Viaggio Nel Rajasthan Ricco Di Storia Cultura E Colori

di Donato Sinigaglia
Ott. 20, 2015

Alla scoperta di Agra Jaipur e Mandawa, Viaggio nel Rajasthan ricco di storia cultura e colori

Il fascino dell'incredibile India

Chi entra in un’agenzia viaggi e chiede informazioni sull’India si vedrà consegnare cataloghi dove al nome del Paese asiatico è, quasi sempre, affiancato l’aggettivo “incredibile”.

Che cosa ha di così sbalorditivo l’India? La risposta l’ho trovata quando ho visto una mucca, animale sacro e quindi intoccabile, bloccare ad un incrocio il caotico traffico di Jaipur, la capitale del Rajasthan. Nessuno ha suonato o urlato: tutti pazientemente hanno atteso che il quadrupede si spostasse.

E anche quando ho visto un elefante, con il conducente che tranquillamente dormiva sulla groppa, zigzagare tra le centinaia di auto, tuc-tuc e sgangherati furgoncini che transitavano sulla strada che da Jaipur conduce a Forte Amber. “L’elefante ha una buona memoria, una volta imparata la strada per andare al lavoro o tornare a casa ci va da solo. Agli incroci o quando attraversa la corsia tutti si fermano e lo lasciano passare”, mi ha spiegato la guida, lasciandomi di stucco.

Ecco, l’incredibile India è questa. Ma non solo. E’ una terra che conquista per i suoi colori, l’ospitalità e la gentilezza degli abitanti (namastè è il saluto che fanno a tutti unendo a preghiera le mani), la spiritualità ed i forti contrasti. Tra marmi ed arenarie rosse, tra stoffe preziose ed arabeschi, il fascino che questa terra misteriosa continua ad emanare sembra rimanere sospeso nel tempo. Come senza tempo è la storia d’amore che sta alla base dell’incomparabile Taj Mahal, la settima meraviglia del mondo, che si trova ad Agra. Un magnifico sogno in marmo bianco eretto al centro di un lussureggiante giardino. Venne fatto costruire nel 1631 dall’imperatore Moghul Shahjehan per ospitare la tomba dell’amata moglie Mumtaz Mahal, morta nel dare alla luce il 14' figlio dopo 17 anni di matrimonio.

Per la sua realizzazione furono raccolte 65 tipi di pietre preziose, perle e coralli e vi lavorarono 20.000 artigiani per 22 anni. Colpisce l’abilità con cui sono stati finemente intagliati i marmi ed incastonate, quasi cesellate, nelle pareti interne le pietre dai molti colori. La sua bellezza è indescrivibile. Si può dire che ogni visitatore trova il suo Taj Mahal preferito in momenti diversi del giorno. Il marmo del monumento, infatti, assume le infinite sfumature di colori del sole, della luna, del crepuscolo e del tramonto. E’ una perla in un paesaggio immacolato. Una visita la merita anche il Forte di Agra, antica residenza imperiale.

Il fascino dell'incredibile India

Jaipur e le altre

Il contrasto dei colori si percepisce in tutta la sua cromaticità a Jaipur, la città rosa, così chiamata per la cinta muraria e gli splendidi palazzi in arenaria rosa.

Jaipur, la città della cultura, dei forti, delle sabbie dorare e del calore popolare, rivive con il suo storico passato le leggende gli antichi Rajput. Al colore rosa degli edifici, da vedere 'Hawa Mahal', il palazzo dei venti, si aggiungono quelli degli abiti delle donne, dei turbanti degli uomini e dei pittoreschi bazar. A 11 chilometri da Jaipur, nella sommità di una collina, si trova Forte Amber da raggiungere a dorso di elefante. All’interno palazzi e padiglioni di raffinata bellezza. Ciò che affascina è Sheesh Mahal, atrio degli specchi, dove una sola lampada si moltiplica in centinaia di riflessi. Ricca di fascino è Mandawa, fondata nel XVII secolo da alcune famiglie dei facoltosi mercanti. Le haveli, dimore riccamente affrescate nello stile Shekawati, costruite lungo le piste della carovana che conducevano in Pakistan, riservano sorprese continue. Al centro della cittadina l’imponente fortezza che racchiude il palazzo Thakur.

Fuori dai circuiti del turismo di massa, ma assolutamente da non perdere, il Pozzo-Palazzo, del IX secolo, costruito come un’immensa cisterna a gradoni, con all’interno tre templi induisti, con lo scopo di raccogliere l’acqua.

