Trippa Addicted

di Giovanna Romeo
Dic. 20, 2018

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Il successo di “TRIPPA” passa attraverso la riscoperta di una vera e propria prelibatezza qual’é il quinto quarto in un format che è della trattoria. Un binomio vincente, che in un menu ben definito anche se non particolarmente articolato vede le frattaglie, a lungo considerate materiale gastronomico di scarto, protagoniste di una cucina inaspettata e carica di sapori. Il veneto Diego Rossi, cuoco e oste, è una fucina d’idee dell’arte di tutto ciò che si è perso.

 

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Lavora materia prima di altissima qualità e prodotti che a fatica permangono nelle cucine regionali, riproponendo piatti antichi alla base della cultura gastronomica italiana. Ecco allora la trippa fritta al profumo di rosmarino, oppure, tra le proposte del giorno la trippa in umido - alla Romana -. Brodosa o più cremosa, è servita con il cucchiaio, ma va mangiata rigorosamente intingendovi il pane. Si cimenta in baccalà in umido con polenta, non entusiasmante per la consistenza un po’ troppo tenace del pesce e la polenta troppo morbida. Indiscutibilmente riuscito, invece, il cotechino con lenticchie di Castelluccio e cime di rapa sott’olio, così come le pappardelle di anatra muta e parmigiano.

 

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Di assoluta bontà le animelle cotte nella birra, sul letto di hummus di cicerchie, cavolo spigarello e salsa al mandarino. Se la proposta è quasi tutta sui toni arditi delle interiora, la chiusura è più rassicurante e si trovano dolci come il tradizionale tiramisù. Per me il “Pero Misso della Lessinia al forno, zabaione al marsala, castagne e melagrana”; richiama l’ultimo sorso di Bramaterra “Roccia Rossa”, 2013, un calice di grande sapidità che alterna la rosa canina a un’intensa speziatura. Manciate di pepe nero e sbuffi di grafite per un corpo elegante, longilineo ma assolutamente persistente. La scelta tra le scelte, tante etichette interessanti e uniche di una carta vini personale.

 

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Si gode di piatti che non privilegiano l’estetica ma vivono per la qualità della materia prima, che vanta essenzialità e concretezza. Si potrebbe dire quindi che il bello lascia il posto al buono, nella semplicità di piatti che riescono a trasmettere emozioni. La sala richiama il calore di casa, un brusio gentile che anima serate invernali, una brigata affiatata, dinamica al ritmo di un sottofondo punk - Sex Pistols, Ramones, The Clash -. Da Trippa ci torni e poi ci ritorni perché il menù si rinnova di continuo, vivendo di prodotti di stagione e di ciò che di fresco il mercato offre. Attenzione però, non è sempre facile prenotare, attese un po’ lunghe, che vi renderanno un’esperienza unica.

 

 

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Trippa - Trattoria  -  Via Giorgio Vasari 1  -  (angolo Via L. Muratori)   20135 Milano

Lunedì - Sabato 19.30 - 23.30 (chiusura cucina 23.00)  -  Domenica chiuso  --  Telefono   +39 327 6687908   -  

 

 

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