La mitica Persia e l’Iran di oggi

di Donato Sinigaglia
Marzo 24, 2018

Fra storia arte e gastronomia 

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Ciro il Grande, Serse, Dario, Persepoli: nomi studiati sui libri di storia, che richiamano alla mente l’impero dei Persiani, fra i più grandi e duraturi, che ha lasciato in eredità le maestose architetture nate dall’incontro tra due civiltà: arabo-islamica e iraniana. Dalle magnifiche città d’arte come Isfahan, Yazd, Shiraz, ai Templi del Fuoco zoroastriani, dalle moschee, agli animati e colorati bazar dove aleggiano i profumi delle spezie, l’Iran odierno è un inesauribile bacino di arte e cultura.

 

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La Persia delle “mille e una notte” di ieri e l’Iran di oggi, pur con tutte le sue contraddizioni, è un mondo da scoprire con occhio attento. Fuori delle grandi rotte del turismo internazionale e immerso in una storia ricca quanto affascinante, l’Iran occupa da sempre una posizione geopolitica strategica come privilegiato luogo di incontro tra Oriente e Occidente. Dopo la caduta dello scià Reza Palhavi (1979) e la contemporanea presa del potere da parte del severo ayatollah Khomeini, il paese, grande cinque volte l’Italia, è stato spesso alla ribalta delle cronache internazionali per guerre, rivoluzioni e non rispetto dei diritti umani a seguito dell’applicazione della più rigida legge islamica.

 

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Oggi, con i nuovi vertici più moderati le cose stanno cambiando, ci sono state importanti aperture e soprattutto i giovani dimostrano interesse per l’Occidente e volontà di uscire dall’isolamento. L’Iran è una destinazione che merita di essere vista da ogni viaggiatore colto e curioso. Per due ragioni: cercare di capire dall’interno la realtà di una nazione tanto problematica e diversa, e scoprire il fascino della sua storia e della sua cultura plurimillenaria.

 

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Qui si sono succeduti regni, imperi e civiltà: Assiri, Medi, Persiani, Parti, Sassanidi, Arabi, Turchi, Mongoli, Safavidi. Per rendersi conto di trovarsi in un luogo che ha fatto la storia dell’Eurasia, occorre visitare i monumentali resti di Persepoli, una delle capitali dei Persiani fondata da Dario nel 518 a.C. e distrutta da Alessandro Magno nel 330 a.C. quando era l’epicentro di un impero esteso dall’Indo alla Tracia fino al Mediterraneo, con le imponenti scalinate, gli enormi palazzi, la sala delle cento colonne, i leoni alati e gli espressivi bassorilievi che danno un’idea di come era la vita a corte. Nella capitale, Teheran meritano di essere visitati la cittadella, con le moschee e l’enorme bazar, vera città nella città, il Museo archeologico, ricco di reperti risalenti fino a 7 mila anni fa e il Museo dei Vetri e delle Ceramiche.

 

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Shiraz, culla della cultura persiana, sede universitaria e capitale nel XVIII secolo, è una graziosa cittadina con ampi viali, bei palazzi e giardini. Non lontano si trova la necropoli rupestre achemenide, con le tombe a tempio di Dario, Serse e Artaserse. Pasargade conserva invece i resti della prima capitale achemenide e la tomba di Ciro il Grande. Yazd, epicentro del culto di Zoroastro, è una delle città più vecchie della Persia. Oasi lungo uno dei tanti percorsi carovanieri della Via della Seta, offre vetusti edifici in mattoni d’argilla sovrastati dalle torri del vento, ingegnosi camini di ventilazione.

 

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La tranquilla cittadina di Isfahan, cuore pulsante della Persia sciita, è considerata una delle più affascinanti del Medio Oriente, capolavoro dell’Iran e gioiello del Rinascimento persiano per le moschee e i minareti ricoperti da piastrelle blu e celesti, per gli eleganti palazzi e i romantici ponti. Tutto gravita sulla piazza centrale, definita una delle più eleganti e grandi del mondo, dove si affascciano i negozi con il meglio dell’artigianato. Gli iraniani sono molto ospitali e cordiali con i turisti.

 

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Le spezie e la carne sono fra gli ingredienti principali della cucina iraniana che risente delle influenze asiatiche. Ogni piatto è sempre accompagnato dall’ottimo yogurt servito a parte, molto denso cremoso. Le carni più diffuse sono l’agnello, il manzo ed il vitello. I piatti sono ricchi, colorati dove riso e verdure freschissime non mancano mai. Tra i piatti principali della cucina iraniana non si può non citare il khoresht, un saporito spezzatino di agnello con ceci e verdure, il tradizionale ash, un ricco minestrone di vedure o il dizi con patate pomodorini, ceci e agnello tutto bollito insieme. Per gli amnti delle spezie non c’è che l’imbarazzo della scelta. La cucina iraniana fa infatti ampio uso di coriandolo, peperoncino, prezzemolo e soprattutto zafferano, tra i migliori al mondo. Non si può lasciare l’Iran senza avere assaggiato il migliore caviale al mondo che arriva direttamente dal mar Caspio.

 

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