Piacere gastronomico a Santo Domingo

di Donato Sinigaglia
Marzo 1, 2019

I locali da non perdere per una vacanza all'insegna del buon cibo caraibico

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Non solo mare, spiagge bianchissime bagnate da acque cristalline e dalle mille sfumature, con paesaggi da mozzafiato, viste ed invidiate in numerosi film o nelle cartoline. Santo Domingo, una delle perle dei Caraibi, isola cosmopolita, dove la vita è scandita dal suono delle musica latino-americana riserva sorprese continue. Anche in campo gastronomico. La città Santo Domingo è stata nominata, per il secondo anno consecutivo, capitale gastronomica dei Caraibi dall’Accademia ispanoamericana della Gastronomia riunita nell’Assemblea Generale a Madrid, della quale fanno parte 14 paesi dell’America latina.

 

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Un riconoscimento ambizioso, ricercato e meritato. Chiunque abbia trascorso le vacanze sull'isola dal dolce clima lo può testimoniare. L’obiettivo è quello di inserire la capitale della Repubblica Dominicana tra le destinazioni gastronomiche di punta, far conoscere la deliziosa cucina creola e l’ampia offerta gourmet. La cucina dominicana è unica perché affonda le radici nel patrimonio di differenti culture, quella dei primi abitanti, gli indiani Tainos, della tradizione spagnola e africana. Da questo "melting pot" discende la gastronomia dell’isola che acquisisce sempre più un carattere proprio e giorno dopo giorno si arricchisce di nuove influenze, inclusa la cucina asiatica, con alcuni tocchi di cucina sperimentale e fusion. Santo Domingo, in particolare, è già ricca di indirizzi gourmet di alto profilo.

 

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Tra gli indirizzi da non perdere, nel tour in città, c’è il ristorante Jalao, nella parte coloniale che prende il nome da un dolce tradizionale, guidato dall'unica chef donna Noemi Diaz, ambasciatrice della cucina domenicana nel mondo, che offre una cucina rispettosa delle tradizioni. Degno di nota il Buche Perrico, primo ristorante serra dei Caraibi, che presenta una cucina contemporanea dominicana con ingredienti del territorio e utilizzando tecniche sofisticate e creative.

Ottimo il ristorante Travesìas: la chef Tita conduce in un viaggio tra i sapori, aromi ispirati ad antiche ricette che utilizzano solo prodotti locali sapientemente elaborati. Per una cucina più leggera da non perdere c’è il Time dello chef Saverio Stassi che propone una cucina vegetariana invitante basata sui prodotti biologici del territorio. E tra gli chef più interessanti c’è Paulette Tejada, con esperienza nelle cucine del ristorante Akelare a Madrid (2 stelle Michelin) e al Public di New York (1 stella Michelin) che oggi lavora nell’isola per eventi privati portando in tavola un concept di alta cucina legato alle antiche ricette della tradizione locale.

 

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E ancora tra gli chef di punta noti a livello internazionale c’è Martín Omar, ambasciatore della Repubblica Dominicana nelle diverse manifestazioni gastronomiche nel mondo. Per finire in dolcezza, merita una tappa Xocolat a Santo Domingo, laboratorio della chef Diana Munné, prima produttrice di cioccolato dominicano con un proprio marchio di cioccolatini. Terza generazione di una famiglia legata al cacao e all'industria del cioccolato, ha continuato la tradizione aprendo la prima raffinata cioccolateria nel 1993 con un negozio di cioccolatini fatti a mano che combinano il puro cacao dominicano con i migliori ingredienti.

Anche in altre zone del paese, per esempio a Santiago de los Caballeros nel cuore dell’isola, di grande interesse è il ristorante Barttola Brasserie guidato dallo stellato di origine spagnola Javier Cabrera, 1 stella Michelin e 1 Sol Repsol. Questo ristorante ha sviluppato un nuovo concetto gastronomico di alta cucina con un’attenzione alla mise en place in un contesto architettonico di livello e dall’atmosfera piacevole.

 

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