Il Campidoglio, il Pompiere e Verona

di Vino e Cibo
Ott. 2, 2019

Un piccolo scorcio parigino nella città di Giulietta e Romeo

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Mantenere un'impostazione classica di servizio da maitre quando si è circondati da commis gentili e puntuali ma che danno il massimo per uscire dall'informalità non è una cosa semplice, se poi il nome sul vetro è bistrot la componente di rischio aumenta.
Ma il direttore sembra non cedere e il suo stile è quello dell'alta ristorazione, determinato ma allo stesso tempo brillante con quella compostezza tipica di chi ha consapevolezza che in quel momento sta andando in scena.

 

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Priorità la soddisfazione dei propri ospiti: francese e inglese parlati in modo impeccabile completano una figura che dà il suo apporto all'eleganza della scaligera piazzetta Antonio Tirabosco. Il vino bianco servito a una temperatura forse un po' troppo fredda è subito oggetto di scuse. Questi ragazzi sanno cosa fanno e la città quella caotica del centro che vive di ristorazione veloce e turismo di massa per un momento sembra allontanarsi lasciando spazio nell'immaginazione al contesto di un piccolo scorcio parigino, la cura della persona e dell'ospite sono al primo posto.

 

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Nella tartare la caratteristica essenziale è il taglio, e qui l'importanza del coltello è fondamentale, decisamente gradevole per la persistenza del gusto della carne a discapito dei condimenti che seppur presenti e di qualità non prevaricano la materia prima.
Il fritto di gamberi avvolti nella pasta fillo regala emozioni, letteralmente si sciolgono in bocca: una majonese delicata in abbinamento va a garantire un perfetto equilibrio. C'è posto per un dessert e la curiosità va sul Tiramisù del Pompiere, spumoso e in armonia di sensazioni e dolcezze.

 

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Proposta ricca di piatti alla carta quella del Campidoglio, riaperto da pochi mesi sotto una nuova veste da Fabrizio Franzoi ex sommelier del ristorante Perbellini, Samantha Ceraldi Lando ex chef de Rang di Peck e Marco Dandrea chef patron della storica Trattoria Al Pompiere. Il ristorante gourmet al primo piano vanta due menù, uno di terra con piatti di Verona e l'altro di mare, entrambi con una selezione di vini fatta dal sommelier per garantire il perfetto abbinamento. La selezione di long drinks, quella vasta enoica ricca di etichette, non solo locali, sono una conferma di quell' impronta di ricerca e perfezione che si cerca di raggiungere. L'ultimo brivido il caffè firmato Gianni Frasi, da pelle d'oca.

 

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Campidoglio Bistrò

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