Menabò - Enoteca con cucina a Centocelle

di Vinoecibo
Feb. 10, 2019

Un anno dopo per il locale di Paolo e Daniele Camponeschi

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Paolo e Daniele Camponeschi hanno aperto da un anno la loro Enosteria: un affare di famiglia che ruota intorno al vino. Dal concetto di wine shop a quello di wine bistrot, da luogo d’acquisto a luogo di fruizione, in quel di Centocelle, uno dei quartieri più popolari e dinamici di Roma, Menabò si è andato ad aggiungere alla vera rinascita sociale e gastronomica della zona. «Mena buoi»: voce milanese che corrisponde all’italiano guidare i buoi e propriamente usata nel gergo giornalistico che Paolo e Daniele Camponeschi hanno ripreso nell’insegna in omaggio al padre tipografo. Dal febbraio 2018 i due fratelli hanno avviato questa attività con coraggio e talento, entrando in modo discreto e abile nei nuovi indirizzi gourmet della moderna food cultura capitolina.

 

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In cucina c’è Paolo, attivo nel campo della ristorazione dai tempi dell’Università, quando cominciò a mettere le mani in pasta in un forno. “Mi sono sempre piaciuti i lavori manuali” racconta il maggiore del duo, “Volevo imparare un mestiere” e fino al 2000 si è dedicato alla panificazione. Instancabile curioso, dal mondo dei lievitati entra in una vera cucina per poi inseguire la passione per i formaggi. Paolo ha trascorso, infatti, tre anni della sua vita in Abruzzo dove ha imparato tutte le fasi di produzione casearia.

 

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Ad accogliere gli ospiti in sala, invece, Daniele che nasce pasticcere ma si riscopre oste. Dopo diversi e brevi passaggi in cucine già affermate, tra cui Stazione di Posta e Marzapane, si è concentrato sul settore enologico.

Insieme a Paolo ha bussato alla porta di piccoli artigiani e piccoli produttori, arricchendo il menu e la carta dei vini di Menabò con prodotti sani, genuini e anche biologici. La loro Enosteria, un’enoteca con cucina e somministrazione a scaffale, nasce con l’intento di nutrire l’anima oltre che la pancia

 

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In un ambiente intimo, con quell'aria volutamente fané arricchita da oggetti personali, come una macchina da scrivere o una collezione di modellini d’auto d’epoca, Paolo e Daniele restituiscono la propria personalità. Dalle 5 del pomeriggio è possibile regalarsi momenti rilassanti e piacevoli, gustare sfiziosi aperitivi à la carte con i migliori vini e decidere di allungarsi fino a cena.

 

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La vendita resta il core business dell’Enoteca: in questo modo potete portare con voi un ricordo tangibile della vostra esperienza da Menabò, fermo restando che tutte le bottiglie sono interamente disponibili per coloro che siedono ai tavoli o al bancone vintage. Scritto sulla lavagna, un menu volutamente ridotto che cambia spesso, “Anche due volte al mese”, e dà perfettamente il senso della loro cucina, stagionale e stimolante. “Non facciamo piatti romani, gourmet o alla moda come quelli con la frutta esotica”. La loro è una cucina concreta e comprensibile, semplice ma ben fatta, rassicurante e allo stesso tempo ricercata nel gusto così come per il bere che, in una cantina di quasi 80 etichette, strizza l’occhio anche al mondo “naturale”.

 

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In carta non si superano le 4 opzioni per ogni portata in una proposta che segue le stagioni, locale e possibilmente bio. Tra gli Antipasti: Fegatini nella rete, cipolla rossa e erbe robuste, Baccalà in pastalla di ceci, insalata di puntarelle e salmorejo, Rustico di Gaeta, stracciato e battuto di pomodori secchi, Zuppa di cipolle. Sui Primi sempre sapori freschi e decisi: Tagliolini alle castagne, salsiccia, galletti e zucca, Cannerozzi acqua e farina al sugo di spuntature, Pasta e ceci, pomodori infornati, ricotta di pecora e rosmarino, Bucatini arrancati, cozze e broccolo romanesco. Per i Secondi: Petto d’anatra, indivia arrosto e cipollotto, Reale di vitello al vino rosso, miele e patate all’olio, Padellaccia di polpo, carciofi e patate.
Come dolci dal classico Tiramisù soffice e croccante, si passa allo Strudel di mele, crema inglese e frutti rossi, con un’incursione lombarda del Pan perduto, uva fragola e yogurt.

 

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Alternativa e curiosa, la scelta dell’assiette di formaggi Adotta una pecora: formaggi delle Gole del Sagittario accompagnati da miele e composte, il tutto servito su un esclusivo tagliere realizzato da un laboratorio artistico del quartiere.

A nobilitare le iniziative di Menabò anche il sostengo all’economia carceraria con il “Caffè Galeotto”, prodotto dai detenuti di Rebibbia su iniziativa della cooperativa sociale onlus Pantacoop.

 

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Contatti:
Menabò Vino e Cucina  -  Via delle Palme 44 D/E    Tel. 06 8693 7299  Roma

Orari:  Aperto dal martedì al venerdì solo a cena -  Sabato e Domenica anche a pranzo.  Giorno di chiusura: Lunedì

 

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Testo a cura ufficio stampa Eleonora Siddi

 

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Foto:  Alberto Blasetti

 

 

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