta "IF-ZEN 3 valli dei venti". Si intuisce subito il perché dell'iscrizione, una dolce brezza quasi costante, sembra accarezzare le colline e le vigne. Il vento non è nemico, anzi impedisce alla muffa di attaccare gli acini e di non scottarli nei mesi più caldi. Il clima ideale per ottimi vini.  Le viti più antiche, circa 35 anni, situate nel versante nord-ovest, sono di pinot nero e dominano la valle sopra la Villa dei Vescovi, patrimonio F.A.I. Un po' spostato sulla sinistra un vigneto i barbatelle francesi , di nuovo impianto, sempre di pinot nero. Alle spalle moscato giallo e moscato bianco diviso in ugual misura. L'azienda del Dott. Sabbion, si estende per quattro ettari, su colline con uno scheletro grosso composto da trachite e marna, ideale per i vitigni a bacca bianca . All'inizio la proprietà, acquistata nel 2010, doveva essere adibita a B&B, visto la bellezza mozzafiato del posto. Per fortuna l'idea è stata accantonata, in virtù della cantina, e un progetto che non è dato scoprire, almeno per ora. L'immobile è stato sapientemente riadattato per permettere al visitatore della cantina di usare tutti e cinque i sensi.  I materiali esistenti sono stai sapientemente amalgamati con materiali moderni,creando un connubio che appaga l'occhio. E' stata creata una stanza con un impianto audio per degustare un vino da meditazione coccolati dalle note. Una "wine taste room" dove fare delle verticali dei prodotti, dominata da un mobile che ha una storia particolare. Il proprietario commissionò il mobile al falegname, catturando il disegno  dal "frame" del fil "88° minuto" con Al Pacino. Per un mese intero il cellulare del falegname rimase spento. Si presentò in azienda con il progetto identico all'originale. 
L'azienda Maeli fa del tempo la sua risorsa, infatti produce uno spumante metodo classico interamente a mano, dalla selezione dei grappoli al remuage  che dura un'intera giornata, fino alla sboccatura alla volée per eliminare le fecce.
Anche il Rosso Infinito ha una storia particolare. Appena acquistato il terreno, le viti erano sommerse da rovi e more e non si eseguivano lavori su di esse da otto anni. Ci sono voluti otto mesi per estirpare i rovi dalle vigne e nel frattempo l'uva era pronta per la vendemmia. Con una mossa audace i grappoli sono stati portati alla vinificazione, regalando così un vino che rispecchia il territorio e quasi "biodinamico" visto che non sono stati eseguite ne potature ne interventi antiparassitari. Il vino è un blend composto da 40% di merlot 30% di carmener20% e barbera al 10%.
Maeli D+ è un blend di merlot, camener e barbera. I vari vini vengono fatti maturare in diverse botti, poi vengono sapientemente  assemblati per donare al vino un carattere unico. Un di più appunto.
Il Rosso Zen, come si intuisce dal riferimento nipponico, è un vino da meditazione, magari nella stanza della musica citata sopra. E' un vino che si apre lentamente nel bicchiere, e i sentori al naso possono variare nel giro di pochi minuti. Un vino da gustare senza fretta, come la filosofia della cantina, lasciandoci cullare dal vento. Una costante nel podere IF-Zen. Taglio bordolese, 20% cabernet 80% merlot, matura per sei mesi in barrique, prima della fase di imbottigliamento. 
Il Bianco Infinito presenta un 60% di moscato giallo e un 40% di chardonnay.  Un vino che ha ottenuto un prestigioso riconoscimento: la medaglia d'argento al concorso il vino del Sindaco. La manifestazione si terrà il 9 luglio in Campidoglio a Roma. 
Non solo vino in azienda. Se si scende verso la valle si trova, spostata sulla sinistra rispetto alla costruzione, la Valletta delle Api. 18 arnie, curate dall'apicoltore Raffaele. Le api, sinonimo che nei vigneti non si usano troppi pesticidi, producono ben quattro tipi di miele. Acacia, millefiori, castagno e melata. 
Attorno alle vigne ci sono alberi da frutto, sia per le api, sia per altri insetti che fungono da lotta integrata ai parassiti della vigna. I frutti di albicocche, pesche e prugne, tutti rigorosamente biologici, vengono utilizzati per la preparazione di confetture. 
Immancabile nel panorama euganeo l'ulivo. E anche quest' azienda non fa eccezione. Gli alberi sacri ad Atena sono stati piantati circa mezzo secolo fa. Le varietà sono Bosana, Frantoio e Leccino. La produzione è modesta, circa 200 bottiglie da 200ml. Ciò non toglie che l'olio esalta la qualità dei piatti senza sovrastarle. 
L'azienda veneta produce ponendo attenzione gli elementi della terra