Campari e Sesto San Giovanni, una storia lunga più di cent'anni

di Vinoecibo
Set. 24, 2018

Annessa alla fabbrica è la bellissima villa nobiliare in stile neoclassico del 1826, Villa Campari, che da il nome all'unico ristorante al mondo del marchio

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Al sesto miglio dalla Basilica del Duomo di Milano, lungo quella che oggi è la direttrice principale che dalla città va verso Monza, si trova la chiesa di San Giovanni. Lì, nel 1800, sorgeva il borgo agricolo che per semplicità avrebbe preso in seguito il nome di Sesto San Giovanni: in quel periodo era la meta di villeggiatura di molte famiglie borghesi di Milano come Mylius, Puricelli Guerra, De Ponti, che erano solite trascorrere il fine settimana nelle loro bellissime ville. Più tardi le stesse famiglie trasferirono a Sesto anche parte delle loro attività commerciali. Lo sviluppo industriale vero e proprio avvenne nel corso del XIX secolo quando, vista la posizione strategica della cittadina rispetto ai flussi di merci che transitavano tra i comuni di Cologno e Milano, l’amministrazione decise di stanziare parte dei fondi per la creazione di uno scalo ferroviario, completato nel 1885.

 

 

Nel 1904, all’insegna della “belle epoque”, fa ingresso a Sesto San Giovanni un’azienda più “leggera” come Campari. Gustavo Campari nel 1860 si trasferisce dalla città di Novara a Milano, acquista prima una piccola bottega e poi inaugura il Caffè Campari in Galleria, lanciando la moda del Bitter. Negli anni successivi arriverà anche il Cordial che decreterà il definitivo successo di Campari. Sarà poi Davide, suo figlio, che dopo importanti studi a Bordeaux avvierà una produzione su scala industriale in tempi e modi assolutamente propizi per il periodo, creando un nome che colmerà il vuoto italiano in un settore che si avvaleva fino ad allora di liquoristica estera. Nella stessa logica di tutti gli altri industriali, anche Campari apre proprio a Sesto San Giovanni il proprio stabilimento. Davide, con prospettive decisamente ambiziose, lavorerà molto sulla comunicazione e in un modo mai concepito sino a quel periodo: parlerà quindi un linguaggio universale con l’utilizzo della cartellonistica, coinvolgendo importanti artisti di quegli anni tra i quali Depero. Il celebre marchio viene vestito e rivestito più e più volte seguendo le tendenze culturali e le mode di quegli anni.

 

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La ferrovia che da Sesto attraversava il Gottardo permise lo sviluppo delle attività manifatturiere, che aumentarono non solo il volume delle produzioni ma anche il numero di scambi commerciali, resi più semplici dalle nuove reti di trasporto in direzione Nord Europa. Inoltre il costo minimo dei terreni e la vastità delle aree, sufficienti per lo sviluppo dei progetti industriali, condussero all’insediamento di grandi industrie come gli stabilimenti alimentari di Giovanni Trezzi e Francesco Cotta Ramusino, le Pompe Gabbioneta, le Trafilerie e Corderie Metalliche Luigi Spadaccini. A inizio secolo nacque quello che sarà il grande polo siderurgico milanese: così arrivano la Breda, l’Ercole Marelli, le Acciaierie Falck.

 

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Annessa alla fabbrica è la bellissima villa nobiliare in stile neoclassico del 1826, Villa Campari, conosciuta come Casa Alta acquistata da Davide per farne la propria abitazione. La villa sarà restaurata per la prima volta negli anni ottanta, conservando all’interno gli arredi, i quadri e gli oggetti conservati sin dal 1903, anno dell’acquisto. La trasformazione definitiva del polo produttivo Campari che includerà nuovamente Casa Alta, avverrà invece agli inizi del XXI secolo. Gli architetti Mario Botta e il sestese Marzorati ripensano ad un nuovo progetto urbanistico che dia nuovi lustri a questa splendida realtà sestese. La globalizzazione e la dismissione industriale hanno infatti impoverito la città, facendo venire meno il senso di appartenenza a questo territorio e al proprio passato. La ricchezza di “Sesto” passa inevitabilmente da quello che fu, dalla sua memoria e dallo stabilimento Campari. È fondamentale mantenere traccia di questi cento anni di storia attraverso il recupero totale di tutta l’area. La vecchia fabbrica ormai obsoleta, di cui è rimasto solo il nucleo originale, è stata rivalorizzata con la creazione di un museo, la Galleria Campari; i vecchi uffici sono diventati i nuovi uffici. Casa Alta dimora prima e, successivamente sede di rappresentanza, diventa un moderno ed elegante ristorante. Villa Campari Ristorante apre al pubblico nel settembre del 2013.

 

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Il luogo è incantevole, un’oasi di tranquillità nel cuore una città frenetica. Qui si possono appagare i sensi sorseggiando un cocktail firmato dal brand oppure intrattenersi per un pranzo o una cena. La Villa è suddivisa in diverse sale: quelle Interne, così chiamate, si intravedono appena varcata l’entrata del ristorante; luminose e raffinate si affacciano sulla Corte, un ampio giardino dal quale si ha una bella visuale sulla sede storica dell’Azienda. La Sala Red Passion, oltre ad essere fra tutte la più grande, appare come la più bella; sarà per la sua forma ovale e accogliente che ricorda un teatro lirico in miniatura, oppure ancora per le riproduzioni dei quadri Campari dei grandi testimonial delle campagne pubblicitarie affissi alle pareti. Magari anche per il grande logo rosso fuoco che domina la sala. Qui si percepiscono passione, bellezza, storia. La Sala Depero, chiamata così in omaggio a Fortunato Depero, ideatore della famosa bottiglietta del Campari Soda, è la più piccola. Luminosa e riservata, è particolarmente originale grazie alla vista sul giardino da due angolazioni differenti e vi si possono inoltre ammirare alcune opere di Depero, lì conservate. Il ristorante è circondato da uno splendido giardino: raccolto e silenzioso, permette di cenare durante le sere estive in totale relax.

 

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Il piano di recupero dell’anima di una città si è così definitivamente concluso. Lo stabilimento Campari che è stato la storia di Sesto San Giovanni, oggi è più vivo che mai con il suo carico di memoria, di saperi e di competenze. Allo stesso modo la cultura sestese passa oggi anche per un luogo di ristorazione, Villa Campari Ristorante, l’unico ristorante al mondo del marchio

 

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