Ristorante Valbruna: un'anima due cucine e ottimo bere

di Mario Stramazzo
Feb. 23, 2019

Una novità della ristorazione veneta nel Nordest d'Italia

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Manca la pizzeria, se proprio siete di quelli che pensano che senza pizza non si possa più stare a tavola, ma il bistrot, con proposte di piatti unici dal mondo, il ristorante con cucina in chiave contemporanea e l'indovinato cocktail-bar, che propone drink che fondono tecniche di cucina e mixology, sono più che sufficienti per soddisfare in un sol colpo e in un unico locale, quanti vogliono trascorrere un po' del loro tempo all'insegna del piacere del proprio palato e della schietta schietta convivialità.

 

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Si chiama Valbruna e si presenta nel mondo della ristorazione padovana come una novità capace di colpire giusto nel segno fin dal colpo d'occhio che se ne ha dall'esterno per le sue grandi vetrate che trasmettono un'idea di trasparenza e pulizia tali da immaginarle pure ben tradotte anche nelle proposte gastronomiche e dell'arte mixology, scritte in bella vista sulla parete davanti alla cantinetta, anche questa a vista, che guarda il bancone del cocktail-bar.

 

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Basso e accogliente secondo linee di design nordeuropeo, che si sviluppa come un unico piano continuo e che da banco bar diventa a sua volta “sharing table” per poi trasformarsi in tavoli più piccoli ed intimi all'interno degli spazi che danno vita a questa parte del locale. Su cui si affaccia anche un lato della cucina a vista che si fa rimirare anche dalla sala ristorante vera e propria che completa i 350 metri di buon gusto senza discontinuità che si chiamano Valbruna.

Un ricercata attenzione per lo stile e l'eleganza contenuta nel pentagramma della signorile versatilità di chi può andare anche a piedi e non deve per forza pedalare, è l'idea che deve aver animato la proprietà nel rilocalizzare questi spazi, trasformandoli, da antico opificio dove c'era una delle storiche distillerie patavine, in locale destinato al piacere della tavola e dello stare insieme.

 

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Ovviamente comodamente seduti, soprattutto sulle avvolgenti poltrone ai tavoli del ristorante, lasciando solleticare il proprio palato da ghiotte sfiziosità ispirate ai cibi e alle bevande delle diverse culture del mondo o alle tradizioni culinarie più nostrane. Le une affidate alle attenzioni della brigata di cucina guidata da Davide Tangari, forte delle sue esperienze accanto a stellati Michelin del calibro di Antonino Cannavacciuolo, Enrico Cerea. Giuseppe D'Aquino, Oliver Piras e ancora , Gualtiero Marchesi, le altre a Christian Lorenzato bar manager del Valbruna con al suo attivo importanti consulenze a blasonati e stellati cuochi del Nordest, grazie alle sue conoscenze che fondono tecniche di cucina e mixology.

Terza ma non ultima pressoché indispensabile figura che deve aggirarsi fra i tavoli di un locale così strutturato, la sommelier professionista Alessandra Dinato, con esperienze in ristoranti stellati in Italia, al “Feva”, e a Londra presso “The Square Restaurant”, “Maze Restaurant By Gordon Ramsay” e “Da Agosto”. Una presenza femminile deputata al servizio di sommelier che ha il suo omologo per i cocktail in Andrea Camparmò. Bartender del Valbruna che accompagna con le sue invenzioni le altrettanto creative idee gastronomiche di Davide. Su tutti però la presenza di Elisa Vianello, che da quarta generazione di imprenditori nati con la distilleria Valbruna più che quelli da ristoratrice ha indossato con grande naturalezza i panni di perfetta padrona di casa che ai suoi ospiti non servirebbe mai niente prima di averne provato lei stessa tutta la piacevole godibilità al palato.

 

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E su questo le proposte sono davvero tutte interessanti e tutte da scoprire a cominciare da ruffianissini e tentatori finger serviti come antipasto o magari, proprio per satollare la gola, come veri e propri primi o secondi piatti. Ai tavoli del bistrot o al bancone prima di accomodarsi al ristorante e scegliere dalla carta piatti come la “terrina di anguilla “ con riduzione di Punt e Mes, infuso di hibiscus e melograno fresco accompagnata al 
Drink - Mito Delicato. Oppure la buona prova interpretativa di un classico “foie gras” ma di anatra con noci brasiliane, ananas, cocco e Cachaça insieme a un Louro do Bolo, Valdeorras DO Rafael Palacio. Non male nemmeno la consigliata crema di cipolla con disco di Verjus e Calvados, filetto di baccalà fritto e le sue chips di pelle insieme al drink Lacrime di Coccodrillo. Imperdibile, dopo altri piatti dei quali però non sveliamo altro, la banana split firmata Valbruna. Un semifreddo alla banana e cardamomo verde, meringa alla yogurt, panna alla vaniglia, crispy di fragole e marasche Luxardo, a parte cioccolato caldo Vietnam Mekong 72%. e il suo Drink - Punch Daiquiri di Haiti .

 

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Locale da riprovare, magari non appena pronto anche l'angolo della pasticceria, in via di ultimazione ormai sul filo del traguardo. Un'altro spazio, ci conferma Elisa Vianello, dedicato agli impenitenti golosi e ghiotti con la presenza di un nuovo ingresso nello squadra. Ma questo sarà un altro capitolo di cui vi daremo conto la prossima visita che andremo al Valbrunadi Limena, alle porte di Padova.  

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