Don Alfonso 1890

di VinoeCibo
Maggio 11, 2018

L'eccellenza della semplicità

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Raccontare Don Alfonso 1890 significa raccontare una storia di ospitalità che si tramanda da oltre un secolo, di generazione in generazione, e la storia di una grande famiglia e della sua
inconfondibile identità. Due i marcatori che si ripetono come una sola costante: l’eccellenza e la semplicità intese come naturale predisposizione a fare le cose nel migliore dei modi. Le molteplici realtà del mondo Donato Alfonso 1890 sono inoltre profondamente legate alla cultura del territorio cui appartengono: «la terra», la Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana, la sua natura e i suoi paesaggi, e le sue tradizioni alimentari millenarie innovate con rispetto.

 

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Il cibo è considerato come patrimonio di questa terra, al pari di un’opera d’arte, e i prodotti dell’azienda agricola biologica “Le Peracciole” - 8 ettari di proprietà arrampicati sulla splendida Punta Campanella- (il pregiato olio EVO, il celebre liquore di limone, gli ortaggi, le primizie….) diventano le preziose costellazioni delle proposte di Don Alfonso 1890 e conducono nella tipica atmosfera mediterranea.

 

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L’obbiettivo di questo “mondo” è quello di realizzare un sogno prendendosi cura di ciascun ospite con professionalità ed emozione; l’ospitalità gourmet di Don Alfonso 1890 rappresenta infatti
l’opportunità di vivere un’esperienza di cibo, natura, cultura e storia.

 

Alfonso Iaccarino con i figli Mario ed Ernesto by Mauro Fiorese (1).JPG

 

L’attenta regia che scandisce il divenire di questa magica atmosfera è del capofamiglia Alfonso: personalità affascinante, innumerevoli storie da raccontare ricche di aneddoti, ha saputo passare il testimone ai figli, Mario, elegante padrone di sala, maestro sicuro e discreto nell’accogliere e guidare gli ospiti, e Ernesto che, nella splendida cucina a vista completamente maiolicata, conduce il timone secondo la secolare filosofia degli Iaccarino utilizzando ingredienti di primissima qualità e applicando tecniche sapienti e moderne con piglio tipicamente napoletano che “ci mette il cuore”.


 

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Quella di Ernesto - presidente europeo dei Jeunes Restaurateurs d’Europe dal 2016, primo italiano a ricoprire questa carica - è una cucina che nasce dalla passione ma viene creata con razionalità studiando i dettagli e le sfumature, parla del territorio e delle sue tradizioni con uno stile attuale, alternando e mixando sapori e consistenze con impareggiabile maestria raccontando di tutta la preparazione e la cultura del suo artefice.

 

Paccheri di Gragnano al tonnetto fresco, peperoncini verdi ed origano by Stefano Scatà.jpg

 

Ecco allora ricette storiche – come gli Strascinati di Nonno Ernesto su leggero ragù di pomodoro, basilico e mozzarella o i Nudi di ricotta in consommé ai sentori di verbena odorosa, bucce di limone ed ortiche – che si alternano a piatti imperdibili come il Vesuvio di rigatoni dedicato alla scrittrice napoletana Maria Orsini Natale o la Zeppola di astice in agrodolce con infuso acidulo agli agrumi che rappresenta il legame con il viaggio culturale che il cibo ha compiuto nei secoli attraverso la via della seta per arrivare dall’Asia fino al Mediterraneo. Non mancano di stupire le nuove creazioni come i Cappelli ripieni di genovese di vitello con vellutata di Grana Padano, verdure disidratate e tartufo nero.

 

Il Vesuvio di rigatoni (1).jpg

 

 

Spaghetti dei pastai torresi con alici e noci di San Cipriano Picentino by Stefano Scatà.jpg

 

Ulteriore chicca del Don Alfonso 1890, l’ambiente millenario e suggestivo - ricavato da un cunicolo d’epoca pre-romana - della cantina che custodisce 25.000 preziose bottiglie, alcune veri e propri “tesori” - 1300 etichette che provengono da ogni parte del mondo -. Ma Don Alfonso 1890 non sarebbe un capolavoro di raffinatezza e charme senza la dolcezza e l’intelligenza di Livia che dona un garbo naturalmente elegante a questo gioiello mediterraneo. La sua affinità con Alfonso è totale, nella vita e nel percorso professionale e, entrambi curiosi, hanno persino studiato insieme tremila anni di storia del vino e del cibo del Sud, sui testi dell’antica Università di Portici.

 

Particolare sala ristorante Don Alfonso 1890 by Philippe Schaff.JPG

 

Ed è proprio Livia che cura personalmente tutti i dettagli del Boutique Hotel Dona Alfonso 1890 che, nel pieno rispetto dell’identità del luogo e della sua storia, alterna arredi originali del settecento e dell’ottocento appartenuti alla famiglia Iaccarino, a design moderno e arredi realizzati da artigiani locali.
Una molteplicità di tonalità pastello, a tratti sgargianti, talvolta delicatissimi, si alterna a colori vivaci e dona effetti straordinari attraverso i giochi di luce del Mediterraneo. Impagabile l’unicità
della suite - detta la Casa del Poeta - dove alloggiò Salvatore Di Giacomo.

 

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Tutto in questo Boutique Hotel è naturalmente bello, e ….. buono, come la prima colazione biologica mediterranea a base di marmellate, crostate e preparazioni tipiche della tradizione campana, tutte a base di prodotti di primissima qualità, ed è l’ideale per affrontare in modo piacevolissimo giornate di vacanza e relax. Non resta che decidere di conoscere questa eccezionale famiglia e il suo mondo.

Don Alfonso 1890

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Nelle immagini : Alfonso Iaccarino con i figli Mario ed Ernesto foto di Mauro Fiorese, la famiglia Iaccarino foto di Stefano Scatà , spaghetti dei pastai torresi con alici e noci di San Cipriano Picentino foto di Stefano Scatà, particolare sala ristorante Don Alfonso 1890 foto di Philippe Schaff.  Si ringrazia Marisa Cartotto di 88 Studio Ufficio Stampa & PR