Ogni regione su un piatto e tutte le regioni in menù

di Il Merlo Parlante
Feb. 13, 2019

Al Sì Streetalian Food, con la guida di Alessandro Mazzone, solare e indomito appassionato di un lavoro che ogni giorno e ogni sera lo porta da Treviso a Padova e viceversa

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Qualche altro collega l'ha definito un fiume in piena ma in tempi di cambiamenti climatici che lasciano brutti segni noi preferiamo evitare definizione ad effetto e raccontarrvi di un Alessandro Mazzone solare e indomito appassionato di un lavoro che ogni giorno e ogni sera lo porta da Treviso a Padova e viceversa. Un pendolare della ristorazione ma più ancora gran esperto dell'arte dell'ospitalità e del buon gusto di fine caratura fatta persona che, dopo altre due significative esperienze nella città dei gran dottori, da qualche settimana, escludendo il lunedì, accoglie i suoi clienti ai tavoli del Sì - Streetalian Food.

 

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Curato locale all'angolo della centrale via Dante con via Verdi, a qualche passo dal teatro padovano di Corso Milano che già calamita l'attenzione fin dall'esterno con le sue belle vetrate che si aprono sulla dozzina di tavoli o poco più, sul banco che ricorda le vecchie trattorie venete e gran parte della cucina da dove i cuochi sfornano ghiottonerie ispirate alle specialità di ogni regione d'Italia per un menù che la dice lunga sul nome scelto per il locale. Si va dal baccalà mantecato su polenta croccante quale alfiere del Veneto, regione di casa, al panino con würstel, crauti e salsa agrodolce di pere e sedano per omaggiare il Trentino e il sud Tirol; dai mondeghili della Lombardia, con la carne bio della Fattoria alle Origini, alla tartara di carne del Piemonte con tartufo nero per proseguire con piadina e gnocco fritto dell'Emilia Romagna; dalla parmigiana di melanzane della Sicilia al polpo scottato con pomodorini della Puglia senza dimenticare la pizza fritta Campana e i loro hamburger.

 

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Il tutto in porzioni in versione piatto che ti basta e avanza o in porziuncole che qui in Veneto si chiamano cicchetti che ovviamente costano un terzo del piatto “intero”. Vale a dire che prima si possono gustare tre specialità regionali con il costo di un piatto eppoi, altre tre e altri tre e decidere, quando po si ritorna un'altra volta, visto che non riesci a gustare tutto in un sol colpo, quali piatti scegliere per intero e per una “crapulosa spanzata” all'isegna della regione sotto cui guerreggiare con posate e bicchieri.

 

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Senza dimenticare che qui potete trovare anche l'oca in onta, uno dei classici della padovanità che piaceva al Beolco, detto il Ruzzante, e pure a quell'anglais di Shakespeare, ispirato da Padova per la sua Bisbetica Domata quando era di gran voga mangiare il “musso” . Che qui propongono in veste di tartare, altro must, accompagnata, in questa stagione, con l’insalata di raperonzoli. Se il freddo pizzica ancora invece, vale la pena di una corroborante pasta e fasoi ma anche culurgiones sardi o, altro classico italico, le orecchiette con le cime di rapa. Insomma se a qualcuno venisse in mente di dire che non è un locale per tutti sarà bene che taccia e non si fermi qui, dove tutta l'Italia e i suoi sapori è più che ben rappresentata. Stagione dopo stagione, specialità dopo specialità, ingrediente dopo ingrediente e, soprattutto, ottimo vino dopo ottimo vino, anche al calice, con altrettante godibili birre artigianali. Scovate apposta, anche queste, da Alessandro Mazzone, vero e proprio cacciatore di sapori in grado di sorprendere anche il più ferrato gourmand. Dolce finale alla trevisana... Conto ad personam che vi potete costruire a piacere.

 

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