Jaipur e le altre

Delhi e la metropoli dalla storia millenaria

Eu Ram (O Dio)! Le due parole, pronunciate dal Mahatama Ganghi al momento dell’attentato, poste su una grande lastra di marmo, ricordano il punto in cui venne cremato. Il luogo sacro nel Raj Ghat a Delhi, è meta incessante di indiani di tutte le religioni ma anche di turisti che, per rispetto, prima di entrare nell’area si tolgono le scarpe.

Delhi, capitale della più grande democrazia del mondo, far parte con Agra e Jaipur, delle città del triangolo d’oro del Rajasthan. E’ una metropoli di oltre 20 milioni di abitanti, con 2.300 anni di storia, dai contrasti forti ma al contempo affascinanti. Il turista, anche quello più distratto, è colpito dal numero di monumenti (1280) che ne ricordano la storia millenaria.

Dal Red Fort, costruito in pietra rossa nel 1638, dall’imperatore Mughal Shah Jahan quando spostò la capitale da Agra a Delhi, a Jama Masjid , una delle più grandi moschee del mondo, realizzata nel 1650 capace di ospitare fino a 20.000 persone, con lo svettante minareto, è un susseguirsi di sorprese che si possono godere appieno attraversando su un risciò il pittoresco dedalo di viuzze della città vecchia, dove è ancora ben presente nei palazzi governativi il periodo coloniale inglese.

Simbolo della città è l’India Gate, (da vedere illuminata di notte) un arco maestoso alto 42 metri, eretto in memoria dei soldati indiani morti nella prima Guerra Mondiale.

Molto suggestiva e partecipata è la visita al tempio Sikh Gurudwara Bangla, dove prima di entrare ci si purifica togliendosi le scarpe e lavandosi le mani e gli uomini devono avvolgere la testa con un turbante.

Anche il tempio induista di Birla riesce a trasmettere sensazioni che colpiscono l’anima. Molti i musei e le gallerie d’arte.

Per gli amanti dello shopping, oltre ai pittoreschi bazar, vi sono grande centri commerciali ed empori statali come il Central Cottage Emporium.

Delhi e la metropoli dalla storia millenaria

Cucina indiana e alloggi di charme

I profumi indimenticabili dell’India non sono dati solo dai gelsomini o dalle rose, ma anche dalla fragranza delle spezie che sono alla base della cucina indiana, soprattutto per la preparazione del curry.

“La parola inglese curry – spiega Kesar Singh – deriva da kari, salsa speziata. Ma in India il curry non è una polvere pronta, bensì una mistura delicata fatta di tante spezie come curcuma, cardamomo, zenzero, coriandolo, noce moscata e semi di papavero”.

Come un’artista con la sua tavolozza di colori, il cuoco indiano può disporre di 25 spezie per arricchire i piatti. Non esiste un piatto tipico o nazionale, in quanto la cucina indiana varia da regione a regione: benché non tutti gli indù siano vegetariani, i piatti indiani soprattutto al sud, sono a base di verdure.

Nel Rajasthan i piatti di carne sono i più comuni: agnello o pollo al curry, gishtaba (polpette di carne alle spezie servite con yogurt), biriyani (pollo o agnello al riso), alloki tikki (fritelle di patate bollite impastate con la farina e riempite di ceci e formaggio), chole bhature (fritelle salate servite con curry), sarson kasaag (foglie di senape cucinate con aglio e cipolla e accompagnate con burro purificato). Oltre alla birra indiana, molto diffuso è il rum Old Monk di pura canna da zucchero.

 

A Delhi, Agra, Jaipur, Mandawa, esistono strutture ricettive internazionali di buona qualità. Molto caratteristico e di charme a Mandawa è il “Desert Dunes” (www.hoteldnd.com), le cui stanze accoglienti e spaziose si affacciano tutte sul giardino interno dove si trovano pavoni e scoiattoli. Aperto da 5 anni, ha un’ampia piscina con solarium e centro massaggi. Il ristorante offre le specialità della cucina tradizionale.

Il tour operator “Viaggindia” (www.viaggindia.it) di Kesar Singh, attraverso il corrispondente indiano Gita, è specializzato nell’organizzare pacchetti turistici individuali e per gruppi, proponendo strutture alberghiere di buon livello in tutto il Rajasthan.

Cucina indiana e alloggi di charme