Siamo Tutti Tunisini I Parte

di Isabella Radaelli
Giugno 2, 2016

Siamo tutti tunisini I parte

Tunisia a soli 140 km dall'Italia

La Tunisia è sempre stata per gli italiani una delle mete più frequentate, sia per la vicinanza, solo 140 km è la distanza che la separa dall'Italia, sia dal punto di vista storico e culturale.

Vuoi il clima, i prezzi più abbordabili, uno stile di vita più lento e meno stressante, sono tanti gli italiani che hanno scelto di vivere in Tunisia o di trascorrere le proprie vacanze lì.

Dopo i tragici episodi di un anno fa, i tunisini in questo momento stanno vivendo un momento molto critico dal punto vista turistico.

Per dimostrare che in Tunisia non c'è pericolo, perlomeno non più di altri Paesi del mondo, l'Ufficio del Turismo Tunisino di Milano, ha organizzato due educational per giornalisti, agenti di viaggio e blogger.

Tunisia a soli 140 km dall'Italia

Museo del Bardo

Un labirinto di colori e vocii con caffè dove sorseggiare thé à la menthe o caffè turco o fumare il narghilé con tabacco forte aromatizzato alla mela. Non ero mai stata in Tunisia e sin dal primo di questi due viaggi mi sono innamorata di questa terra caratterizzata dai colori, sapori e da tanta bellezza.

La prima tappa è al Museo del Bardo, dove mi sono commossa quando ho visto sia la lapide all'interno, che il mosaico fatto costruire da una fondazione privata nel giardino del museo con tutti i nomi e i volti delle persone trucidate nel marzo 2015.

 

Museo del Bardo

Opere d'arte, mosaici e vetri rotti

Il Bardo è il più antico museo del mondo arabo e dell'Africa, e contiene la più ricca collezione di mosaici romani del mondo, tutti in perfetto stato di conservazione. Sono affascinata dalla loro bellezza, testimonianze dei popoli cartaginese, romano, bizantino e islamico. 

Camminando all'interno nelle sale e ammirando le opere esposte, i mosaici, le statue, la mia mente non può non pensare a quel giorno e per un attimo m'immedesimo in quei turisti che si sono trovati in mezzo a una cortina di fuoco. Sono stati lasciati anche dei vetri rotti con i segni delle sparatorie, forse per non dimenticare ciò che è successo.
Opere d'arte, mosaici e vetri rotti

Nella piazza della Kasba

A pochi passi dal museo la grande Piazza della Kasba, da qui m'inoltro nella Medina, dichiarata nel 1979 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Nel suq venditori sorridenti mi offrono prodotti di ogni tipo: gioielli, vestiti, ceramiche, spezie, olii essenziali, babouches, stoffe, tappeti.
 


 

 
Nella piazza della Kasba

Sidi Bou Said e le sue porte blu

Da Tunisi mi sposto a 21 chilometri, a Sidi Bou Said, pittoresco villaggio disposto a picco sul mare sulle pendici del Gebel Manar. Sulla sommità del rilievo, nel luogo dell’attuale faro, fu edificato dagli arabi un 'ribat', monastero fortificato, a presidio del golfo. Luogo santo per i musulmani, il villaggio trae fascino dalle stradine lastricate, dai giardini appartati e dai patii, dalle case bianche con le porte e le finestre blu abbellite dalle bouganvillee.

Qui il mistico Abou Said Khalafa ben Yahia et-Temini el-Beji all’inizio del 1207 fece la base per la diffusione del sufismo.

Passeggiando per le stradine di Sidi Bou Said sono letteralmente rapita dalle porte colorate di blu, una più bella dell'altra.

Sidi Bou Said e le sue porte blu

Il café des Nattes

A partire dal XVIII secolo la cittadina divenne un luogo prediletto per i soggiorni estivi di principi, ministri, alti funzionari e notabili che vi costruirono palazzi e residenze. Nei primi decenni del novecento vi soggiornarono musicisti, scrittori, artisti e poeti tra cui André Gide e Paul Klee.

Sulla strada principale, bisogna fare assolutamente tappa al moresco café des Nattes (il caffè delle stuoie), dove si beve dell’ottimo thé à la menthe con pinoli, soprannominato da Franco Battiato il café de la paix.



(continua...)

Il café des Nattes